“La madre”, della giornalista e autrice Orietta Cicchinelli, entra nella Biblioteca del prestigioso Salone Internazionale del libro di Torino 2021.
Un traguardo nobile per un racconto di 64 pagine (Tuga edizioni) che ha dietro una piccola casa editrice di Bracciano.
Ambientato in terra d’Abruzzo, in un paesino della provincia de L’Aquila, “La madre” offre uno spaccato di storia del costume e della società locale che pare un po’ fuori dalla convulsa vita di città, ma che torna prepotentemente attuale in un’epoca di pandemia come quella che stiamo attraversando.
Quei ritmi lenti, naturalmente scanditi dalle stagioni, in una campagna non certo bucolica (ma dura e aspra come mostrano le mani di chi quella terra quotidianamente lavora) nel cuore dell’Appennino centrale, riportano alla solitudine dell’oggi più che mai.
La prospettiva però accende la speranza: a chi sa ben guardare la natura – che non perdona mai – ha le sue stagioni.
All’inverno segue sempre una primavera e poi l’estate arriva e s’invola verso l’autunno seguito dall’imprescindibile inverno in cui tutto si riposa e solo in apparenza muore. Perché poi il ciclo, la giostra ricomincia…
La madre-contadina, protagonista del racconto, ha in sé il senso della vita e molte cose da insegnare (anche solo con i suoi detti e proverbi dialettali) con il suo esempio, la sua devozione assoluta alla Madre di tutte le madri: la terra.
“La madre”, pubblicato per la prima volta nel 2015 (Ned Edizioni), vive una seconda vita con la nuova edizione targata Tuga che, uscita nel 2020, è stata da ristampata nel 2021.
La copertina e i disegni all’interno sono opera di Martina Rossi, artista della Scuola Romana dei Fumetti di Roma.
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