Gli studenti dell’Istituto Minucci di Napoli protagonisti nel nuovo singolo di La Niña

NAPOLI – Un’esperienza musicale unica ha coinvolto gli studenti dell’Istituto Comprensivo Sabatino Minucci di Napoli, protagonisti del nuovo singolo della cantante partenopea La Niña.
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Napoli -Un’esperienza musicale unica ha coinvolto gli studenti dell’Istituto Comprensivo Sabatino Minucci di Napoli, protagonisti del nuovo singolo della cantante partenopea La Niña. Il brano, intitolato “Rareche” e uscito il 3 luglio, vede infatti il contributo delle giovani voci del progetto di canto scolastico “School In Soul”.

Registrato a marzo nell’Auditorium Novecento di Napoli, il pezzo è stato realizzato sotto la guida della Maestra Cristina Massaro, docente e arrangiatrice, che ha diretto con passione il coro degli alunni. “Rareche”, parola che significa “radici” in napoletano, è una composizione originale di La Niña e Alfredo Maddaluno, co-prodotta insieme a Matteo Parisi.

La traccia si distingue per l’inedita fusione tra la tammurriata tradizionale campana e influenze mediorientali contemporanee, con la coinvolgente dabka di Omar Souleyman che fa da base al coro degli studenti.

Questo progetto rappresenta non solo un’occasione formativa per i giovani partecipanti, ma anche un ponte culturale che valorizza l’identità napoletana attraverso uno sguardo innovativo e internazionale, conquistando l’interesse di critici e pubblico.

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Commenti (3)

Interessante progetto che prova a valorizzar napoli, ma bisogna rifinire: il mix etnico perde ogni tanto la chiaresza melodica, la dabka sovrasta e la voce del coro si perde; l idea è bona ma ci vole piu lavoro di produzione, piu attenzion alla pronunzia e meno confusone.

Concordo in parte,la scòla e la maestra han provato,si sente la volonta ma la registrazion sembra affollata e la mescolanza mediorientale con la tammurriata crea a volte disordine; i bambin cantanno con cuore ma la tecnica non è omogenea e ci volea piu cura e tempo per rifinir tutto.

Mi pare un idea original, e bella come iniziativ,a per i studenTi, però tante cose non mi quadra: la fusionesarà ancor troppo forzata, la pronunzia dei ragazz,i a volte è confusa e il cori non sempr è a tenpo giusto; l’intento di ‘radici’ è chiaro ma il suono pare incerto e poco omogeno.

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