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Maradona, il ricordo dello storico avvocato Pisani: “Odiava gli imbrogli, non si è mai fatto comprare”

Angelo Pisani, storico avvocato di Diego Armando Maradona, ha rilasciato un'intervista all'Adnkronos

    Angelo Pisani, storico avvocato di Diego Armando Maradona, ha rilasciato un’intervista all’Adnkronos nell’anniversario della scomparsa del ‘Pibe de Oro’.

    Pisani: “Maradona odiava gli imbrogli, sulla FIFA aveva capito…”

    “Diego difendeva la verità e odiava gli imbrogli, ha sempre rifiutato qualsiasi compromesso – racconta Pisani -. Ricordo i suoi racconti e quando anni fa Diego provò a ribellarsi al sistema attaccando i vertici del calcio e criticando le speculazioni sul calcio e sull’organizzazione e business dei mondiali”.

    “Non si era fatto mai comprare da nessuno, nonostante le ritorsioni denunciava tutto e aveva capito cosa volevano fare nella FIFA. Ma fu stoppato con un imbroglio, facendogli così pagare questo suo tentativo di rivolta – aggiunge -. Oggi, soprattutto alla luce del Mondiale in Qatar, le sue dichiarazioni sono una verità parlante”.

    Di fronte a Diego Maradona, continua l’avvocato, “tanti dovrebbero inginocchiarsi e chiedergli umilmente scusa, per non averlo appoggiato in tante sue battaglie, vedeva quello che altri non riuscivano ancora a vedere, imprigionati nel sistema”.

    “Diego era il Dio del calcio, ma era soprattutto un uomo carico di umanità. Aveva nel cuore Napoli, la sua Napoli. Non c’era giorno in cui non la ricordasse. I napoletani erano la sua grande, enorme, infinita famiglia del cuore”, prosegue.

    Maradona, Pisani: “Ricordo i nostri incontri, lo voglio ricordare fiero e sorridente”

    “Aveva un cuore grande. Con nostalgia ricordo i nostri incontri, le gioie e i dolori, le attese e anche le arrabbiature. L’apprensione per la sua salute che si è sempre unita al desiderio di assicurargli una difesa che potesse riabilitarne anche l’immagine pubblica”, aggiunge Pisani citando un video che ritrae Maradona mentre si allena.

    “In quel filmato – spiega – appariva in forma, di buon umore, mi voleva comunicare che stava bene. Ma lo faceva rivolgendosi a Napoli, alla sua Napoli. Perché Diego sapeva che nel mondo c’erano milioni di persone che lo amavano. Io lo voglio ricordare sempre così, fiero, sorridente, guascone e meravigliosamente umano”.

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