Sorrento – Prosegue l’attività di contrasto all’abusivismo edilizio della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Nella giornata odierna è stata eseguita la demolizione coattiva di un fabbricato abusivo adibito ad abitazione in via Santa Lucia 27, a Sorrento, in esecuzione di un ordine emesso dal Tribunale di Torre Annunziata con una sentenza di condanna risalente al 28 febbraio 2007.
L’immobile, di proprietà dei coniugi Michelangelo Scannapieco e Maria Elefante, rappresentava il manufatto principale di un complesso edilizio abusivo realizzato all’interno di un fondo agricolo.
Un immobile dichiarato insanabile
Le opere abusive comprendevano originariamente un edificio di circa 105 metri quadrati sviluppato su un unico livello, oltre a un ulteriore manufatto in muratura, pavimentazioni esterne e una vasta area in calcestruzzo.
Nel corso degli anni il Comune di Sorrento aveva emesso diversi provvedimenti di demolizione, rimasti senza esecuzione. Gli immobili erano stati ritenuti non condonabili, privi dei requisiti per la sanatoria edilizia e, di conseguenza, acquisiti al patrimonio indisponibile dell’ente comunale.
Fallita anche l’autodemolizione
La Procura aveva già intimato la demolizione nel 2013, senza ottenere l’adempimento da parte dei proprietari.
Nel 2024 era stata concessa la possibilità di procedere all’autodemolizione delle opere abusive, successivamente prorogata. Tuttavia gli interventi eseguiti si erano limitati alla rimozione di una legnaia, di un piccolo manufatto in muratura, di alcune pavimentazioni e di una tettoia, lasciando intatto l’edificio principale destinato ad abitazione.
Accertata la mancata esecuzione completa dei lavori, nel novembre 2025 la Procura aveva revocato l’autorizzazione all’autodemolizione.
Respinti ricorsi e richieste di sospensione
I proprietari avevano tentato anche la strada amministrativa, presentando un’istanza di accertamento di conformità al Comune di Sorrento, respinta dall’amministrazione comunale. Il successivo ricorso al Tar Campania è stato rigettato sia nel merito sia nella richiesta di sospendere gli effetti del provvedimento.
Anche il più recente incidente di esecuzione, presentato al Tribunale di Torre Annunziata per ottenere la revoca dell’ordine di demolizione e il blocco della procedura, è stato respinto dal giudice dell’esecuzione il 22 giugno 2026.
Area sottoposta a molteplici vincoli
L’immobile demolito sviluppava un volume di circa 400 metri cubi e ricadeva in una zona agricolo-ambientale del Piano Urbanistico Comunale, classificata anche come area di riqualificazione insediativa e ambientale.
L’edificio insisteva inoltre su un’area sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio e in una zona soggetta a vincolo sismico, elementi che hanno contribuito a escludere qualsiasi possibilità di regolarizzazione.
Operazione coordinata dalle forze dell’ordine
Le operazioni di demolizione sono state coordinate dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sorrento, con il supporto della Compagnia dei Carabinieri, della Polizia Municipale e dei Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Napoli.
L’intervento si inserisce nel piano della Procura di Torre Annunziata volto a garantire il ripristino della legalità urbanistica e la tutela del territorio, attraverso l’esecuzione delle sentenze definitive relative agli immobili abusivi.









Mi par la notizia documenta la procedura,ma ci son vari punti ke restano poc chiari come i tempi e le responsabilità,anche se la magistratura ha deciduto, non si capisce bene se i propietari han avutu tutte le chance o se la comunita ha fahto abbastanza per prevenire,forse no.