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domenica, Luglio 5, 2020

Sentenze Tributarie pilotate Salerno, arrestato anche l’autore Rai, Casimiro Lieto: le offerte di lavoro e i regali

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C’e’ anche il produttore e autore Rai Casimiro Lieto, accusato di concorso in corruzione, nel terremoto giudiziario che si è abbattuto sulla Commissione Tributaria di Salerno interessata da ulteriori arresti nell’ambito di una indagine da parte della Guardia di Finanza. Complessivamente carcere per sette indagati tra giudici, funzionari, commercialisti ed imprenditori per sentenze pilotate. E non si è fatta attendere la reazione della Rai che “ha avviato l’iter per la risoluzione del contratto di collaborazione” con Lieto. Con lui, 56 anni, origini irpine, autore del programma di Rai2 ‘La domenica ventura’ in passato autore di ‘La prova del cuoco’ e ‘La vita in diretta’, anche l’attuale componente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria Antonio Mauriello che, secondo l’accusa, più volte “ha ostentato rapporti e contatti con esponenti apicali della Lega, che usava per fare pressione sui giudici tributari di Salerno”. Dall’ordinanza viene evidenziato un accordo tra Lieto e Mauriello. I due si erano accordati per dare un posto di lavoro a Franco Spano’, figlio di Fernando, presidente della IV sezione della commissione tributaria regionale di Salerno. Questo sarebbe servito per “pilotare l’iter procedimentale e condizionare favorevolmente l’esito di un procedimento tributario” di quasi 230mila euro riguardante proprio Casimiro Lieto. Nell’interrogatorio del 17 giugno 2019, Spano’ ha fatto presente: “Mauriello, in virtù della funzione ricoperta presso il consiglio di presidenza della giustizia tributaria a Roma e dei suoi, ha più volte ostentato rapporti e contatti con esponenti apicali della Lega Nord, esercitava su di lui e sui vari giudici comunque un sentimento per cosi’ dire di riverenza”. Quanto alla vicenda dell’assunzione del figlio, il giudice corrotto ha spiegato: all’epoca “avevo sempre il problema legato alla ricerca di un’occupazione stabile e remunerativa per mio figlio Franco, le cui precarie condizioni economiche oltre che familiari… sono state la causa principale per la quale mi sono trovato coinvolto in tale vicenda illecita. Pertanto, proprio attraverso le interessenze e i legami di Antonio Mauriello a livello politico, contavo di trovare una sistemazione e una situazione di stabilita’ economica per mio figlio”. In questo contesto, conclude il gip, Spano’ “colloca le pronunce favorevoli che ha emesso, su richiesta di Mauriello, a favore dell’imprenditore Lieto il quale offri’ al figlio un posto di lavoro”. Il sistema scoperto dalla Guardia di Finanza era “consolidato” e “sembrava essere unicamente la punta di un iceberg ben più profondo”. All’interno di questo ingranaggio di corruzione si inserisce appunto il nome di Mauriello. Quest’ultimo è apparso “il coordinatore e ispiratore degli episodi di corruzione piu’ gravi ed e’ stato dipinto (…) come un professionista venale, interessato esclusivamente al denaro, asservito a logiche del tutto distoniche con il ruolo” che ricopriva. Le altre persone arrestate sono Giuseppe Pagano (giudice tributario), Rosario Attilio Passarella (dipendente amministrativo presso la Commissione Tributaria Provinciale di Salerno), Francescopaolo Savo (professionista tributario), Giuseppe Somma (professionista tributario). C’è anche il contenzioso con la Doria spa, azienda conserviera dell’Agro, tra i casi esaminati dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta “Ground Zero 2” che ha portato in manette sette persone, tra giudici tributari e imprenditori del salernitano e avellinese. E’ sempre Antonio Mauriello, all’epoca dei fatti in servizio presso la commissione tributaria regionale ad interessarsene. Un contenzioso da oltre 5 milioni di euro che si conclude con sentenza favorevole al contribuente. Novemila euro, secondo le carte della Procura della Repubblica di Salerno, il “regalo” in cambio della pronuncia positiva. La Rai ha avviato l’iter per la risoluzione del contratto di collaborazione di Casimiro Lieto, autore della trasmissione ‘La Domenica Ventura’. E’ quanto fa sapere viale Mazzini in una nota. Lieto figura tra gli arrestati nell’operazione della Guardia di Finanza sulle sentenze pilotate nella Commissione tributaria di Salerno.

Il giudice  Fernando Spanò, presidente della V sezione della commissione tributaria regionale di Salerno era stato già coinvolto nel primo filone dell’inchiesta giudiziaria nel maggio scorso, quando scattarono 14 provvedimenti cautelari. Spanò racconta di Casimiro Lieto, produttore televisivo della Rai, conosciuto nel 2017 grazie ad Antonio Mauriello. Lo stesso Mauriello che, in “virtù della sua funzione ricoperta presso il Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria a Roma – si legge nelle carte – ostentava rapporti e contatti con esponenti apicali della Lega Nord”.  Casimiro Lieto, manager televisivo, è l’autore della telefonata di ringraziamento al giudice tributario per la sentenza favorevole. Lieto festeggia: ‘Abbiamo fatto gol’ rivolgendosi all’interlocutore telefonico. La conversazione emerge dall’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip del Tribunale di Salerno, Pietro Indinnimeo. A suo carico c’era un procedimento tributario di 229 mila euro conclusosi favorevolmente nel luglio 2017. Casimiro, come gli altri coinvolti, è indagato per corruzione in atti giudiziari. Ci sono anche promesse di posti di lavoro a figli e parenti di giudici tributari da parte di imprenditori per aggiustare sentenze tributarie. E’ il caso di un rappresentante di una azienda conserviera dell’Agro nocerino sarnese,  che offre ad un giudice della commissione tributaria regionale  un posto di lavoro al figlio e alla nuora, oltre ad un regalo economico di 7 mila euro per la buona riuscita del procedimento tributario. Due tavoli in ceramica, un pernottamento ed un pranzo in occasione del 70esimo compleanno del giudice tributario. Sono questi i “regali” che un albergatore della Costiera Amalfitana avrebbe offerto al giudice tributario di Salerno per aggiustare una sentenza relativa a un debito da 214 mila euro che l’albergatore ha nei confronti dello Stato.

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