Napoli si prepara a vivere dieci giorni intensi all’insegna della musica e della sperimentazione artistica con ‘napoliGround’, la rassegna che dal 9 al 19 maggio trasformerà la città in un laboratorio internazionale per le arti sonore e l’intermedialità. L’evento, inserito nel calendario della stagione concertistica per il Bicentenario del trasferimento del Conservatorio San Pietro a Majella nella sede attuale, propone un approccio innovativo che vede il suono come forma di cittadinanza attiva e co-creazione collettiva.
Il festival si snoda in una pluralità di luoghi emblematici di Napoli, dagli spazi storici alle archeologie industriali fino ai centri di democrazia partecipativa, creando così un tessuto urbano permeabile e vibrante. Tra le proposte più significative figurano le installazioni intermediali di Marginale II, le sculture sonore site-specific di Re/Compose e le performance dell’Orchestra Elettroacustica Officina Arti Soniche, accompagnate da laboratori di liuteria pneumatica che coinvolgono attivamente il pubblico.
Sotto la guida artistica di Paolo Montella, l’iniziativa nasce dalla collaborazione fra il Conservatorio San Pietro a Majella, il collettivo NAPOLI Totale Elettronica, il museo Madre, il Teatro Bellini, la Fondazione Pietà de’ Turchini, l’Opificio Puca e l’Ex Asilo Filangieri. Questo ecosistema culturale crea un dialogo osmotico tra istituzioni di alta formazione, poli artistici contemporanei e circuiti di ricerca indipendente, tessendo una rete di beni comuni e creatività collettiva.
Al centro della rassegna si colloca la prima edizione di SPaMec 2026 (San Pietro a Majella Electroacoustic Conference), che quest’anno affronta il tema “Sound · Crossing · Communities”. L’obiettivo è esplorare nuove frontiere dell’improvvisazione radicale, della composizione collettiva e delle ecologie virtuali, ponendo Napoli come punto di riferimento internazionale per le arti sonore contemporanee.
In breve
Dal 9 al 19 maggio, Napoli ospita 'napoliGround', una rassegna innovativa che fonde musica, arte e comunità, celebrando il Bicentenario del Conservatorio San Pietro a Majella con un programma dedicato…
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Mi pare che Napolisi prepar a viver 10 gioni intensi,con musica e sperimentazzione ma la comunicazion è un po confusa, i luoghi si sovrapponno,e gli 0rari cambian spesso. L’idea di suon come cittadinanzaz attiva è curiosa però nella pratica manca forse coordimazione,participazion e piu chiarezza sui workshop