Logista, presidio dei lavoratori di Maddaloni

"Logista" ha annunciato la chiusura del deposito per Ottobre con il trasferimento dei 24 dipendenti amministrativi ad #Anagni

Un presidio ad Anagni (Frosinone) all’esterno dei cancelli della multinazionale spagnola del tabacco “Logista,” e’ stato effettuato dai lavoratori di “Gld,” azienda che si occupa di logistica presso il deposito della societa’ iberica a Maddaloni, nel Casertano.

“Logista” ha annunciato la chiusura del deposito per Ottobre con il trasferimento dei 24 dipendenti amministrativi ad Anagni, mentre per gli 84 addetti che impacchettano a Maddaloni le sigarette che “Logista” commercializza in tutta Italia per conto dei Monopoli di Stato, le prospettive sono molto negative.

“Gld ” nelle scorse settimane, ha fatto sapere ai sindacati di voler tenere tre dipendenti mentre altri 24 addetti andrebbero ad Anagni. Resterebbero dunque fuori 57 dipendenti, che per l’azienda dovrebbero “trovare ricollocazione tramite agenzie per il lavoro presso il territorio di Caserta, corsi di formazione e incentivi economici per chi vuole risolvere il proprio rapporto di lavoro”.

Il presidio di oggi e’ stato accompagnato dallo sciopero proclamato dai sindacati. Durante la manifestazione e’ stato fatto un volantinaggio per sensibilizzare i lavoratori del deposito di Anagni affinche’ contribuiscano alla protesta non accettando lavoro straordinario e contratti interinali. Cio’ per evitare la chiusura del deposito di Maddaloni.

Dal deposito laziale e’ uscito un gruppo di lavoratori che si e’ detto vicino agli addetti di Maddaloni, annunciando l’intenzione di realizzare un’iniziativa comune. Il primo maggio anche il Vescovo di Caserta Pietro Lagnese ha espresso solidarieta’ ai lavoratori di “Gid.”.

I segretari casertani dei sindacati i Filt-Cgil (Angelo Lustro) e Fit-Cisl (Pasquale Federico) affermano che “seppure la solidarieta’ della politica e’ del tutto scomparsa, caso mai davvero ci fosse stata, il Vescovo ci ha dato un’ulteriore spinta ad andare avanti.” Logista ha deciso di chiudere senza un valido motivo economico, solo ed esclusivamente per massimizzare i profitti, nonostante i floridi utili in continuo e forte aumento, licenziando di fatto 84 lavoratori. Il Vescovo ha dato una ulteriore spinta propulsiva”.

“Si continua con la lotta, contro l’indifferenza e il silenzio delle Istituzioni, iniziando dal Mise, e la rabbia delle maestranze per quanto sta accadendo”, concludono Cgil e Cisl .

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A. Carlino

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