Protesta in carcere

Santa Maria Capua Vetere, sanitari in agitazione: «Carenza di medici e personale, situazione insostenibile»

Presidio davanti alla Prefettura di Caserta: i sindacati chiedono un confronto immediato tra Asl e Amministrazione penitenziaria
Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Cresce la protesta del personale sanitario in servizio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Medici, infermieri e operatori hanno proclamato lo stato di agitazione e organizzato un presidio davanti alla Prefettura di Caserta per denunciare le gravi criticità che, secondo i sindacati, rendono ormai insostenibili le condizioni di lavoro all’interno dell’istituto penitenziario.

Aggiungi Cronache della Campania come Fonte preferita su Google

La mobilitazione, promossa da FP Cgil e Cisl, punta a richiamare l’attenzione sulla carenza di personale sanitario e sulla necessità di garantire sicurezza agli operatori e un’adeguata assistenza ai detenuti.

Secondo le organizzazioni sindacali, «garantire la sicurezza degli operatori e un’assistenza sanitaria adeguata per le persone detenute» rappresenta «una richiesta chiara e non più procrastinabile». Per i sindacati, infatti, «la situazione nel carcere di Santa Maria Capua Vetere è arrivata a un punto di non ritorno».

Nel corso della giornata si è svolto anche un tavolo istituzionale in Prefettura al quale hanno partecipato il segretario della FP Cgil con delega alla sanità, Ciro Vettone, i delegati sindacali del carcere e i rappresentanti della Cisl. Al centro del confronto è emersa quella che le sigle definiscono una mancanza di coordinamento tra l’Amministrazione penitenziaria e l’Asl di Caserta.

«Gli operatori sanitari sono lasciati soli all’interno della struttura penitenziaria; lavorano in un contesto di emergenza continua, senza procedure condivise tra Asl e Dap, senza una reale cabina di regia», denuncia Vettone. Il sindacalista chiede un confronto stabile tra le istituzioni coinvolte.

«Chiediamo con forza che Amministrazione Penitenziaria e Asl di Caserta si siedano a un tavolo e definiscano protocolli operativi vincolanti. Protocolli che tutelino da un lato il diritto alla salute dei detenuti, dall’altro il diritto dei lavoratori a operare in sicurezza».

Tra le principali criticità segnalate c’è la crescente difficoltà nel reperire personale sanitario. Secondo quanto denunciato dai sindacati, molti medici e infermieri rinunciano agli incarichi o non partecipano ai bandi di assunzione, aggravando una situazione già resa difficile dalla cronica carenza di agenti della polizia penitenziaria.

Una combinazione che, secondo FP Cgil e Cisl, determina un aumento del carico di lavoro, dello stress, del rischio di aggressioni e della possibilità di errori nell’assistenza sanitaria. La mobilitazione, annunciano i sindacati, proseguirà fino a quando non arriveranno risposte concrete da parte delle istituzioni.

RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenti (1)

Mi pare giusto la protesta ma la situazzione è confusa, i medici e gli infermieri son lasciati soli dentro la struttora penitenziaria e lavora in emergenza continua senza proccedure condivise tra Asl e Dap. La Amministrazion pare non ascolta, manca personale e la sicurezza, rischi aumente e cure diventa incerte, servirebbe confronto stabile e protocolli vincolanti subbito

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Primo piano