La decisione del giudice

Poliziotto travolto e ucciso a Torre del Greco: l’investitore va ai domiciliari. La famiglia: «Giustizia calpestata, ci sentiamo abbandonati»

Il fratello della vittima affida ai social un durissimo video di denuncia. Anche i colleghi di pattuglia si schierano contro il provvedimento: «Un silenzio tombale che fa paura»
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Torre del Greco – Una decisione che riapre una ferita dolorosa e scatena la rabbia di familiari e colleghi. Tommaso Severino, il 28enne di Ercolano che il primo novembre scorso travolse e uccise in viale Europa l’assistente capo di polizia Aniello Scarpati, ha ottenuto la scarcerazione.

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Dopo soli otto mesi trascorsi in cella, il giovane – che quella sera era alla guida di un SUV sotto l’effetto di alcol e cocaina, con a bordo dei minorenni, e che inizialmente era fuggito senza prestare soccorso – ha ottenuto la misura degli arresti domiciliari.

La notizia ha immediatamente innescato la durissima reazione della famiglia Scarpati. Emanuel, fratello del poliziotto scomparso, ha affidato ai social network un video-denuncia ad altissima tensione emotiva nel quale parla apertamente di “vergogna” e profonda ingiustizia. Uno sfogo che rompe quello che i parenti definiscono un inaccettabile cono d’ombra sulla vicenda.

Il video-denuncia del fratello: «Nessuno parla di noi»

Nel video diffuso in rete, Emanuel Scarpati non usa giri di parole e punta il dito sia contro il provvedimento del giudice, sia contro la reazione pubblica e mediatica alla vicenda, richiamando anche le passate dichiarazioni della madre dell’investitore, Rosa Riccio, che in televisione aveva difeso il figlio sostenendo che “non è un assassino”.

«Oggi incassa questa vittoria della totale impunità, alla faccia della famiglia della vittima», attacca Emanuel Scarpati, sottolineando come la scarcerazione sia passata sotto silenzio. «Abbiamo appreso questa assurda decisione solo grazie a questo video. Un silenzio tombale che fa paura. La legalità in Italia vale solo a tratti alterni? Un servitore dello Stato, padre di tre figli, merita questo fango? Io nella giustizia non ci credo più. Non deve sembrare uguale per tutti, deve esserlo».

La solidarietà dei colleghi: «Lo Stato non abbandoni chi lo serve»

Accanto alla famiglia si schierano anche i colleghi dell’agente Scarpati, che hanno diffuso un lungo e accorato appello sul web, manifestando totale disappunto e chiedendo una presa di posizione forte da parte di chi indossa la stessa divisa.
«La giustizia e il silenzio uccidono due volte», scrivono i poliziotti

. «Lo scorso novembre Aniello perdeva la vita in servizio, a bordo della sua volante. Oggi quella stessa vita viene calpestata una seconda volta dalla nostra giustizia. Ci chiediamo se la legalità sia un valore a intermittenza e se si scenda in piazza solo per convenienza. Sarebbe un segnale forte se, per una volta, la richiesta di giustizia partesse proprio da chi indossa quella stessa uniforme che Aniello ha onorato fino alla fine».

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Commenti (2)

Solite decisioni scandalose, dovrebbero dare i domiciliari anche al gioielliere che ha fatto fuori i 2 criminali dopo la 3 rapina subita. Veramente una vergogna.

Mi pare una situazion trisdissima, non so cmq cosa pensare, la giustizia quì sembra a intermittenza, la gente restano confuso,e diviso. La famiglia e commossa ma anche ci sono punti processuali non chiar i, e servirebbe piu trasparenza e spiegazion i vere.

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