Si è conclusa a Napoli la latitanza di Francesco Pio Salvati destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Seconda Sezione Penale della Corte d’Appello partenopea. I Carabinieri della Stazione di Rione Traiano, su delega del Procuratore Generale della Repubblica, hanno rintracciato l’indagato, disponendo il trasferimento in istituto penitenziario in sostituzione del precedente regime degli arresti domiciliari.
Il blitz all’alba e la fine della fuga
La cattura è scattata nelle prime ore del mattino di domenica 10 maggio. I militari dell’Arma hanno individuato il fuggitivo all’interno dell’abitazione della madre, nel quartiere d’origine, dove aveva cercato rifugio. L’uomo era attivamente ricercato dal 30 marzo scorso, giorno in cui si era allontanato arbitrariamente da una cooperativa sociale in provincia di Torino, dove stava scontando la misura cautelare attenuata.
A seguito dell’evasione, la Corte d’Appello di Napoli ne aveva formalmente dichiarato la latitanza. Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato condotto presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale.
Il precedente: la rapina sul lungomare
I fatti all’origine del provvedimento risalgono all’agosto del 2025. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo, insieme al complice, Giuseppe Ruggiero avrebbe messo a segno una rapina a mano armata all’interno del prestigioso Hotel “Excelsior” di Napoli. In quell’occasione, sotto la minaccia di una pistola e dopo l’esplosione di un colpo d’arma da fuoco a scopo intimidatorio, era stato sottratto un orologio di pregio a un ospite della struttura ricettiva.
La complessa vicenda giudiziaria ha già visto una prima pronuncia: l’uomo è stato infatti condannato in primo grado per rapina aggravata in concorso. Tuttavia, i legali sono al lavoro per i successivi gradi di giudizio e la posizione giuridica Francesco Pio Salvati rimane attualmente sub iudice. In linea con i principi costituzionali e la normativa vigente, l’imputato conserva la presunzione di non colpevolezza fino all’eventuale passata in giudicato di una sentenza definitiva.






Mi pare una notizia importante ma ci sonno ancora tante cose da capir; la presunzion di innocenza dovrebbero restare sempre fino a sentenza, però l uomo e i fatti parrebbero gravi. Speriamo che il processe segua la giustizia e che la verita esca senza fretta.
Proprio dei bei principi costituzionali ha questo Paese completamente alla rovescia! E se anche questi principi fossero giusti in partenza, si è riusciti a farli diventare l’esatto opposto! Inoltre, c’era anche bisogno di quella chiosa per rigirare ancora di più il coltello nella piaga? Mi raccomando, poi, continuiamo a dare i domiciliari e le misure attenuate agli autori di queste grandi prodezze! Non parliamo poi della brutalità di quella rapina e del colpo sparato persino nella hall dell’Excelsior in piena estate, che solo per puro miracolo non ha provocato l’ennesima tragedia! E nonostante tutto ciò, non solo non si contempla il tentato omicidio, ma si dà persino l’affidamento alla comunità, come se nulla fosse! Ma i politici e i giudici che hanno permesso tutto questo ce l’hanno una coscienza? Per i primi la domanda è retorica, ma dei secondi non so proprio cosa pensare! E poi, se si esclude Francesco Pio Maimone (che menziono con il rispetto e il dolore più grandi), quel povero, bravissimo ragazzo con il viso di un bambino, che fu ucciso a Mergellina, senza neppure accorgersene, da uno poco più grande di lui, che nemmeno conosceva e che, per un’atroce beffa della sorte, portava il suo stesso nome, quante altre volte questo bellissimo doppio nome di due tra i più grandi santi italiani, quasi gemelli nella santità, deve essere ancora profanato da altri coetanei indefinibili, che sembrano essere stati fatti in serie, appunto compreso il nome? Un nome che, considerando i suddetti “fenomeni” che lo portano, sembra quasi un orribile scherzo del demonio! Non so voi, ma io ormai il conto delle profanazioni di questo nome l’ho proprio perso!…