Viterbo – Una lite durante l’uscita nel cortile del carcere e poi l’accoltellamento mortale.
Si indaga sulla morte di un detenuto nordafricano 27enne, nel carcere Nicandro Izzo di Viterbo, avvenuta poco prima delle 17 di oggi.
La vittima è stato accoltellato da un suo connazionale. L’omicidio sarebbe avvenuto nell’area del cortile del carcere, dove entrambi i detenuti si trovavano.
Improvvisamente e per motivi da accertare uno dei due avrebbe estratto una lama artigianale con cui ha accoltellato a morte il suo connazionale. Inutili i soccorsi per l’uomo che è deceduto poco dopo.
Sulla vicenda stanno indagando gli agenti della polizia penitenziaria coadiuvati dalla squadra mobile della questura diViterbo. Intorno alle 17 nel carcere sono arrivati gli agenti del reparto scientifico della questura, il medico legale e il Procuratore capo Mario Palazzi.
Il sindacato di polizia penitenziaria: “Nelle carceri siamo alla resa dei conti tra detenuti”
“Nelle carceri italiane siamo ormai alla resa dei conti tra detenuti con omicidio. Con l’accoltellamento di un giovane di 27 anni a Viterno da parte del compagno di cella siamo al quinto assassinio di un detenuto nel giro di un paio d’anni. Proprio un anno fa, a luglio 2025, accade a Prato dove un detenuto romeno di 58 anni è stato trovato morto innescando immediate indagini per omicidio”.
Così Aldo Di Giacomo segretario del Sindacato di Polizia Penitenziaria che aggiunge: “sempre oggi a Lucca si è suicidato di un ragazzo di 23 anni facendo salire a 36 il numero dei suicidi a cui aggiungere 85 decessi per “cause da accertare” a riprova che lo Stato non è in grado di garantire la vita di quanti ha in custodia. È la punta estrema dell’emergenza carceri che denunciamo da troppo tempo – continua Di Giacomo – legata a risse e violenze tra detenuti e contro il personale penitenziario con oltre 200 casi tra risse ed aggressioni ad agenti solo nelle ultime settimane.
Il sovraffollamento, come sostiene il Ministro Nordio, sarà pure una causa dei suicidi e non solo come dimostra l’ultimo omicidi0. Noi lo ripetiamo da troppo tempo: nelle carceri ci sono organizzazioni criminali che spadroneggiano, dal
mercato della droga e dei telefonini sino al controllo della vita dei detenuti più deboli e alla violenza sessuale. Perché alla base delle risse ci sono sempre interessi che non vanno derubricati a fatti personali.
Una situazione fuori dal controllo dello Stato. Ancora: sono già più di 4 mila gli agenti penitenziari che sono stati costretti a ricorrere a cure dei medici per le aggressioni ormai quotidiane in un’estate “caldissima” con le alte temperature che amplificano il malessere dei detenuti. Una situazione che ci allarma tanto più in assenza di provvedimenti di intervento” conclude il segretario del Spp.






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