Si aprirà martedì 9 Luglio alle 10.30 a Caserta presso il Dipartimento di Scienze Politiche “Jean Monnet” dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” il convegno “Storia, arte, ambiente ed economia della Regione Campania e della città di Napoli”, due giornate di studi seminariali organizzate dal Dipartimento Jean Monnet in collaborazione con l’Università Popolare di Trieste in attuazione del progetto del Ministero degli Affari Esteri per la conservazione del patrimonio linguistico e culturale della Comunità Nazionale Italiana autoctona presente in Istria, Fiume e Dalmazia. Oltre cinquanta docenti di lingua italiana in Croazia e Slovenia saranno in Campania per attività seminariali che saranno accompagnate da visite guidate e lezioni sopralluogo nei maggiori attrattori culturali del territorio ed in particolare in quelli del territorio casertano, con uno speciale approfondimento dell’antico culto del dio Mitra, genius loci di Santa Maria Capua Vetere che, proprio in questi mesi, negli ambienti del Museo archeologico dell’Antica Capua ospita una splendida mostra sull’antichissima, misteriosa ed affascinante divinità.
Domani nella mattinata inaugurale l’apertura dei lavori sarà affidata a Pasquale Femia, direttore del Dipartimento di Scienze Politiche Jean Monnet dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” che illustrerà i nuovi accordi scientifici del Dipartimento con diverse istituzioni accademiche croate e slovene e le attività di rafforzamento della Terza Missione dell’Università Vanvitelli sul territorio casertano. Poi la lectio magistralis di Giulio Maria Chiodi, professore straordinario di Simbolica delle istituzioni dell’Università Suor Orsola Benincasa, dedicata al tema “Lo spirito di Aquileia – Tra Mitteleuropa e Mediterraneo”.
Martedì sera a partire dalle 20 all’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere la “Festa della cultura italiana nel mondo” organizzata da Amico Bio Arena Spartacus, il primo ristorante biologico al mondo in un sito archeologico, tra gli esempi più conosciuti nel mondo di valorizzazione innovativa di un sito culturale. Un’occasione per raccontare la Campania Felix a tavola con le verdure prodotte dall’azienda agricola “La Colombaia” di Capua, la mozzarella di bufala e i piatti di maialino nero casertano.
Mercoledì dopo la mattinata di studi al Dipartimento di Scienze Politiche Jean Monnet dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” con gli interventi di Antimo Cesaro, Rossella Castelletti, Margaret Ianuario, Daniele Barone e Gabriele Capone ci sarà un intero pomeriggio dedicato alle visite guidate nel centro storico UNESCO di Napoli (dalla Cappella di San Severo al Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore).
Santa Maria Capua Vetere– Una catena di omissioni, comunicazioni parziali e una sistematica sottovalutazione di quanto accaduto tra le mura del reparto “Nilo”. Nell’aula bunker del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, davanti alla Corte d’Assise, è il giorno di Francesca Acerra. L’ex comandante del Nucleo Investigativo Regionale (Nir) della Polizia Penitenziaria, chiamata a rispondere…
Una notte di paura si è trasformata in un intervento decisivo dei Carabinieri a Santa Maria Capua Vetere, dove una donna di 59 anni è stata soccorsa dopo l’ennesimo episodio di violenza riconducibile a una lunga serie di comportamenti persecutori. L’allarme è scattato su segnalazione alla Centrale Operativa e ha portato sul posto le pattuglie della Sezione Radiomobile, intervenute in piena notte nel centro cittadino.
I militari hanno trovato la donna in evidente stato di shock, appena aggredita. Dopo averla messa in sicurezza e rassicurata, hanno richiesto l’intervento del personale sanitario del 118, avviando contemporaneamente i primi accertamenti per ricostruire quanto accaduto. Dalle dichiarazioni raccolte e dagli elementi emersi sul posto è stato delineato un quadro di presunte persecuzioni fatte di minacce, pedinamenti, aggressioni fisiche e verbali che, secondo quanto riferito, andavano avanti dall’estate del 2024.
Non una spedizione punitiva contro i detenuti, ma un intervento ritenuto indispensabile per ripristinare l’ordine in un momento di forte tensione nelle carceri italiane, segnate dalle rivolte legate al lockdown per il Covid. È la linea difensiva sostenuta in aula da Antonio Fullone, ex provveditore dell’amministrazione penitenziaria in Campania, imputato nel maxi-processo sulle violenze avvenute il 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.
Davanti al collegio giudicante, Fullone ha spiegato che la perquisizione nel reparto Nilo, dove circa 300 detenuti furono sottoposti a controlli poi degenerati in pestaggi e abusi, aveva l’obiettivo di ristabilire la sicurezza dell’istituto. L’ex dirigente è chiamato a rispondere, a vario titolo, di perquisizione illegittima, depistaggio, falso e rivelazione di segreto d’ufficio.
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