

Aurelio De Laurentiis
La famiglia De Laurentiis rompe il silenzio dopo il blitz della Procura di Bari e respinge con decisione tutte le contestazioni formulate dai magistrati nell’ambito dell’inchiesta che coinvolge il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, il figlio Luigi De Laurentiis e le società SSC Napoli e SSC Bari.
In un comunicato diffuso sui canali ufficiali dei due club, i vertici delle società dichiarano di aver appreso “con esterrefazione e profondo stupore” il contenuto del decreto di perquisizione e sequestro eseguito nella mattinata di martedì, ribadendo la piena correttezza del proprio operato.
Tra gli aspetti finiti sotto la lente della Procura figura il trasferimento del portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli. Secondo gli inquirenti, il club pugliese avrebbe ceduto il calciatore senza riservarsi alcuna percentuale sull’eventuale futura rivendita, circostanza ritenuta rilevante nell’ambito delle indagini.
La famiglia De Laurentiis contesta però radicalmente questa ricostruzione. Nella nota viene precisato che il valore economico del giocatore era stato determinato prima della conclusione dell’operazione attraverso una perizia giurata redatta da “un soggetto terzo, indipendente e altamente qualificato”, già consulente dell’autorità giudiziaria e considerato una figura di assoluto rilievo nel panorama calcistico nazionale.
Secondo la difesa, proprio questa valutazione indipendente dimostrerebbe la regolarità dell’operazione e l’assenza di qualsiasi intento illecito.
Nel comunicato viene inoltre contestata con fermezza anche la richiesta di liquidazione giudiziale della SSC Bari avanzata dalla Procura ai sensi dell’articolo 38 del Codice della crisi d’impresa.
La proprietà definisce tale iniziativa “del tutto incomprensibile”, sostenendo che la società abbia sempre rispettato i propri impegni economici e finanziari. Le eventuali perdite di esercizio, spiegano i De Laurentiis, rappresenterebbero una situazione fisiologica nel mondo del calcio professionistico e sarebbero state costantemente ripianate mediante risorse proprie della famiglia.
La nota si conclude con una netta presa di posizione sulla vicenda giudiziaria. Aurelio e Luigi De Laurentiis, insieme ai due club, ribadiscono la propria totale estraneità alle ipotesi di reato formulate dalla Procura di Bari e manifestano piena fiducia nell’operato dell’autorità giudiziaria.
I De Laurentiis affermano di essere convinti che la vicenda sarà chiarita in tempi rapidi e auspicano che il procedimento possa concludersi con una richiesta di archiviazione, sottolineando di aver sempre gestito le società “nel pieno e scrupoloso rispetto della legge, dei principi contabili e delle norme federali”.
La presa di posizione arriva all’indomani dell’apertura dell’inchiesta che ha acceso i riflettori sui rapporti tra Bari e Napoli durante il periodo della doppia proprietà, destinata a rimanere al centro del dibattito calcistico e giudiziario nelle prossime settimane.
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