ARCHEOLOGIA, TEATRO E MITO

Pompei, il ritorno di Dioniso: tra i misteri dell’antica città nasce ‘Ecstatic Pompeii’

Dal 28 agosto al 26 settembre spettacoli e visite serali alla Villa dei Misteri e negli altri siti vesuviani. Al centro il culto di Dioniso e la scoperta della Casa del Tiaso, con le sue straordinarie raffigurazioni dionisiache. Un viaggio tra estasi, fol

Pompei torna a confrontarsi con Dioniso, con il suo mondo di estasi, mistero, follia e trasformazione. Lo fa attraverso il teatro e le aperture serali dei suoi siti archeologici, trasformando per alcune settimane le antiche ville vesuviane in luoghi di racconto e di confronto tra passato e presente.

È “Ecstatic Pompeii. I misteri di Dionysos”, la seconda edizione di “Esopop, storie in festival”, il progetto promosso dal Parco Archeologico di Pompei per valorizzare il patrimonio dell’area vesuviana attraverso le performance teatrali dal vivo.

Dal 28 agosto al 26 settembre 2026, ogni venerdì e sabato, alle 20 e alle 21.30, il pubblico potrà assistere a spettacoli inediti accompagnati da visite guidate nei luoghi che fanno da scenografia naturale alle rappresentazioni.

La scoperta della Casa del Tiaso

Il punto di partenza è una delle scoperte archeologiche più significative degli ultimi anni: la Casa del Tiaso, nella

Regio IX di Pompei, venuta alla luce nel corso delle campagne di scavo 2024-2025.
La domus, raffinata e riccamente decorata, è dedicata al mondo di Dioniso e custodisce, nella sala con colonnato, una straordinaria megalografia raffigurante un corteo dionisiaco. Gli affreschi sono ancora oggetto di restauro, in vista della futura apertura al pubblico.

È proprio da questa scoperta che nasce l’idea di “Ecstatic Pompeii”: riportare al centro del racconto i personaggi del mondo dionisiaco e farli muovere non soltanto all’interno della città antica, ma attraverso diversi siti del Parco Archeologico.

Da Pompei a Oplontis, Boscoreale e Stabia

La Villa dei Misteri diventa il fulcro del progetto. Da qui il racconto si sposta idealmente verso la Villa di Poppea a Oplontis, la Villa Regina di Boscoreale, la Villa San Marco di Stabia e il Museo Archeologico di Stabia nella Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia.

Un percorso nel quale archeologia e teatro si intrecciano per raccontare Dioniso attraverso alcune delle figure centrali delle Baccanti di Euripide: Dioniso, Semele, Tiresia e Penteo.

«Con la seconda edizione di Esopop e con Ecstatic Pompeii continuiamo a raccontare il patrimonio del territorio vesuviano anche attraverso linguaggi nuovi e contemporanei», spiega il direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel. L’obiettivo, sottolinea, è creare un percorso capace di mettere insieme «archeologia, teatro e ricerca» e di avvicinare il pubblico al mondo di Dioniso e delle Baccanti in maniera diretta e coinvolgente.

Dioniso, lo straniero che arriva dalla città

Il cuore dello spettacolo è un Dioniso che non arriva semplicemente dall’esterno, ma irrompe dall’interno della città e dell’animo umano.

Dioniso straniero e insieme familiare, figura maschile e femminile, divinità capace di rompere gli equilibri e mettere in discussione le certezze. Accanto a lui si muovono Semele, disperata e consumata dalla sua verità; Tiresia, profeta e voce inascoltata; Penteo, ingannato e destinato al sacrificio.

Personaggi che emergono dalle rovine e dialogano con un passato che, attraverso il teatro, torna improvvisamente presente.

«A Pompei Dionysos non assedia le mura dall’esterno; emerge come una crepa interiore, come il ritorno di un rimosso che rivendica il proprio spazio», spiega Rosario Sparno, che insieme a Fabio Cocifoglia firma testi e regia delle produzioni. «Qui gli dèi danzano. Resta il teatro a farsi soglia e filtro, specchio che intercetta il loro passo prima che ci travolga».

Cocifoglia concentra invece l’attenzione sul concetto di “epidemia”, intesa in senso teofanico: il momento in cui una forza divina irrompe tra i mortali e produce una sorta di contagio collettivo, una possessione estatica capace di alterare l’ordine della comunità.

Sei spettacoli tra mito, follia ed estasi

Le performance, prodotte da Casa del Contemporaneo, durano circa 30 minuti e vengono replicate due volte nella stessa serata.

Il festival prende il via venerdì 28 agosto alla Villa di Poppea di Oplontis con Semele. La verità è un fuoco, di Rosario Sparno, interpretato da Loredana Piedimonte, Costanza Cutaia e Massimo Cordovani. Lo stesso spettacolo sarà replicato sabato 29 agosto alla Villa dei Misteri.

Il 4 settembre, al Museo Archeologico di Stabia nella Reggia di Quisisana, sarà la volta di Dionysos. Lo straniero, ancora firmato da Sparno, con Gennaro Apicella e il musicista Francesco Giangrande. Il 5 settembre la performance approderà alla Villa dei Misteri.

L’11 settembre, a Villa San Marco, e il 12 settembre, alla Villa dei Misteri, andrà in scena Penteo. Dialogo sulla cecità, con Elisabetta Pogliani nei panni di Tiresia e Luca Iervolino in quelli di Penteo, accompagnati dal musicista e compositore Massimo Cordovani.

Il 18 e 19 settembre sarà invece il momento di Tiresia. Dioniso negli occhi, di Fabio Cocifoglia, con Sonia Barbadoro.
L’ultimo fine settimana tra Boscoreale e Pompei

Il 25 settembre sarà una giornata particolare, con le uniche repliche pomeridiane, alle 15.30 e alle 17.
A Villa Regina di Boscoreale debutterà Io Dioniso. Luce e ombra, con Anna e Clara Bocchino, mentre alla Villa dei Misteri sarà rappresentato La Cura del Dio. Frammenti di un contagio, di Fabio Cocifoglia, liberamente tratto da Disturbing a Tragedy di Enzo Moscato, con Giampiero Schiano e il musicista Mimmo Angrisani.

Sabato 26 settembre il festival tornerà agli orari serali. Alla Villa dei Misteri sarà nuovamente rappresentato Io Dioniso. Luce e ombra, mentre a Villa Regina tornerà La Cura del Dio. Frammenti di un contagio.

Il teatro entra nei costumi della moda contemporanea

Anche i costumi diventano parte integrante del progetto. Grazie alla collaborazione tra Casa del Contemporaneo e l’azienda toscana Sanctamuerte, le performance saranno caratterizzate dalle creazioni del designer fiorentino Filippo Giorgi, che ha costruito il proprio lavoro sull’incontro tra arte, ricerca e sartoria.

Una scelta che accentua il carattere contemporaneo dell’operazione: non una semplice rievocazione dell’antico, ma un tentativo di reinterpretare il mito attraverso linguaggi, forme e sensibilità contemporanee.

Prima dello spettacolo, la scoperta dei luoghi

Ogni replica sarà preceduta da una visita accompagnata dagli operatori didattici di Le Nuvole teatro arte scienza. Il pubblico potrà così conoscere la storia e le caratteristiche dei siti prima di assistere alla performance.
Dalla Villa dei Misteri, con il suo celebre ciclo dionisiaco, alla Villa di Poppea di Oplontis; da Villa San Marco alla collezione di reperti e affreschi del Museo Archeologico di Stabia nella Reggia di Quisisana, fino a Villa Regina di Boscoreale.

Un itinerario che prova a fare di Pompei e dell’intero patrimonio archeologico vesuviano non soltanto un luogo da visitare, ma uno spazio nel quale il passato può ancora parlare, attraverso il teatro, al pubblico di oggi.
“Ecstatic Pompeii. I misteri di Dionysos” è una produzione di Casa del Contemporaneo, con la collaborazione di Le Nuvole teatro arte scienza, nell’ambito di “Esopop, storie in festival” del Parco Archeologico di Pompei, promosso dalla Direzione Generale Spettacolo dal Vivo del Ministero della Cultura.

L’iniziativa è realizzata inoltre con la collaborazione della Regione Campania attraverso Scabec – Società Campana Beni Culturali, con fondi Campania>Artecard.

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