Verbali inediti dei pentiti

«O pagate o vi facciamo saltare in aria», così il clan De Martino ha imposto il pizzo sulle piazze di spaccio

Una richiesta di cinquemila euro una tantum e pizzi settimanali ai danni dei gestori storici del sballo nel rione.
Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

Le lancette della contabilità criminale a Ponticelli si fermano bruscamente sul 31 marzo 2021. È in questa data che i magistrati considerano emblematica per comprendere la ferocia operativa del clan De Martino, all’epoca considerato una “costola” militare del più potente clan De Micco.

Aggiungi Cronache della Campania come Fonte preferita su Google

Secondo la ricostruzione del Giudice per le indagini preliminari, dott.sa Anna Imparato, il fulcro operativo dell’azione estorsiva ruota attorno a una figura chiave: Vincenzo Di Costanzo, meglio noto nei vicoli di Ponticelli con l’alias di “’o Gabibbo”. È la sua abitazione a fare da trappola e da ufficio di collocamento del terrore.

I verbali descrivono quel pomeriggio con precisione chirurgica: Di Costanzo convoca presso la propria dimora Patrizia Busiello. La donna non è una residente qualunque; insieme al figlio Pasquale Tarallo gestisce una delle piazze di spaccio di crack più redditizie e stabili all’interno del Rione De Gasperi. Ma la Busiello non sa che l’invito a casa del Gabibbo non è un incontro di cortesia, bensì un’imboscata mafiosa.

Il ricatto sul tavolo: “Mettetevi d’accordo o saltate in aria”

Pochi minuti dopo l’ingresso della Busiello nell’appartamento di Di Costanzo, la porta si riapre. Fanno il loro ingresso tre dei pezzi da novanta della manovalanza armata dei De Martino: Ciro Uccella, Pietro Frutto e Salvatore Cardillo (detto “’o show”). La superiorità numerica e lo spessore criminale degli uomini presenti servono a congelare ogni tentativo di reazione.

I tre emissari si fanno portavoce di un diktat che non ammette repliche. Rappresentano alla donna che lei e il figlio Pasquale Tarallo “avrebbero dovuto mettersi d’accordo con loro” per poter proseguire l’attività illecita di spaccio. La libertà di vendere veleno nel rione ha un prezzo fissato dal clan: una quota fissa di 200 euro a settimana.

Ma il ricatto si estende a raggiera, sfruttando i legami familiari che tengono in piedi il sistema delle piazze nel quartiere. Gli uomini dei De Martino intimano alla Busiello di fare da ambasciatrice per una seconda, identica richiesta estorsiva da recapitare al nipote, Francesco Romano. Quest’ultimo gestisce un’altra piazza di crack contigua, ereditata dal padre, Salvatore Romano (noto come “’o Nippolo”), che in quel momento si trova ristretto in carcere.

Per la piazza del Nippolo, la richiesta sale di livello ed assume la forma di una “tassa una tantum” di 5.000,00 euro per “mettersi a posto” con la famiglia De Martino, sotto l’egida di Salvatore De Martino. L’alternativa prospettata dai camorristi alla donna è un messaggio di terrore puro: in caso di rifiuto o di ritardo nei pagamenti, avrebbero “posizionato un ordigno esplosivo fuori alla porta della sua abitazione e lo avrebbero fatto saltare in aria”.

La verità nelle parole di Rosario Rolletta

A squarciare il velo di omertà su questo specifico episodio sono state le dichiarazioni di Rosario Rolletta, alias “Friariello”,
Nel suo verbale di interrogatorio reso l’8 marzo 2021 davanti ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia, Rolletta spiega i retroscena geopolitici che hanno armato la mano di Uccella, Frutto e Cardillo:

“Il Sistema funzionava così… nel periodo di settembre/octobre 2020, quando il gruppo De Martino si era già scisso dal cartello [dei De Luca Bossa], ci contrapponevamo a loro anche nelle estorsioni alle piazze. Nel Rione De Gasperi vi sono due piazze di spaccio di crack gestite rispettivamente da ‘o Nippolo’ di cui non conosco il nome e da Pasquale Tarallo, dalle quali prendevamo la settimana. A prendere le quote dalle piazze erano principalmente Pietro Frutto ed Alessio [Velotti], nonché il ‘Gabibbo'”.

Il racconto di Rolletta svela anche un retroscena inedito, un atto di forza militare che ha preceduto l’accordo forzato:

“Ricordo che mandammo a chiamare o’Nippolo appena avvenne la spaccatura e lui non si presentò, motivo per cui Pietro Frutto ed Alessio sottrassero al figlio un’autovettura di colore bianco che venne restituita solo quando il Nippolo e Tarallo vennero a portarci 3.500 euro, accordandosi per il pagamento di una quota al nostro gruppo… Per un breve periodo queste due piazze di spaccio hanno pagato sia noi che i Minichini-De Luca Bossa-Casella”.

L’incrocio delle accuse: la conferma di Antonio Pipolo

A blindare il quadro probatorio interviene un secondo, importante collaboratore di giustizia, Antonio Pipolo, che ha vissuto la seconda fase della faida fino al luglio 2022. Pipolo, nel corso del verbale del 21 settembre 2022, conferma la mappa del pizzo del crack nel Rione De Gasperi e fornisce dettagli sulla successiva transizione della piazza sotto il controllo dei De Micco tramite Ciro Naturale:

“Il ‘Nippolo’ ha una piazza di spaccio di sostanza stupefacente di crack, contigua a quello ‘de la ceccia’ che è l’abitazione della famiglia. Attualmente a gestire la piazza è il figlio del ‘nippolo’ Francesco Romano, in quanto il papà è detenuto in carcere, ciò fino all’inizio della mia collaborazione. Francesco gestisce la piazza del ‘nippolo’ unitamente alla moglie,  Patrizia Busiello. Si riforniscono da  Ciro Naturale  e pagano al clan De Micco la quota settimanale di 150 euro, avendo il capo piazza detenuto”.

Pipolo rivela ai magistrati come la “multa” o la tassa di ingresso imposta dai clan fosse una costante per chiunque volesse spacciare senza subire ritorsioni di sangue, definendola una vera e propria “assicurazione sulla vita”. Durante i sopralluoghi effettuati con la Polizia Giudiziaria l’animazione della piazza viene filmata e geolocalizzata dalle forze dell’ordine, riscontrando punto per punto le parole dei pentiti.

La contabilità delle piazze del rione De Gasperi

– Piazza Tarallo/Busiello: quota estorsiva di 200 euro a settimana imposta dai De Martino.
– Piazza Romano (Nippolo): richiesta di 5.000 euro una tantum, rimodulata successivamente in una quota settimanale tra i 150 e i 250 euro a settimana versati a mani di  Nicola Onori.

(nella foto da sinistra in alto Francesco De Martino, Antonio De Martino, Savatore De Martino, e i pentito Antonio Pipolo e  Rosario Rolletta; da sinistra in basso, Ciro Naturale, Ciro Uccella, Salvatore Cardillo, Pietro Frutto e Vincenzo Di Costanzo )

RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenti (1)

Ho letto l’articolo e nonmi sento sicur di capire tutti i passaggj; sembra ci sian tante versioni e poche prove connesse.I nomi son scritti mescolati, la datta non combacia e qualcun racconto pare ripetutto. bisogn fare piu verifiche e chiarirei i particolari prima di tirar conclusioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA