Aperta un'inchiesta

Giallo ad Avellino, trovato senza vita dal padre in casa: la ferita alla testa e i dubbi della Polizia

Sergio Tia trovato senza vita dal padre nel suo appartamento. Porta chiusa dall'interno e ferita alla testa: la Polizia non esclude alcuna pista, in attesa dell'autopsia.

È un giallo fitto quello sulla morte di Sergio Tia, il 42enne originario di Napoli trovato privo di vita all’interno della sua abitazione al secondo piano di una palazzina in Viale Italia, a pochi passi dal centro di Avellino. A fare la drammatica scoperta nella tarda mattinata di ieri è stato il padre dell’uomo, allarmato dal prolungato silenzio del figlio che da ore non rispondeva né alle chiamate né ai messaggi.

La drammatica scoperta e i rilievi della Scientifica

Una volta entrato nell’appartamento, l’anziano genitore si è trovato di fronte a una scena scioccante: il corpo del 42enne era riverso a faccia in giù sul pavimento, immerso in una macchia di sangue e con un’evidente ferita alla testa. Inutile il tempestivo intervento dei sanitari del 118, che hanno potuto soltanto constatarne il decesso. Sul posto sono giunti gli agenti della Polizia Scientifica, che hanno eseguito rilievi approfonditi per ore prima di porre l’immobile sotto sequestro su disposizione della Magistratura.

I punti oscuri: caduta o aggressione?

La vicenda presenta diversi elementi complessi su cui gli inquirenti stanno cercando di fare luce. La porta d’ingresso è stata trovata chiusa dall’interno, senza alcun segno di effrazione. L’attenzione delle forze dell’ordine si concentra ora sulla lesione al capo: occorrerà stabilire se sia stata provocata da un malore sfociato in una caduta accidentale o se possa essere riconducibile a un’aggressione. Risposte decisive sono attese dall’esame autoptico, già programmato per la prossima settimana. Nel frattempo, gli investigatori stanno ascoltando vicini di casa, parenti e amici per ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo.

Il dolore di una comunità

Sergio Tia si era trasferito in Irpinia da soli pochi mesi per motivi di lavoro, impiegato presso una società interinale. In questi giorni si trovava in casa da solo, mentre la moglie e il figlio di appena cinque anni trascorrevano un periodo di vacanza. La notizia ha gettato nello sconforto sia la comunità locale sia chi lo conosceva a Napoli, dove viene ricordato da tutti come una persona mite, garbata e sempre cordiale.

 

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