Gratteri: “Le mafie si pubblicizzano su TikTok come aziende”

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Rosaria Federico
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Le mafie si evolvono e utilizzano le tecnologie più avanzate per la loro propaganda e per i loro affari illeciti.

È l’allarme lanciato dal Procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, sul palco del WMF – We Make Future di Bologna. Dalla pubblicità su TikTok per attrarre i giovani, fino all’utilizzo del dark web per acquistare quantità ingenti di droga e persino commissionare omicidi, le organizzazioni criminali agiscono come vere e proprie aziende per massimizzare i profitti.

TikTok: il nuovo palcoscenico per la propaganda mafiosa

Secondo Gratteri, le mafie, in particolare la camorra in Italia, hanno seguito un percorso già tracciato dai cartelli messicani con l’avvento di Facebook.

“Quando è nato Facebook, la prima mafia che ha utilizzato Facebook per farsi un lustro e per comunicare, erano i cartelli messicani che si facevano vedere ricchi e potenti con macchine di lusso, orologi d’oro, tanti soldi e mandavano messaggi di morte anche ai cartelli contrapposti avversari. In Italia la prima mafia che ha usato Facebook è stata la camorra: stesso metodo dei messicani”, ha spiegato il Procuratore.

Ora, con lo spostamento delle nuove generazioni su TikTok, anche le mafie hanno seguito la tendenza. “Perché le mafie si comportano esattamente come un’azienda: le mafie, per essere efficienti, performanti e per aumentare i loro profitti hanno bisogno di pubblicità”, ha sottolineato Gratter

i. La scelta ricade sui giovani, che, pur non avendo ancora grandi disponibilità economiche, sono i maggiori spenditori e, di conseguenza, il target più ambito per la pubblicità, sia legale che criminale. “Siccome i giovani sono quella fascia sociale che non ha soldi, però sono quelli che spendono di più, le società vanno su TikTok e le mafie vanno su TikTok, seguono i giovani. E lì si fanno pubblicità”, ha ribadito Gratteri.

Dal Dark Web all’intelligenza artificiale: la mafia 4.0

L’evoluzione tecnologica della criminalità non si ferma ai social. Gratteri ha rivelato come la camorra sia ormai profondamente radicata nel dark web. “Con questo telefonino, applicando un software, è in grado di comprare 2.000 chili di cocaina stando seduti su questa sedia”, ha affermato il Procuratore, evidenziando una facilità d’azione impensabile fino a pochi anni fa.

Il Procuratore ha anche criticato la posizione del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, riguardo alle intercettazioni.

“Il ministro Nordio quando dice che si spende molto per le intercettazioni, che bisogna tornare ai pedinamenti… Ma se io ti dico che nel 2025 una mafia può ordinare 2000 chili di cocaina, può ordinare un omicidio nel dark web, può comprare il corpo di una persona, può comprare milioni di bitcoin, tu mi parli di pedinamenti? Il mostro sta cambiando e velocemente”, ha incalzato Gratteri, sottolineando come gli strumenti tradizionali di indagine non siano più sufficienti di fronte a una criminalità così avanzata.

L’allarme di Gratteri si estende anche all’intelligenza artificiale (AI). “Le mafie iniziano a interessarsi di intelligenza artificiale. E a usarla”, ha avvertito. L’AI verrebbe impiegata per “le coperture di carico e per gli spostamenti nel mondo”, rendendo ancora più complessa l’individuazione delle attività illecite.

Al suo arrivo a Napoli, ha aggiunto il Procuratore, “mi ha colpito questa camorra così avanzata dal punto di vista tecnologico, in grado di entrare nel dark web e pagare gli hacker per rubare i dati”.

Le parole di Gratteri tracciano un quadro inquietante di una criminalità organizzata che non solo si adatta, ma anticipa e sfrutta le innovazioni tecnologiche per espandere il proprio potere e i propri affari, ponendo nuove sfide alle forze dell’ordine e alla giustizia.

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