La ricerca oncologica dell’IRCCS Fondazione Pascale di Napoli rischia di entrare in una fase particolarmente critica. A lanciare l’allarme è la FP CGIL Campania, che denuncia l’imminente scadenza dei contratti di numerosi ricercatori impegnati in progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dal Piano Nazionale Complementare (PNC).
Secondo il sindacato, senza un intervento tempestivo si rischia di compromettere la continuità di importanti attività scientifiche proprio mentre molti progetti si trovano nelle fasi più avanzate.
Contratti in scadenza e personale precario
Sono complessivamente 44 i lavoratori precari impiegati presso il Pascale tra ricercatori sanitari e collaboratori professionali della ricerca sanitaria con contratti finanziati attraverso PNRR e PNC.
Le prime scadenze arriveranno già ad agosto 2026 con sei contratti in scadenza, seguiti da altri tre a settembre, due a novembre e uno a dicembre. Il momento più delicato sarà però febbraio 2027, quando termineranno contemporaneamente 24 contratti, mentre le restanti otto posizioni arriveranno a conclusione entro il 2030.
Alla situazione si aggiunge quella di almeno 50 borsisti che da anni collaborano ai progetti di ricerca dell’Istituto senza una prospettiva di stabilizzazione, contribuendo in modo significativo all’attività scientifica del centro.
Il nodo del PNRR e la richiesta di stabilizzazione
La FP CGIL ricorda che il PNRR era stato concepito anche per rafforzare il sistema della ricerca e ridurre il divario occupazionale tra Nord e Sud, favorendo l’inserimento stabile di personale altamente qualificato.
Secondo il sindacato, tuttavia, già con il decreto Milleproroghe del dicembre 2025 non sono state accolte le richieste finalizzate a superare il cosiddetto “effetto collo di bottiglia”, misura che avrebbe consentito di ridurre il precariato e avviare percorsi di stabilizzazione.
Il rischio, evidenzia la FP CGIL, è quello di assistere a una progressiva perdita di professionalità altamente specializzate, costruite negli anni proprio grazie agli investimenti pubblici destinati alla ricerca.
L’appello a Regione e Ministero
«Parliamo di persone che hanno deciso di dedicare la propria vita professionale alla ricerca contro il cancro», afferma Antimo Morlando, segretario regionale della Sanità Pubblica della FP CGIL Campania. «È inaccettabile che il PNRR, nato per ridurre il divario tra Nord e Sud, finisca invece per produrre una nuova ondata di precarietà, disperdendo le competenze che avrebbe dovuto consolidare sul territorio».
Il sindacato chiede quindi un intervento urgente della Regione Campania e del Ministero della Salute affinché, oltre alle iniziative già avviate dalla stessa Fondazione Pascale, vengano individuate soluzioni per prorogare e stabilizzare i contratti in scadenza.
«È una corsa contro il tempo – conclude Morlando –. Questo silenzioso conto alla rovescia per la ricerca oncologica deve essere fermato. Il Pascale rappresenta un patrimonio della sanità campana e nazionale e chi vi lavora merita certezze, non precarietà».






Sono daccordo con il punto sollevat ma vorrei aggiunger che i borsisti spesso lavorano da anni senza prospettiva,le scadenze a gruppi nel 2027 crearanno un vuoto tecnico;la mancanza di piani di stabilizzazion puo costar caro alla ricerca e al territorio.
Mi pare che la situazion del Pascale e della ricercaoncologica sia preoccupante,ma si vedon poche soluzioni concrete;i contrati prorizzati non arrivano e i ricercator restan precari. La Regine e il Ministero dovrebber reagire,però sembra che niente si muov,si perdono competenze e progetti avanzeranno a rallent.