

La poetessa statunitense, nata nel 1943 a New York, è stata premiata – da come si legge nella motivazione- “per la sua inconfondibile voce poetica che con l’austera bellezza rende universale l’esistenza individuale”. Oltre a scrivere, la Gluck, è docente alla Yale University e vive a Cambridge, in Massachussetts. “L’infanzia, la vita familiare e le relazioni con genitori e fratelli sono una tematica che rimane centrale nel suo lavoro”.
La scrittrice statunitense Louise Glück, nata a New York il 22 aprile 1943, Premio Nobel per la Letteratura 2020, con la sua poesia evoca schegge memoriali rielaborando temi come l’isolamento e la solitudine, in un tono insieme colloquiale e meditativo. Vincitrice del Premio Pulitzer nel 1994 con la raccolta “L’iris selvatico” (“The Wild Iris”, 1993), ha convinto i critici per lo stile controllato ed elegante con cui assorbe lunghe sequenze narrative di tratto confessionale che ricordano la poesia di Robert Lowell, Sylvia Plath e Anne Sexton. Nella raccolta “Meadowlands” (1997) rievoca figure mitiche come Ulisse e Penelope all’interno di una scrittura molto moderna, che racconta di un matrimonio che sta per finire. Tra le altre sue raccolte di poesie, “Vita Nova”, “The Seven Ages” e “Averno”. Ha vinto il Book Review’s Bingham Poetry Prize e The New Yorker’s Book Award in Poetry.
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