Qualiano: Hamsik o Insigne? Meglio album figurine vicini di casa. A Qualiano in edicola la raccolta di foto degli sportivi locali. Non saranno i campioni immortalati nelle figurine Panini, ma il comune di Qualiano e’ orgoglioso di avere un ‘suo’ album, tutto locale, composto dalle foto di 579 sportivi per 8 associazioni, impegnate in diverse discipline. L’iniziativa e’ dell’assessorato allo Sport, guidato da Alessia Fioretto: nell’album i cittadini troveranno le foto del figlio dell’amico, del compagno di banco, del nipote o della sorella del vicino di casa. Tante figurine che rappresentano gli sportivi di Qualiano: giovani calciatori, allenatori, dirigenti, collaboratori di diverse discipline sportive in una cittadina conta 25mila abitanti. Martedi’ alle ore 18,00 nella Sala consiliare del Comune di Qualiano l’album verra’ presentato ufficialmente alla citta’ e distribuito alle associazioni. E’ stato realizzato dalla Societa’ Akinda Italia srl di Milano con il patrocinio del Comune al quale sono riservate le due pagine iniziali, che contengono un intervento del sindaco, che avra’ anche una sua figurina, ed alcune notizie storiche sulla cittadina. Per completare l’album ci vorranno 579 figurine che e’ possibile acquistare in edicola al prezzo di 0,70 centesimi al pacchetto. Gli album in bianco e nero verranno offerti gratuitamente ai componenti delle societa’ partecipanti: gli altri appassionati potranno acquistarli a tre euro sempre in edicola. “In tempi in cui la comunicazione virtuale ha un grosso spazio nella vita di adulti e minori, ritornare al vecchio album delle figurine puo’ essere un mezzo di comunicazione altamente educativo, ottimale per raccontare lo sport, ma anche uno strumento utile, per ricostruire una rete di relazione tra le persone e le associazioni”, commenta il sindaco Ludovico De Luca. L’iniziativa e’ stata a costo zero per il Comune, sottolinea il consigliere Salvatore Apostoli che ha seguito la realizzazione. L’idea dell’amministrazione comunale di Qualiano rappresenta senza dubbio una novità e c’è da giurare che a breve anche altri comuni la copieranno.
Calciomercato Napoli, Benitez vuole Reina al Newcastle
Pepe Reina e Rafa Benitez potrebbero ritrovarsi in Premier League. Secondo il “Sun on Sunday”, il tecnico spagnolo avrebbe chiesto alla proprietà almeno due rinforzi per gennaio, un portiere e un attaccante. E per il primo ruolo la scelta numero uno é il 35enne estremo difensore del Napoli, che con Benitez ha già lavorato a Liverpool e nel capoluogo partenopeo. De Laurentiis avrebbe fissato a 11 milioni la richiesta per cedere il portiere spagnolo in questa finestra di mercato ma Benitez é convinto che alla fine il Newcastle lo accontenterà anche perché ha minacciato le dimissioni se non dovessero arrivare dei rinforzi. Il Napoli nel frattempo sta cercando il sostituto che avrebbe individuato in Mattia Perin estremo difensore del Genoa e secondo in Nazionale. Il portiere nativo di Latina potrebbe conoscere in azzurro la sua definitiva consacrazione.
Baby gang a Napoli, il sottosegretario: ‘Togliere i figli ai camorristi’
“Occorre spezzare le catene dell’omertà ed essere duri con il crimine, dal tavolino abusivo al giro senza casco in motorino. Abbiamo strutture di eccellenza, la Procura dei minorenni, il carcere di Nisida che è un luogo di riscatto, ma la questione genitoriale va affrontata anche con sanzioni più dure come i provvedimenti adottati a Reggio Calabria, dove i figli sono stati sottratti ai boss della ’ndrangheta”. Questa la proposta avanzata in un forum a il Mattino dal sottosegretario alla Giustizia, Gennaro Migliore. Per il vice ministro napoletano è importante innescare un processo virtuoso che coinvolga la cittadinanza, che può avere un ruolo attivo: “Bisogna mettere in collegamento le energie positive della società e le istituzioni. Mercoledì scorso sono stato presso la Corte d’Appello di Roma, dove è stato fatto appello ai cittadini per cercare tutori per i minorenni degli immigrati sbarcati in Italia. Ebbene, sono arrivate tantissime domande, non ce l’aspettavamo. Anche in questo caso, qui a Napoli, riusciremo a risolvere le cose se riusciremo a tenere dentro la città, a coinvolgere i cittadini. Ma serve certamente maggiore capacità di coordinamento. Da molto tempo Napoli necessita di una attenzione speciale, credo che nel corso di questi anni ci sia stata una crescita di attenzione”, conclude il sottosegretario riferendosi alla videosorveglianza.
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Castellammare. Successo per la manifestazione dedicata alla cultura del mare
Castellammare di Stabia. Venerdì si è tenuto presso il Palazzetto del mare di Castellammare di Stabia è stato presentato il “Monarca project”, iniziativa promossa dall’ANMI (Associazione Nazionale Marinai d’Italia) e dalla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia in collaborazione con l’Istituto Nautico “Nino Bixio” di Piano di Sorrento, il portale storico web Libero Ricercatore, sotto il patrocinio del Comune di Castellammare e del Forum dei Giovani. Questo progetto ha come obiettivo la rievocazione di un evento storico per la marineria stabiese, il varo del vascello “Monarca”, una nave da guerra della Marina borbonica, la più grande dell’Italia preunitaria, avvenuto il 5 giugno del 1850 e in quell’occasione immortalato dal pittore Pasquale De Luca. Proprio attraverso il dipinto, conservato presso la Reggia di Caserta, è stato possibile studiare le caratteristiche tecniche del vascello e in seguito costruirne un modello in scala 1:50, per poterlo far “rivivere” seppur in dimensioni ridotte e rendere la cittadinanza partecipe di questo importante avvenimento e tornare momentaneamente ai fasti di un tempo, quando a Castellammare venivano costruite tutte le navi della Marina Reale. L’iniziativa è stata presentata da Ivan Guida, membro del ANMI di Castellammare e Consigliere del Forum dei Giovani di Castellammare di Stabia, che ha trasmesso tutta la sua passione per il mare e per la sua città agli studenti che sono accorsi numerosi dalle scuole stabiesi e non, descrivendo il progetto mentre veniva proiettato un video che mostrava le bellezze del patrimonio archeologico e culturale di Castellammare. Ad accogliere gli ospiti il sindaco di Castellammare di Stabia, Antonio Pannullo e altri membri del Forum dei Giovani, tra cui il Consigliere Emilio D’Averio. Presenti al Palazzetto anche gli studenti dell’Istituto Nautico “Nino Bixio”, che hanno allestito laboratori e esperimenti ovviamente legati al mare e alle attività svolte durante le ore scolastiche, sotto la supervisione dei docenti e del dirigente scolastico dott.ssa Teresa Farina. In questo modo i ragazzi delle scuole secondarie, che presto dovranno scegliere il loro percorso di istruzione superiore, hanno avuto la possibilità di accrescere la loro conoscenza riguardo la strumentazione nautica e la storia della navigazione e della marineria sorrentina e stabiese, oltre a poter seguire alcune dimostrazioni di elettrotecnica e di meccanica, per poter così risvegliare l’interesse dei ragazzi verso queste materie. Inoltre, a seguito della presentazione, il professor Antonio Russo, docente di navigazione e meteorologia del Bixio, ha intrattenuto gli studenti con un “corso accelerato” di astronomia, discutendo anche sulle metodologie di navigazione dei popoli più antichi, descritte in seguito anche tramite alcune diapositive dagli studenti, che si basava sull’osservazione degli astri.
Si è trattato sicuramente di un’iniziativa lodevole, che ha il merito di avvicinare i giovani alla storia della loro città e di rinsaldare il loro legame con il mare, che fa parte dell’identità di questa terra.
Antonio Aversa
Misterioso agguato contro l’ex presidente della Nocerina
Misterioso agguato all’imprenditore Giuseppe De Marinis. Novi colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi davanti al cancello di ingresso della sua abitazione nella zona industriale Casarzano a Nocera Inferiore. È successo nella notte tra venerdì e sabato. Ad accorgersi degli spari è stata la moglie di De Marinis che ieri mattina, uscita di casa, ha notato i fori dei proiettili vicino al cancello, mentre era in compagnia dei figli che doveva accompagnare a scuola. La donna ha avvisato il marito e poco dopo è scattato l’allarme.
Sul posto sono arrivati gli agenti del commissariato di polizia di Stato del commissariato di polizia della città. Gli uomini della sezione scientifica hanno effettuato i rilievi per individuare eventuali tracce e risalire a chi ha effettuato l’attentato. Sono stati trovati nove bossoli che ora sono all’attenzione degli investigatori. La polizia sta effettuando indagini mirate. Sono state recuperate anche le immagini di alcune telecamere che si trovano in zona, siamo alle spalle del cimitero comunale.
L’episodio potrebbe riguardare vicende passate dell’imprenditore che, negli anni scorsi, ha ricoperto anche il ruolo di presidente della Nocerina Calcio. L’anno scorso, era il 23 gennaio, sempre davanti alla sua casa, che si trova vicino ai capannoni della Mexoil, l’azienda di olii lubrificanti dell’imprenditore, fu lasciata una bomba carta che provocò lievi danni al cancello della casa. De Marinis in passato ha avuto diverse vicende giudiziarie che lo hanno interessato e che hanno coinvolto le sua aziende compresa la Mexoil, azienda nota anche in Formula 1, perchè ha sponsorizzato negli anni alcuni team minori. È stato coinvolto in una vicenda di contrabbando di prodotti lubrificanti. Ma anche in presunte evasioni di accise sui lubrificanti. Nel 2012 fu accusato di contrabbando di petrolio e derivati, per 100 milioni di euro di imposte evase. Secondo la Guardia di Finanza aveva messo in commercio oltre 20 milioni di litri di prodotti petroliferi senza versare imposte.
Morto dopo 3 mesi di agonia il centauro di Melito ferito in un incidente
È morto in ospedale dopo 3 mesi di agonia. Non ce l’ha fatta Valerio Galliano, il centauro di Melito rimasto gravemente ferito nel novembre 2017 a seguito di un incidente stradale in auto.Appassionato di moto il ragazzo, che frequentava spesso la traversa Marrone, il cuore della città, era padre di un bambino piccolo. Un terribile destino quello della famiglia Galliano. Francesco, il fratello di Valerio, era anch’egli morto a seguito di un incidente stradale non molto tempo fa. Il decesso risale al pomeriggio di venerdì, dopo l’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Valerio ha lottato, come ricorda Il Roma, con tutte le sue forze per rimanere in vita e non dare il dolore così grande ai suoi cari. Ma purtroppo le ferite riportate allo schianto della propria auto erano troppo profonde. La sorte si è fatta beffe di Valeria che ama- va andare sulle due ruote, ma che invece è stato via da un incidente La comunità di Melito è sconvolta per la morte di Valerio, definito un bravo ragazzo e disponibile con chi frequentava. Tanti i messaggi di cordoglio per Valerio e in ricordo anche di Francesco, l’altro fratello scomparso tragicamente. «Melito e tutti i suoi veri amici perdono un pezzo di cuore – afferma un utente – Non dimenticate questo volto, un uomo buono, il gigante buono, un amico sincero e un padre esemplare. Valerio, grande eri per me e sem- pre sarà così, amico mio. Buon viaggio».
«Francesco e Valerio, uomini di altri tempi! Ora sono insieme. Ciao, ragazzi! Un bacio a voi Lassù», scrive un altro amico. Af- ferma Rosario: «Lo conoscevo, andava pazzo per la moto. Era la sua grande passione ma non ave- va mai avuto problemi in questo caso. Mi dispiace davvero tanto perché era una persona gradevo- le e gentile». «Ciao Valerio sei in Paradiso a fare un giro in moto con tuo fratello Francesco!!!» di- ce Enzo Pisani. Aurora: «Purtroppo lui e il fratello hanno avuto un terribile destino, ancora non ci posso credere».
Enzo De Caro, un caro amico dei fratelli Galliano: «Sono sconvolto e dispiaciutissimo. Già la morte del fratello Francesco era stata una tragedia. Ora anche la morte di Valerio: è troppo».
Bullismo a scuola nel Casertano: vittima un dodicenne
Bullismo ancora un caso in provincia di Caserta. Se Napoli e la sua provincia sembrano essere possedute dal “demone” delle baby gang in provincia di Caserta invece sono sempre più frequenti gli episodi di bullismo tra giovanissimi. L’ultimo in ordine di tempo è accaduto nei giorni scorsi a san Felice a Cancello. L’episodio sarebbe avvenuto prima del suono della campanella davanti all’ingresso dell’Istituto comprensivo “Aldo Moro” della frazione periferica di Cancello Scalo. Qualcuno dice che avrebbero sferrato sul volto del dodicenne un pugno o uno schiaffo. Altri, invece, parlano di un flauto lanciato sul volto. I tre protagonisti, compresa la vittima, non parlano. Preferiscono tacere e nascondere quindi tutta la verità sull’accaduto. Qualche compagno però, come riporta l’edizione di Caserta de Il Mattino, ha raccontato, ma nessuno riesce ben a spiegare come sia avvenuto il litigio tra i tre alunni della scuola di via XXI Giugno. I ragazzi frequentano classi differenti: i due presunti bulli sono in seconda e la vittima in prima.
L’unica cosa certa, sembra essere quella che da qualche mese a questa parte, anche attraverso messaggi su WhatsApp, il dodicenne è stato oggetto di episodi di bullismo da parte dei due coetanei denunciati ai carabinieri della stazione locale dal dirigente scolastico Raffaele Palmieri. Potrebbero essere sospesi dalle lezioni per un lungo periodo. Ma, sulla punizione che sarà data loro si dovrà pronunciare domani il consiglio di classe che si riunirà in tarda mattinata dopo aver finito di espletare tutta la documentazione da fornire alla magistratura. Si attende, intanto, per le prossime ore, la decisione del Tribunale minorile di Napoli che ha avviato un’indagine comunicando ai carabinieri per l’escussione della vittima, alla presenza di uno psicologo, che avverrà al massimo entro la fine della prossima settimana. Si cerca di capire se i due bulli sono recidivi o se quello di venerdì è stato un caso isolato.I carabinieri hanno raccolto una serie di testimonianze, sia tra i compagni di scuola che tra alcuni insegnanti dell’istituto. Ma non solo: hanno perlustrato la zona nei pressi della palestra e, quindi, tutte le aree esterne, dove sarebbe avvenuto lo scontro. Sono stati interrogati poi due professori che hanno confermato che spesso negli ultimi mesi stanno avvenendo episodi di questo genere, nonostante nella stessa scuola sia in atto un progetto di prevenzione contro il bullismo.
Arrestato il 18enne che ha ferito a colpi di pistola il rapper avellinese
Ai domiciliari Gerardo Ciuci, 18 anni, il giovane ritenuto responsabile del ferimento di Federico Petrone. Il giovane rapper di Contrada resta in ospedale: il ventunenne era stato ferito martedì sera a Contrada con un colpo di pistola. Il giovane, secondo il Gip Vincenzo Sicuranza, a causa di una serie di avvenimenti successivi al ferimento, non può rimanere libero. In sostanza potrebbe aver inviato una serie di messaggi via telefonino alla sua vittima contenenti affermazioni che potevano far presumere altre azioni violente. Rimane invece inalterato il capo di imputazione ipotizzato per il giovane: lesioni personali aggravate. Ieri pomeriggio i carabinieri di Avellino hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip.
Il diciottenne di Contrada è stato denunciato anche per porto abusivo di pistola e spari in luogo pubblico. Altre misure pure sollecitate dalla famiglia della vittima non sono state adottate dalla Procura. Per martedì probabilmente sarà fissato l’interrogatorio di garanzia. Gli avvocati del giovane, Ettore Freda ed Edoardo Fiore decideranno, dopo aver letto gli atti, se richiedere un’attenuazione delle misure.
A Federico i medici dell’ospedale Moscati di Avellino non hanno ancora comunicato il giorno della dimissione. Ieri il giovane aveva il braccio gonfio. Ciò ha spinto i sanitari a tenerlo sotto osservazione. In ogni caso sono situazioni che possono verificarsi nel normale decorso post-operatorio. L’intervento di rimozione della pallottola dall’arto è riuscito perfettamente. Il colpo lo ha centrato al braccio sinistro all’altezza della spalla.
Sul suo profilo Facebook, dove pubblica le canzoni che firma con il nome d’arte Tsunami, continuano ad arrivare messaggi di incoraggiamento da parte di amici. A Serino lo attende l’intera comunità per riabbracciarlo dopo la grande paura. Sul fronte delle indagini, l’attività degli inquirenti va avanti a ritmo serrato. Si stanno raccogliendo testimonianze ed elementi per avere un quadro definito di quanto accaduto martedì sera a Contrada, nella zona Ospedale, a pochi passi dall’abitazione dell’aggressore.Le versioni sono contrastanti. La vittima, anche attraverso il suo legale Nobile Viviano, parla di «un agguato, voleva uccidermi».
Il feritore sostiene una tesi diversa: Federico Petrone, insieme ad altri quattro ragazzi, si sarebbe recato sotto casa dell’aggressore. Dalle parole si sarebbe passati ai fatti: il diciottenne di Contrada preme il grilletto e colpisce al braccio sinistro il rapper di Serino. I legali smentiscono, invece, che il feritore abbia prima puntato l’arma alla testa di Federico Petrone e che il revolver si sia inceppato. La vittima, quindi, non sarebbe stata attirata in una trappola.
Dichiarazioni e testimonianze sono al vaglio degli investigatori. Gli agenti della Squadra Mobile di Avellino, guidati dal vicequestore Michele Salemme, e i Carabinieri della Compagnia di Baiano (nella prima fase hanno collaborato anche gli agenti della Sezione Volanti della Questura del capoluogo), hanno portato avanti un certosino lavoro con il coordinamento della Procura della Repubblica, prima con il pm Antonella Salvatore, magistrato di turno la sera dell’episodio, e ora nelle mani del magistrato Teresa Venezia. Il tutto sarebbe nato dalla contrastata relazione sentimentale tra la sorella dell’aggressore di Contrada e il giovane rapper di Serino.
I tre legali si confronteranno nuovamente ad inizio settimana con i propri assistiti. Resta comunque lo choc in tutta l’Irpinia per un episodio grave che vede protagonisti giovanissimi incensurati.
La mamma di Arturo fa visita a Gaetano, il 15enne ferito a Chiaiano
Oggi, Maria Luisa Iavarone la mamma di Arturo, il 17enne ferito a coltellate dal branco il mese scorso in via Foria a Napoli, andrà a trovare Stella Lucca, la mamma di Gaetano, il 15 enne pestato alla stazione della metro di Chiaiano. Un gesto simbolico importante che può collegare due storie e che può rafforzare l’appello ad affrontare il problema con più energia da parte di tutte le istituzioni. “Quando si chiede ai residenti di collaborare a ricostruire gli episodi criminali, ci sono retrosie e remore». Così in un forum a il Mattino aveva detto la docente di pedagogia all’Università Parthenope nelle scorse settimane. “Ci siamo avventurati in un territorio di dolore che mi sembra sconfinato, ma vogliamo sia sostenuto da un impegno da parte delle istituzioni e della società civile. Abbiamo bisogno di fare cultura della legalità lì dove non c’è. Serve un tavolo solidale anche per le mamme dei ragazzini che hanno colpito mio figlio, per aiutarli.. Un modo per evitare che Arturo sia accoltellato una seconda volta anche da me mamma. Nella città violenta, tutti sanno. Ma, quanto si chiede di collaborare, le persone hanno ritrosie e remore”.
Diverse visite al San Giuliano di Giugliano dove il 15enne è ancora sott’osservazione e, ancora da organizzare nei minimi dettagli, una manifestazione pubblica a metà della prossima settimana. Dirigenza, docenti e alunni della scuola Iis Minzoni, mostrano solidarietà e vicinanza a Gaetano V, che all’istituto di via Bartolo Longo frequenta la II C del corso di Ragioneria. Nella stessa scuola studiano anche i due cugini di Gaetano, che hanno assistito all’aggressione del 15enne con lui al momento della becera aggressione. Alessandro «Sia io, sia l’intero corpo docenti e studenti – afferma Alessandro uno dei rappresentanti di istituto, parlando con il giornalisti del quotidiano Il Roma – siamo molto rammaricati per questa brutta, bruttissima situazione accaduta! Secondo il mio/nostro parere sarebbe necessario aumentare i controlli all’esterno delle varie metropolitane presenti sul territorio, poiché senza la presenza delle autorità, aumentano sempre di più queste spiacevoli faccende. L’intero Minzoni è con Gaetano”. Per il preside del Minzoni, Nicola Rega: “Questa storia è sconvolgente. Noi nell’istituto curiamo anzitutto la persona ed organizziamo eventi con le forze dell’ordine, con le associazioni con le quali parliamo di bullismo con i ragazzi. Ma evidentemente non basta: gli episodi di violenza con protagonisti i ragazzi sino ad ora non si sono fermati”. Gli studenti e dirigenti del Minzoni intendono scrivere anche al sindaco della Città Metropolitana Luigi de Magistris, al governatore Vincenzo De Luca e al Ministro dell’Interno Marco Minniti per sensibilizzare ulteriormente le istituzioni sul tema violenza e chiedere un maggior presidio delle forze dell’ordine.
Bambino bengalese ferito alla testa da un colpo di pistola
Bambino bengalese ferito alla testa da un colpo di pistola. L’emulazione delle stese di camorra e quelle viste nella fiction Gomorra oramai non conosce più ostacoli a Napoli e provincia. tanto è che ieri sera un bambino di 11 anni, di nazionalità bengalese, è stato colpito alla nuca da un proiettile esploso da una pistola ad aria compressa. Il fatto è accaduto ieri sera a Palma Campania, in via Roma. Il ragazzino ferito si trovava insieme ad altri suoi connazionali, tutti più grandi di lui, davanti a un negozio di frutta e verdura gestito da cittadini del Bangladesh.d’improvviso si è materializzata un’auto Mercedes di colore grigio con all’interno alcune persone, tutte giovani. Nel transitare davanti al negozio dall’auto qualcuno ha fatto esplodere il colpo, probabilmente con una pistola scacciacani, che ha preso alla nuca l’undicenne. Ricoverato al Santobono, è stato operato: i medici gli hanno estratto il dardo. Il bambino ora è in buone condizioni.I carabinieri che stanno conducendo le indagini seguono la pista del raid vandalico, forse a sfondo razzista. Come non si esclude l’emulazione delle stese che vengono fatte dai clan della camorra soprattutto nella città di Napoli.
Ma ci sono anche altre piste al vaglio degli inquirenti come una richiesta estorsiva dei signori del racket al titolare del negozio. E quindi il ragazzino potrebbe essere rimasto inconsapevolmente vittima dell’avvertimenti rivolto ai titolari. Come non si esclude la pista personale forse legata a qualche lite che il titolare del negozio ha avuto con qualcuno della zona. I carabinieri stanno visionando anche i filmati di alcune telecamere private poste lungo la zona dove è avvenuta la sparatoria per poter risalire quantomeno alla targa della Mercedes e individuare così i responsabili.
Baby gang scatenate: feriscono due ragazzi con le catene
Baby gang scatenate: in 10 con catena feriscono due ragazzi. E’ accaduto a Pomigliano d’Arco: i carabinieri hanno fermato due degli aggressori. In dieci, armati di catena per rapinare uno smartphone: ennesimo raid di una baby gang a Pomgiliano d’Arco. E’ accaduto nella tarda serata di ieri: vittime due studenti di 14 e 15 anni, circondati e picchiati dagli aggressori che li hanno derubati di un telefonino. Le vittime – medicate in ospedale e poi dimesse – si sono rivolte ai carabinieri che hanno identificato due degli aggressori, un 15enne e un 14enne, quest’ultimo non imputabile. L’aggressione e’ avvenuta nella villa comunale di Pomigliano d’Arco. I carabinieri di Castello di Cisterna, chiamati sul posto, hanno raccolto le descrizioni degli aggressori e poco dopo hanno rintracciato due dei componenti del branco, arrestando per rapina un 15enne incensurato del luogo e bloccando un minore di 13 anni (non 14 come scritto in precedenza), non imputabile, di Somma Vesuviana. Il primo era ancora in possesso di una catena con cui aveva minacciato e picchiato i due studenti. Questi ultimi, trasportati in ospedale a Nola, sono stati medicati e dimessi: entrambi hanno riportato contusioni al volto e all’addome. Sono in corso le indagini per dare un nome agli altri componenti della baby gang.
Portici, il sindaco accusato di molestie, replica: ‘Solo farneticazioni’
Portici il primo cittadino, ed ex senatore del Pd, Enzo Cuomo accusato di molestie sessuali da una donna replica: ‘Si tratta solo di farneticazioni’. Episodio di 5 anni fa. Cuomo: “Denuncio la donna per calunnia. Siamo al cospetto di una vicenda totalmente inventata, presumibilmente frutto delle farneticazioni di una mitomane. E’ assolutamente palese, non solo per chi mi conosce, che mai avrei potuto molestare una donna”. Cosi’ il sindaco di Portici, Enzo Cuomo, ex senatore del Pd, commenta le accuse di molestie sessuali rivoltegli da una imprenditrice del posto che – secondo quanto riporta oggi il quotidiano La Repubblica – ha denunciato anche un imprenditore per un caso di presunta violenza risalente a fine dicembre. L’episodio relativo a Cuomo risalirebbe invece a cinque anni fa. “Trovo singolare che si rivelino oggi, con estrema dovizia, particolari di una vicenda inventata di sana pianta e risalente, a quanto riferito da un giornale, a cinque anni fa. Sta diventando estremamente pericolosa la tecnica di inventare accuse infamanti per colpire i sindaci e cio’ che rappresentano nelle loro comunita’, proprio come accaduto di recente al sindaco di Mantova”, argomenta il sindaco di Portici. “Naturalmente sono assolutamente sereno ma non sono disposto ad assistere in silenzio al passaggio di questa macchina del fango messa in moto per colpirmi politicamente da ambienti notoriamente ostili gia’ dall’ultima campagna elettorale. Per questo motivo ho gia’ incaricato i miei legali di denunciare per calunnia questa donna e tutti coloro che strumentalmente pensano di utilizzare questa squallida macchinazione per colpire la mia persona e la mia figura politica”, conclude. Nella denuncia che la donna ha presentato in Procura compare anche il nome di Pasquale Noia, un imprenditore di Nola, molto vicino al sindaco Cuomo. Secondo la donna Enzo Cuomo si sarebbe addirittura denudato nella sua stanza e le avrebbe fatto delle avances sessuali. La denunciante che all’epoca dei fatti faceva la rappresentante di prodotti chimici per le aziende sarebbe andata dal sindaco a chiedere un aiuto per lavorare e in cambio avrebbe ricevuto invece gli approcci sessuali.
Pregiudicato napoletano arrestato per le continue minacce alla sua ex
Pregiudicato napoletano arrestato per le continue minacce alla sua ex. Non si era mai rassegnato alla fine della relazione e ha tempestato di telefonate la sua ex, fino a costringerla a usare un’app dello smartphone per bloccare le chiamate in arrivo da numeri sospetti. E tanto e’ bastato a un pregiudicato 41enne di Napoli, ma residente a Benevento, per avvicinare l’ex convivente, minacciarla di morte e tentare di aggredirla anche in presenza di poliziotti. E’ accaduto ieri e il 41enne con vari precedenti per resistenza a pubblico ufficiale e’ stato arrestato dagli agenti della questura di Benevento, intervenuti su richiesta della donna che e’ riuscita a dare l’allarme quando e’ stata raggiunta dall’ex compagno. L’uomo e’ accusato di atti persecutori, violenza privata, minacce e resistenza a pubblico ufficiale.
Incendio al rione Sanità a Napoli: muore una donna di 58 anni
Incendio al rione Sanità a Napoli: muore una donna di 58 anni. E’ accaduto in vico della Calce poco dopo le nove. Le fiamme hanno avvolto uno dei caratteristici e storici bassi del popoloso quartiere nel cuore di Napoli. la donna di 53 anni è rimasta intrappolata all’interno ed è stata avvolta dalle fiamme. a nulla sono valsi i tentativi dei vicini di spegnere le fiamme con ogni mezzo. All’arrivo dei vigili del fuoco, che hanno avuto anche qualche difficoltà a muoversi con i mezzi nel dedalo dei vicoli del rione per la donna non c’era più niente da fare. Sono in corso gli accertamenti per stabilire le cause dell’incendio.Le fiamme sarebbero divampate forse a causa di un corto circuito. Sul posto anche gli agenti della Polizia di Stato.
La donna morta nell’incendio del terraneo dove viveva, in vico Calce 4 a Napoli, si chiamava Carolina La Sala, e aveva 58 anni. La vittima viveva da sola nel ‘basso’, di pochi metri quadri. Secondo quanto riferito alla Polizia da alcuni vicini, aveva l’abitudine di fumare a letto: non si esclude che possa essere stata questa la causa del rogo, divampato intorno alle 9 di stamane. Il terraneo e’ stato completamente distrutto dalle fiamme, che hanno avvolto e carbonizzato il corpo di Carolina La Sala.
Medicinali salvavita per 800mila euro rubati all’Ascalesi
Medicinali salvavita per un valore di mercato di 800mila euro sono stati trafugati l’altra notte dalla farmacia dell’ospedale Ascalesi a Napoli.Un colpo da maestri della microcriminalità, compiuto da ladri ben informati e sicuramente al servizio di qualche clan della camorra che, come evidenziato in recenti inchieste della magistratura, gestisce il mercato nero dei medicinali con la complicità di farmacisti senza scrupoli. Spesso questi medicinali vengono anche venduti nei mercati esteri in particolare dell’Est europa. L’altra notte, almeno in due con un complice a fare da “palo” in strada, hanno segato la grata della finestra della farmacia dell’ospedale Ascalesi e si sono introdotti nel deposito prelevando farmaci oncologici per 800mila euro. Un vero choc per i dipendenti della struttura sanitaria del centro storico, quando si sono accorti del furto.
I ladri sapevano come agire e dove agire. avevano studiato il colpo e soprattutto sapevano che la vigilanza all’Ascalesi esiste ma è solo interna. all’esterno ne telecamere ne controlli.Per i ladri è stato facile introdursi attraverso la finestra e agire facendo il meno rumore possibile. Se qualcuno ha notato qualcosa di sospetto, o addirittura ha assistito dalla propria abitazione, si è guardato bene dal telefonare alle forze dell’ordine. Fino alle 15 di venerdì i medicinali erano regolarmente all’interno della farmacia. Alle 8 di ieri non c’erano più, il che porta gli investigatori a una sola conclusione: il furto è avvenuto nella notte. Ma gli investigatori si chiedono come è possibile che nessuno abbia sentito rumori sospetti visto che per segare le sbarre della finestra è stato usato un flex che fa rumore? L’azione comunque è stata rapida ed è durata al massimo una decina di minuti. Il tempo di entrare, prelevare i medicinali caricarli su un furgoncino e dileguarsi nel buoi della notte. Sono state già interrogate già diverse persone, le quali non sono però state in grado di fornire elementi particolarmente utili al prosieguo delle indagini. È infatti emerso che nessuno ha sentito rumori sospetti la scorsa notte tra coloro che si trovavano all’interno dell’ospedale l’altra notte: medici, infermieri, addetti vari e uomini della vigilanza privata. La caccia alla gang di specialisti è appena partita.
Incidente stradale: centauro 17enne muore nel Salernitano
Incidente stradale mortale poco dopo la mezzanotte nel Salernitano: a Battipaglia un 17enne in sella una moto ha perso il controllo del mezzo finendo contro un albero. La dinamica esatta e’ in corso di ricostruzione da parte dei carabinieri che stanno effettuando i rilievi stradali. Sul posto anche un ambulanza avvertita da alcuni automobilisti di passaggio: ma quando gli operatori sono arrivati sul posto per il 17enne era troppo tardi: il suo cuore aveva già cessato di battere. I carabinieri stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e capire se c’è stato qualche urto contro un’auto o se qualcuno gli ha tagliato la strada facendogli perdere il controllo della moto.
Falso allarme missile dalla Corea del Nord alle Hawaii: è panico
Il falso allarme lanciato ieri sui telefonini delle Hawaii secondo il quale un missile balistico sarebbe stato diretto verso le isole Usa ha provocato il vero e proprio panico nella mezz’ora prima che le autorità ammettessero l’errore. Funzionari della gestione emergenze hanno spiegato che la notifica è stata inviata poco dopo le 8 del mattino (19 in Italia) durante un cambio di turno. “E’ stato premuto il bottone sbagliato”, hanno spiegato. Un errore che ha fatto partire sui telefoni cellulari dell’arcipelago un allarme che ordinava di “trovare un immediato rifugio”. Alison Teal, una personalità famosa per i suoi viaggi, ha parlato del “peggiore momento della mia vita”. La gente ha cercato qualsiasi posto – una cantina, un buco – per mettersi in salvo. Anche perché il messaggio è arrivato dopo mesi di tensioni crescenti tra Usa e Corea del Nord proprio per i test missilistici di Pyongyang, gli ultimi dei quali hanno suggerito che il regime di Kim Jong Un sia in possesso di missili capaci di raggiungere il territorio americano. “Chiedo profondamente scusa per i problemi e lo spavento che abbiamo provocato oggi”, ha detto Vern Miyagi, amministratore dell’Agenzia per la gestione delle emergenze della Hawaii. “Abbiamo trascorso gli ultimi mesi a tentare di rispondere a questa minaccia, in modo da essere in grado di fornire notifiche e allarmi preventivi al pubblico”, ha continuato, ammettendo: “Abbiamo commesso un errore. Ora studieremo il processo in modo che non accada più”. Ad amplificare l’allarme sono stati i social media, sui quali sono circolati gli screenshot dell’allarme, che recitava: “BALLISTIC MISSILE THREAT INBOUND TO HAWAII. SEEK IMMEDIATE SHELTER. THIS IS NOT A DRILL.” (“Missile balistico in arrivo verso le Hawaii. Cercate immediato rifugio. Questa non è un’esercitazione”).
Subito dopo il rappresentante democratico Usa Tulsi Gabbard, via Twitter, ha definito “falso” l’allarme. “Hawaii: questo è un falso allarme”, ha scritto. “Ho avuto conferma – ha aggiunto – dai funzionari che non c’è alcun missile in arrivo”. Anche l’Agenzia per le emergenze hawaiana ha confermato che “non c’è alcuna minaccia missilistica per le Hawaii”. Il governatore David Ige ha definito “totalmente inaccettabile” l’allarme per errore. “Mi dispiace per il dolore e la confusione che molti possono aver provato”. E, nello spiegare il ritardo nella smentita, ha precisato che non esiste un modo automatico per cancellare l’allerta e lo si è dovuto fare manualmente. La Commissione federale per le comunicazioni ha lanciato una “piena indagine” sull’incidente. Il presidente Usa Donald Trump è stato informato di quanto è accaduto, ma ha definito l’allarme come una “pura questione dello Stato”. Sebbene l’allarme è stato rapidamente individuato come falso, molti residenti si sono precipitati a cercare rifugio. “Tutti erano nel panico”, ha raccontato Teal. “Viaggiando nel mondo per fare avventure estreme, sono stata spesso in situazioni molto difficili, dalle tempeste di neve, agli squali, alla lava rovente. Nulla è così terrificante come un missile che arriva per uccidere tutti quelli che conosci e ami”. Lauren McGowan, una turista che stava trascorrendo il weekend a Maui con i familiari e gli amici, stava per mangiare la colazione, quando il telefonino ha ricevuto la notifica. E’ tornata in fretta nell’hotel e con circa una trentina di persone si sono rifugiate nella caffetteria al livello sotterraneo. “Nessuno aveva idea di cosa trealmente stesse accadendo”, ha raccontato. D’altronde nel sotterraneo non il segnale del telefonino non arrivava. Diversi golfisti partecipavano a un torneo a Honolulu. “Ci siamo infilati nella vasca da bagno, sotto un materasso, con mia moglie e il bambino”, ha twittato il golfista John Peterson. “Pregavamo il Signore che quest’allarme bomba non fosse reale”.
Portici, era il ras Carlo Vollaro l’obiettivo della stesa
Portici: era Carlo Vollaro, uno dei nipoti del famigerato defunto “Califfo” l’obiettivo della stesa di camorra dell’altra notte a Portici. Infatti alcuni colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi intorno all’una della notte tra venerdì e sabato, contro la porta dell’abitazione della compagna del sorvegliato speciale Carlo Vollaro, 39 anni, ritenuto dalle forze dell’ordine reggente dell’omonimo clan e attualmente agli arresti domiciliari. Qualcuno è entrato nel palazzo in via Benvenuto Cellini dove vive la donna, nei pressi del viale Leonardo da Vinci, è salito al primo piano dello stabile e ha sparato contro la porta di ingresso dell’appartamento. Sceso nell’androne, ha sparato di nuovo, colpendo la guardiola del portiere. Ad avvisare le forze dell’ordine alle prime ore della mattina successiva sono stati alcuni condomini.
I due sono stati interrogati a lungo dai carabinieri che conducono le indagini. I militari hanno anche visionato tutte le telecamere pubbliche e private poste lungo la zona del raid per cercare elementi utili a risalire agli autori del raid attraverso le immagini. I militari stanno ricostruendo il puzzle criminale per capire il perchè del raid anche alla luce dei recenti arresti a san Giorgio a Cremano di tutti i componenti del clan Troia compresa quella che era la reggente Immacolata Iattarelli moglie del boss. Carlo Vollaro era considerato l’attuale reggente del clan ed è possibile che qualcosa si sia mosso negli ultimi mesi nello scacchiere criminale in considerazione anche della volontà di espansione del clan Mazzarella con base nella vicina san Giorgio a Cremano. Nel gennaio del 2013 ci fu un altro attentato nei confronti di un componente della famiglia Vollaro: una bomba carta fu fatta esplodere davanti all’abitazione di Giuseppe Vollaro, il figlio di Luigi detto “il Califfo” – boss morto in carcere -, e la deflagrazione aveva provocato la caduta del cancello d’ingresso e danni ad alcuni infissi dello stabile.Carlo Vollaro è figlio di Antonio e quindi nipote dello storico boss. Lo scorso giugno fu arrestato con l’accusa di inosservanza delle prescrizioni imposte dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. Era stato bloccato, infatti, in via Luca Giordano mentre si trovava in compagnia di un pregiudicato, affiliato al clan. L’ultima operazione ordinata dalla magistratura contro il gruppo risale al 2016, quando, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, erano state eseguite otto ordinanze di arresto nei confronti di altrettanti indagati per associazione camorristica ed estorsione aggravata nei confronti di imprenditori che noleggiavano slot machine e videopoker a locali pubblici di Portici. Tra essi anche Carlo Vollaro, anche se le accuse contro di lui caddero un paio di settimane dopo.
Pompei, 25 indagati per la morte del parrucchiere dei Vip
Pompei, ci sono 25 indagati per la morte, avvenuta nell’ospedale Ruggi di Salerno, del parrucchiere dei vip Umberto Schettino, 45 anni, nato a Castellammare di Stabia ma con attività a Pompei. Il pubblico ministero Roberto Penna, titolare delle indagini, della procura di Salerno, ha iscritto sul registro degli indagati 25 tra medici e personale sanitario della struttura sanitaria salernitana. In pratica tutti quelli che hanno avuto contatti con il noto stilista durante la sua degenza, ma anche il suo medico curante. A presentare denuncia è stata la moglie Caterina Iezza che vuole capire cosa sia realmente accaduto al marito da novembre ai 10 gennaio, giorno della morte. Sarà l’autopsia, disposta dal pm, e che sarà effettuata tra domani e martedì, a chiarire le cause dei decesso e individuare eventuali responsabilità. Nel verbale denuncia la don na ha raccontato, nei dettagli, cosa è avvenuto dallo scorso mese di novembre quando il marito si rivolse all’ospedale di Salerno (su parere del medico curante) per una presunta malattia cardiaca fino al decesso. Umberto Schettino durante un primo accesso al Pronto Soccorso era stato sottoposto ad accertamenti, come riferito dalla moglie, e dopo avergli prescritto la cura fu dimesso.
Durante la cura però l’uomo sentiva peggiorate le sue condizioni di salute, tanto da recarsi in una clinica privata di Pompei dove avrebbe svolto ulteriori esami. Ritornato al Pronto soccorso del San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, Schettino fu trasferito presso la Cardiologia dello stesso nosocomio e fu ricoverato per una settimana. Una volta dimesso, il parrucchiere stabiese sarebbe dovuto ritornare al Ruggi per un nuovo controllo pochi giorni dopo. Tra sabato e domenica scorsa le sue condizioni si sono aggravate e il sui medico curante gli avrebbe consigliato un nuovo ricovero a Salerno. Dopo una prima cura antibiotica, fu sottoposto all’aspirazione del liquido dai polmomi ma nella stessa notte si aggravò e fu disposta una Tac al torace con esame batteriologico. Fu poi trasferito nel reparto malattie infettive per ulteriori cure. Questo fino al 10 gennaio quando fu riscontrata la presenza di liquidi ai lati dei due polmoni. Cosi il giorno dopo, giovedì scorso, fu effettuato l’aspirazione del liquido ma dopo una ventina di minuti Umberto Schettino non ce l’ha fatta ed è morto.




