E' accusato di essere il mandante dell'omicidio di Eugenio Nardi, esponente del clan Bocchetti avvenuto nel 2008


Marco Di Lauro è stato condannato all’ergastolo per il suo presunto coinvolgimento nell’omicidio di Eugenio Nardi, avvenuto nel corso della faida di Scampia. La sentenza è stata emessa dalla Terza Corte di Assise di Napoli.
La vittima affiliata al clan denominato Sacco Bocchetti, fu uccisa a Napoli il 4 gennaio 2008.
L’omicidio è da inquadrarsi nell’ambito della contrapposizione armata tra i clan Di Lauro ed i cosiddetti scissionisti, cui i Sacco Bocchetti si erano da poco alleati, e – in particolare – quale ritorsione rispetto ad un tentativo di omicidio di un affiliato al clan Di Lauro ad opera dello stesso Nardi.
Marco Di Lauro è il quarto figlio di Paolo Di Lauro e viene ritenuto il mandante dell’omicidio di Nardi, avvenuto il 4 gennaio 2008, mentre Marco era latitante e considerato il capo famiglia, ruolo tramandato ai figli dal più grande al più piccolo.
Le indagini hanno visto un ruolo cruciale nelle dichiarazioni del pentito Musolino, affiancate da quelle di Capasso e Lombardi. Attualmente detenuto a Cagliari, Marco Di Lauro è assistito dal penalista napoletano Gennaro Pecoraro.
Resta recluso in un centro clinico a causa di problemi di natura psichiatrica, su cui dovrà esprimersi un pool di esperti.
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