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Carcere per l’assassino di Chiara: confermate le accuse

Carcere per l'assassino di Chiara. Andrea "Lucifer", anch'egli di origini campane è accusato di omicidio premeditato. Un video mostra i due insieme poco prima del delitto

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Rosaria Federico
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Carcere per l’assassino di Chiara. E’ stata confermata l’accusa di premeditazione dal gip del tribunale dei minori.

Resta dunque in carcere Andrea “Lucifer” 16enne di origini campane fermato per l’omicidio di Chiara Gualzetti, la coetanea uccisa a coltellate a Monteveglio, in provincia di Bologna. L’accusa contestata dalla Procura minorile ha trovato la piena conferma anche dal gip che ha convalidato il fermo e disposto per il ragazzo la custodia cautelare in carcere.

I due sono stati immortalati insieme domenica mattina, prima che il giovane affondasse più volte il coltello contro l’amica che si era invaghita di lui. Le immagini, mostrate in esclusiva dal Tg1, sono state registrate dall’impianto di videosorveglianza della casa della vittima a Monteveglio , in provincia di Bologna. Il video è agli atti dell’inchiesta e mostra Chiara tranquilla, a dimostrazione che si fidava del ragazzo.

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Si vede lei che esce di casa, lui cammina davanti e Chiara lo segue a pochi passi di distanza. Si dirigono verso il parco dell’Abbazia, sono le ultimi immagini di Chiara viva. Alla luce anche di questi riscontri investigativi che è stato confermato il  carcere per l’assassino di Chiara Gualzetti. La sedicenne nata a Bologna ma il cui padre, Vincenzo Gualzetti, è napoletano.

CHIARA COLPITA RIPETUTAMENTE DA UNA SERIE DI COLTELLATE

Chiara Gualzetti e’ stata “colpita ripetutamente” dall’amico sedicenne con una serie di fendenti “portati sia di punta che di taglio” con un coltello da cucina. E’ questa la ricostruzione della Procura per i minorenni di Bologna che con il pm Simone Purgato contesta al giovane l’omicidio volontario premeditato. L’aggravante deriva dal fatto, secondo l’accusa, che l’azione e’ stata concertata nei giorni precedenti e che l’indagato ha portato con se’ un coltello. Tutto sarebbe successo, secondo l’imputazione provvisoria e in attesa dell’autopsia, intorno alle 10 di domenica 27 giugno.

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Rosaria Federico

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