La follia urbana

Casoria, aggrediti in casa per il parcheggio disabili. La madre: «Mio figlio ha fatto da scudo col suo corpo»

Una banale richiesta di rispetto delle regole si trasforma in un assalto sul pianerottolo. Quattro donne e un uomo aggrediscono una famiglia: ferito un giovane che ha difeso la madre. Tre persone denunciate dai Carabinieri.
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Una richiesta di civiltà trasformata in una brutale spedizione punitiva tra le mura domestiche. Accade a Casoria, dove una discussione per un posto auto riservato ai disabili è degenerata in un’aggressione violenta all’interno di un condominio. La vicenda, resa nota grazie alla denuncia del deputato Francesco Emilio Borrelli, vede come vittime una madre e i suoi figli, aggrediti da coloro che per quattordici anni sono stati i loro vicini di casa.

La scintilla: il parcheggio occupato e l’arroganza

Tutto ha inizio quando la signora  chiede la liberazione dello stallo riservato e numerato di uno dei suoi figli, affetto da una grave patologia. L’automobilista che occupa abusivamente lo spazio si rifiuta di spostarsi, rivendicando un presunto diritto alternativo.

«Delle persone del terzo piano – vicini di casa che ci conoscono da ben 14 anni – hanno abusivamente occupato lo stallo riservato e numerato di mio figlio. Quando ho chiesto civilmente di spostare l’auto, mi è stato risposto con un’arroganza e una strafottenza disarmanti: “Anche mio padre è disabile, ho diritto di stare qui anche io”. No, non si ha alcun diritto di occupare uno stallo personale e numerato, anche se la targa identificativa, attaccata con lo scotch dai vigili urbani, veniva continuamente staccata».

La situazione precipita quando la donna decide di documentare il sopruso: «Nel momento in cui ho preso il telefono per fotografare la targa e segnalare questo sopruso, si è scatenato l’inferno».

La spedizione punitiva dentro casa

In pochi minuti la tensione si sposta dalla strada al pianerottolo. Quattro donne salgono nell’appartamento della famiglia, facendo irruzione nel corridoio. L’aggressione avviene sotto gli occhi dell’altro figlio della donna, gravemente malato e dipendente da macchinari salvavita. A dare il colpo più grave è però un uomo, fratello delle donne, sopraggiunto sul posto armato di un casco da moto.

Il bilancio è pesante: il casco viene scagliato con violenza e colpisce al volto il figlio della donna, intervenuto per proteggerla.

«Mio figlio è stato ridotto così per avermi fatto da scudo, quel casco era rivolto a me», racconta la madre sotto shock. «È stato trasportato in ambulanza all’ospedale di Frattamaggiore ed è rimasto tutta la notte sotto osservazione. Successivamente è stato trasferito a Pozzuoli per una consulenza otorino: gli è stato applicato un tutore nasale e ora speriamo e preghiamo che non debba essere operato».

La denuncia e lo sdegno delle istituzioni

Solo l’arrivo tempestivo dei Carabinieri del nucleo radiomobile ha evitato conseguenze ancora peggiori. I militari hanno identificato i presenti e denunciato a piede libero tre persone per rissa, avviando accertamenti per definire le singole responsabilità, in particolare quelle legate all’uso del casco come arma impropria.

La signora Anna esprime tutto il suo dolore e la rabbia per il tradimento della convivenza civile:

«In tantissimi mi state chiedendo se ho denunciato. Certo che ho denunciato! Potevo mai stare in silenzio davanti a uno schifo del genere? Guardate la faccia di mio figlio, guardate come lo hanno ridotto. Ma la cosa che mi fa più ribrezzo è l’ipocrisia. Parliamo di gente che si definisce “per bene”, persone che incrociamo sul pianerottolo da 14 anni. Sanno benissimo che in casa nostra c’è un ragazzo che vive attaccato alle macchine, sanno i sacrifici e il dolore che affrontiamo ogni giorno. Andremo fino in fondo, la giustizia farà il suo corso e nessuno farà un passo indietro».

Sul caso sono intervenuti duramente anche il deputato Borrelli e l’assessore comunale Salvatore Iavarone, definendo l’episodio «una violenza feroce che va oltre ogni limite di civiltà e che deve essere punita con la massima severità».

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Commenti (1)

Questoarticolo describe un fatto molto grave,ma io resto neutra e dico che le autorità devono fà i loro accertament,i senza fretta. Non voglio giudicàre prima,ma la situazionè condominiale sbroglia malissimo,ci sonno responsabilitá da chiarire e persone ferite che han bisogno d’aiuto.

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