ROMA – «C’è chi dedica anni allo studio, rinuncia al tempo libero e affronta sacrifici, insieme alla propria famiglia. E c’è chi prova a trasformare tutto questo in una truffa. È inaccettabile».
Con queste parole il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, commenta l’inchiesta della Procura di Napoli che coinvolge 37 persone indagate nell’ambito di una presunta rete di irregolarità legata al conseguimento di lauree triennali. Il ministro sottolinea l’impegno del dicastero nel contrastare ogni forma di abuso nel settore della formazione universitaria.
«Per questo ho sempre considerato una priorità garantire la qualità della didattica, contrastando con fermezza chi opera fuori dalla legalità, ingannando studenti e famiglie e svalutando il valore dei titoli di studio». Bernini evidenzia come le iniziative avviate dal Ministero dell’Università e della Ricerca abbiano contribuito all’attività investigativa.
«Le segnalazioni presentate dal Mur nel 2024 stanno producendo risultati concreti. È un segnale importante: lo Stato c’è e tutela il diritto a una formazione di qualità, il merito e la credibilità del sistema universitario italiano». Nel messaggio pubblicato sui social, il ministro ribadisce che episodi di questo tipo danneggiano l’intero sistema accademico.
«Chi sfrutta la buona fede degli studenti e tenta di trasformare la formazione in un business senza regole danneggia l’intera comunità accademica». Infine, Bernini rivolge un ringraziamento agli organi che hanno condotto l’indagine.
«Un grazie sentito al Tribunale di Napoli, alla Procura della Repubblica e alla Guardia di Finanza per il lavoro svolto. Difendere la legalità significa difendere il futuro dei giovani e il prestigio delle università italiane».
L’inchiesta della magistratura napoletana prosegue per chiarire ogni aspetto della vicenda, mentre le accuse formulate nei confronti degli indagati restano, allo stato, ipotesi investigative da verificare nel prosieguo del procedimento.






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