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Castellammare di Stabia

Camorra a Castellammare, si è costituito il nipote del boss Esposito

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Si è costituito alle 17 circa, nella caserma della Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia, il 29enne del posto che risultava irreperibile, indagato per estorsione con il metodo mafioso.

 

Si tratta di , 29 anni, figlio del fratello di Annunziata Cafiero, moglie di Nicola Esposito (detenuto al 41bis), ritenuto reggente del clan Cesarano, anche lei arrestata nell’ambito della stessa indagine. che fino a poco fa era irreperibile, e’ accusato di estorsione con metodo mafioso dal sostituto procuratore Giuseppe Cimmarotta e dal procuratore aggiunto Rosa Volpe.

 

“Quando chi prendiamo il caffe’?”: dopo un silenzio durato per tutto il lockdown e’ tornata a presentare le sue richieste via WhatsApp nel cuore della notte, Annunziata Cafiero, moglie di Nicola Esposito, detto “o’ mostr”, quest’ultimo reggente del clan Cesarano, detenuto al 41bis, erede e braccio destro del boss Ferdinando Cesarano per il quale organizzo’ la sua celebre fuga dall’aula bunker di Salerno. Il clan Cesarano, fino al 2014, anno dell’arresto, era nelle sue mani.

Poi passo’ in quelle di Luigi Di Martino, detto “il profeta”, anch’egli arrestato di recente dai finanzieri che con gli ultimi quattro blitz hanno messo in ginocchio un pericoloso clan di camorra del Napoletano. Con quel messaggio, risalente a maggio scorso, dopo un silenzio iniziato a gennaio, la Cafiero si e’ rifatta sentire per pretendere la “sua” quota di interessi per quel prestito da 550mila euro risalente al 2011: la pandemia ha fiaccato le sue finanze, come anche quelle della sua vittima, una imprenditrice di Castellammare di Stabia  che a causa di interessi usurai, pari al 120%, ha pagato alla camorra 60mila euro all’anno, solo di interessi, per ben nove anni.

L’indagine della Guardia di Finanza di Torre Annunziata e della Compagnia di Castellammare di Stabia, coordinata dalla DDA di Napoli (pm Giuseppe Cimmarotta, procuratore aggiunto Rosa Volpe) ha evidenziato, per la prima volta, gli effetti deleteri della pandemia da covid-19 non solo sull’imprenditoria e il commercio locale, ma anche sulle organizzazioni criminali che, incattivite per la mancanza di denaro, hanno cominciato ad essere sempre piu’ pressanti e violente con le loro vittime. Dopo tre mesi di lockdown l’usuraio non ne poteva piu’, doveva recuperare denaro, e dalle pressioni e dalle minacce e’ passato alle percosse, mandando l’imprenditrice all’ospedale con un trauma cranico. Un passo falso costato caro visto che a questo punto la vittima, consapevole di non poter piu’ pagare quella tangente dopo tre mesi di stop per il bar e il ristorante, ha deciso di rivolgersi agli investigatori facendo emergere un crimine che andava avanti da nove anni.

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Castellammare di Stabia

Castellammare presenta la sua candidatura a Capitale della cultura 2022

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Castellammare presenta la sua candidatura a Capitale della cultura 2022.

Tutto è cominciato il giorno 11 dicembre 2019, quando il Sindaco Gaetano Cimmino ha inviato la manifestazione di interesse alla candidatura di capitale della cultura 2022 della Città di Castellammare di Stabia, insieme ad altre 44 città.

Nel corso della mattinata di oggi è stata presentato al pubblico il dossier per la candidatura.
Insieme ad associazioni, al vicesindaco Calí, all’assessore Diana Carosella, alla Curia, al Vescovo Alfano, al Comitato d’onore presieduto dall’ammiraglio Domenico Picone, ad un gruppo di professionisti che hanno deciso di metterci la faccia, il cuore, la professionalità, è stato possibile avviare la candidatura per Castellammare.

Nessun timore di presentarsi al cospetto dell’intera nazione: si punta alla vittoria grazie al patrimonio culturale che offre la città di Castellammare di Stabia.

Il sindaco Cimmino ha aperto il suo discorso ricordando e ringraziando il compianto vicesindaco Lello Radice, scomparso il 23 maggio 2018 e al quale è dedicata la stessa candidatura.
“Si punta alla lotta alla criminalità, alla valorizzazione del patrimonio stabiese, contrastando il degrado e migliorando la sicurezza urbana. Strategia attuata anzitutto per i cittadini. La presenza del patrimonio archeologico, termale, religioso, architettonico ci suggerisce che non siamo secondi a nessuna realtà”
Lo sforzo che questa amministrazione comunale ha messo in campo è quello di valorizzare il patrimonio archeologico grazie alla quale siamo riusciti ad inaugurare il museo Archeologico di Stabiae.
Si punta anche al restauro della Villa Gabola, di Palazzo Farnese, di viale degli Ippocastani e altri monumenti finiti nel degrado, tutto ciò per i cittadini in primis, ma soprattutto per i turisti che accorreranno.
C’è bisogno di produrre effetti duraturi del tempo, non solo per il tempo della candidatura.
Le scuole, le associazioni, gli studiosi dei beni culturali saranno un pilastro portante per questa candidatura.
La cultura va intesa come catalizzatore dell’economia per dare supporto strutturale alla società.”

Su questi presupposti è stata, dunque, predisposta la candidatura a capitale italiana della cultura 2022 mettendo in campo azioni concrete. Castellammare concorre insieme ad altre 28 realtà, alcune delle quali capoluogo di provincia.

A sposare questo progetto è stata anche l’arcidiocesi che, da subito, ha deciso di dare il suo contributo. Mons. Alfano chiarisce che Castellammare ha bisogno di unione di fronte a questa situazione. Bisogna, dunque, guardare nella stessa direzione tenendo a cuore le sorti della città.
“Castellammare è amabile, perciò è amata da tanti. Può diventare un tesoro che deve essere messo a disposizione di tutti. Ci consente non tanto di competere quanto di crescere.”

È intervenuto anche l’Ammiraglio Domenico Picone, presidente del comitato d’onore per la candidatura che ha subito menzionato il Vespucci definendolo “figlio di Stabia”.

In collegamento telefonico è intervenuto Maurizio de Giovanni, scrittore e autore de “i bastardi di Pizzofalcone: componente del comitato d’onore: “la cultura deve essere vista come forza motrice economica. La vittoria di questa sfida comporterebbe una vittoria per la stessa Campania e tutte le città campane dovrebbero sostenere Castellammare.”

Il Procuratore della Corte Generale di Napoli, Luigi Riello, ha invece ricordato l’unicità delle 28 sorgenti d’acqua stabiesi, i Cantieri Navali Borbonici e i siti archeologici. “Questa deve essere un’occasione di riscatto.”

Il direttore degli scavi di Stabia Francesco Muscolino ha invece dichiarato:”la storia di Stabia è una storia di rinascita, dalla distruzione di Silla a quella del Vesuvio.” Viene quindi ricordato il motto di Stabia “Post fata resurgo”,.
“La città non deve vivere all’ombra di Pompei nel settore archeologico ma deve avere una propria identità.”
Presente anche il direttore del MAV di Ercolano Luigi Vicinanza e il presidente del comitato degli scavi di Stabia Antonio Ferrara, anch’essi membri del comitato per la candidatura.

È intervenuto poi il professor Pierluigi Fiorenza che ha illustrato i punti salienti del dossier. “Con tante criticità la nostra città resta bellissima. La candidatura è un’occasione per riscoprire i valori stabiesi. Verranno coinvolti tutti i quartieri della citta, i cortili e i vicoletti del centro antico, le chiese e gli antichi palazzi.”

Ivana Rita Afeltra

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Castellammare di Stabia

Giovane camionista di Pompei muore a 21 anni dopo la festa di compleanno: 13 indagati all’ospedale di Castellammare

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Tredici tra medici e infermieri dell’Ospedale San Leonardo di Castellammare sono indagati per la morte del giovane camionista di Pompei, Ferdinando Malafronte.

 

Il 21enne, aveva festeggiato il suo compleanno il 18 settembre, è morto il giorno 20 dopo due giorni dal ricovero all’ospedale di Castellammare. Si era sentito male subito dopo la festa con parenti e amici. Secondo quanto ha denunciato il papà ai carabinieri Ferdinando era stato accompagnato al San Leonardo con forti dolori di testa ma i medici dopo una prima visita avevano ritenuto che non fosse necessario il ricovero. Il giorno seguente la situazione è peggiorata: nuovo ricovero e questa volta con risonanza magnetica dalla quale sarebbe emerso che Ferdinando era affetto dalla sindrome di Arnold-Chiari, una rara malformazione della fossa cranica che porta anche scompensi cardiaci molto gravi. Neanche il tempo di capire come procedure alle cure che dopo poche ore Ferdinando è morto. Dopo la denuncia del padre Gennaro il magistrato ha disposto l’autopsia che sarà effettuata stamane notificando, come atto dovuto, gli avvisi di garanzia a medici e infermieri che lo hanno avuto in cura. Ieri sera nella chiesa di Santa Maria Assunta di via Nolana a Pompei si è svolta una fiaccolata a cui hanno partecipato centinaia di persone.

Gli amici e i familiari hanno voluto fatto risuonare la canzone di Eros Ramazzotti, “Non doveva andare così…” . E in tanti l’hanno cantata sguardi al cielo pensando a lui.
” ̀Non doveva andare così…- ha scritto un suo amico sulla sua pagina facebook-E’ questa la verità… la giusta verità. Ed invece eravamo li tutti riuniti in una sera di settembre fredda, a ricordarti e ad immaginarti con il tuo sorriso in una fiammella di una fiaccola racchiusi nel nostro silenzio… quel silenzio che ha lacerato il cuore di ognuno di noi… quelle lacrime che bagnavano ed ancora oggi bagnano i nostri cuori e i nostri volti. Quando ci manchi Nando… cavolo manchi davvero tanto… ma una cosa è certa… che questo è solamente un arrivederci perché non ci sarà mai un addio nonostante vivrai per sempre in fondo alle strade dei nostri cuori. #sempreneinostricuoricampione”.

 

 

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