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Superenalotto nessun 6, un solo 5+1, prossimo Jackpot 85,4 milioni di euro

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Nessun ‘6’ al concorso di oggi del Superenalotto. A Russi, in provincia di Ravenna, è stato però centrato un ‘5+1’ da 677.949,79 euro.

Questa la combinazione vincente: 2-10-41-49-56-71. Numero Jolly: 36. Superstar: 33. Alla prossima estrazione il jackpot a disposizione del ‘6’ sarà di 85,4 milioni di euro.

Queste invece le quote del Concorso Superenalotto/SuperStar n.6 di oggi: Superenalotto

Punti 6: NESSUNO Punti 5+: 1 totalizzano Euro: 677.949,79

Punti 5: 10 totalizzano Euro: 21.903,00

Punti 4: 699 totalizzano Euro: 317,43

Punti 3: 28.686 totalizzano Euro: 23,36

Punti 2: 430.083 totalizzano Euro: 5,00

SUPERSTAR Punti 6SB: NESSUNO

Punti 5+SB: NESSUNO

Punti 5SS: NESSUNO

Punti 4SS: 10 totalizzano Euro: 31.743,00

Punti 3SS: 248 totalizzano Euro: 2.336,00

Punti 2SS: 4.165 totalizzano Euro: 100,00

Punti 1SS: 26.212 totalizzano Euro: 10,00

Punti 0SS: 53.331 totalizzano Euro: 5,00

Vincite Immediate: 16.038 totalizzano Euro: 400.950,00

Castellammare: chiude anche la Mondadori, cultura addio

Una brutta pagina per Castellammare. Con la chiusura della libreria Mondadori la città perde uno dei punti di aggregazione culturale oltre a veder aumentare la triste schiera dei disoccupati. Inoltre finirà il salottino letterario, curato con profonda passione dalla direttrice Tina Cassese e dal professore Pierluigi Fiorenza, che aveva portato a Castellammare autori del calibro di Jean Noel Schifano, Franco Di Mare, Peppe Vessicchio, Lorenzo Marone, Sara Dardick, Elena de Curtis, Magdi Allam, Peppe Lanzetta, Gigi Di Fiore per non parlare, poi, dei tanti autori locali che hanno avuto l’opportunità di promuovere e presentare i loro testi.
La libreria, presumibilmente, chiude per una serie di concause. Innanzitutto per il crollo delle vendite tanto che, nel giro di pochissimi anni, il fatturato della Mondadori stabiese è sensibilmente diminuito; per la concorrenza dell’e-commerce che offre sconti che una libreria non potrebbe mai concedere; per la concorrenza degli e-boock; per la disaffezione nei confronti della lettura dal momento che le statistiche collocano l’Italia e in particolar modo il nostro Meridione come fanalino di coda in ambito europeo; per la mancata pubblicità della merce libro che è diventato un prodotto di nicchia quasi mai promosso in Tv e soprattutto per il cambiamento epocale che sta stravolgendo le abitudini dei più giovani con lo strapotere dei social network a discapito della lettura.
Per esempio quanti genitori, a Natale o alla Befana, hanno regalato un libro e quanti il telefonino d’ultima generazione?

Problemi di connessione per siti web e importanti servizi mondiali

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Nel pomeriggio di oggi ci sono problemi di connessione per diversi siti web e importanti servizi mondiali
La causa potrebbe essere un attacco ddos.Non ci sono conferme ufficiali.

Quindicenne pestato, il questore: ‘Assurda e immotivata violenza’

Quindicenne pestato, il  questore: “Assurda e immotivata violenza.Stiamo lavorando, anche questa volta nessuna testimonianza o aiuto dai cittadini”. Parla di “assurda e immotivata violenza aggressiva di un branco” il questore di Napoli, Antonio De Iesu, in merito al pestaggio subito da un 15enne di Melito ieri alla stazione della Metropoliatana di Chiaiano. “Stiamo sul pezzo – assicura – da ieri sera si stanno estrapolando immagini e ricostruendo i fatti. Abbiamo elementi investigativi su cui orientare le indagini”. Chiama in causa il contesto ambientale ma anche l’assenza di collaborazione dei cittadini: “Anche questa volta nessuno ci ha chiamato per raccontarci quanto successo”.Il questore di Napoli parla di un branco in azione contro il quindicenne. Nessuno di loro era armato, questa volta niente coltelli, come accaduto nel caso di un altro ragazzino, Arturo, che fu gravemente ferito lo scorso 18 dicembre in via Foria. “Sono branchi che si mettono insieme, che eludono anche la sorveglianza dei genitori, forse assenti, e si rendono protagonisti di questi atti vili e di inaudita violenza”, spiega. A Napoli l’aggressione di ieri non e’ il primo caso che vede in prima linea minorenni. “Si sono verificati in aree diverse, con modalita’ diverse – sottolinea De Iesu – sono minorenni deviati, il problema e’ scendere a fondo e capire perche’ alcune aree generano questa devianza”. Ecco perche’ De Iesu sottolinea che la soluzione non puo’ arrivare solo da un punto di vista repressivo, “bisogna approfondire il contesto ambientale, dei quartieri, vedere cosa manca” . Il lavoro della Polizia di Stato comunque c’e’ e “le risposte ci sono state”. “Ci sono stati arresti per la vicenda dei baretti, per la storia di Arturo e anche per il caso di ieri abbiamo elementi investigativi sui cui orientare le indagini – conclude – Da ieri sera i commissariati di Chiaiano e di Scampia stanno estrapolando immagini e ricostruendo i fatti per arrivare a identificare il gruppo dei minorenni. che hanno pestato il quindicenne”.

“Nell’esprimere forte preoccupazione, manifestiamo piena vicinanza e solidarietà al quindicenne di Melito, vittima incolpevole di un feroce branco di coetanei ed alla sua famiglia” – dichiara il segretario del pd metropolitano di Napoli, Massimo Costa, che prosegue: “Allontanarsi da casa per un pomeriggio di divertimento con gli amici e rientrare poco dopo con la milza spappolata, dopo essere stato aggredito da una baby gang, è inammissibile. Si tratta dell’ennesima brutta storia di minori allo sbando che terrorizzano un quartiere prendendo di mira vittime a caso. Ciò che è successo ieri alla stazione metro di Chiaiano, si è già verificato nei giorni scorsi in Via Foria e succederà ancora se non si interviene per arginare l’ ondata di violenza che travolge sempre più minori dei quali nessuno si cura, minori che sfuggono alle famiglie, alla scuola e ai servizi sociali. Il potenziamento dei controlli da parte delle forze dell’ordine deve essere affiancato da interventi mirati, sulle cause del crescendo criminale al quale stiamo assistendo” conclude Costa.

Guardie ambientali come Ps: sindaco di Castel Volturno a giudizio

“Il rinvio a giudizio disposto dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per la vicenda della guardie ambientali, che in due mesi hanno fatto a Castel Volturno quello che nessuno ha mai fatto in tanti anni, e’ per me come una medaglia sul petto”. Cosi’ Dimitri Russo, sindaco di Castel Volturno (CASERTA), commenta il rinvio a giudizio disposto ieri dal Gup Alessandra Grammatica su richiesta della sostituta Antonella Cantiello per il reato di abuso d’ufficio. Con Russo, compariranno davanti al giudice di Santa Maria Capua Vetere, Giovanni Caparco, il prossimo 4 aprile, anche i quattro assessori che votarono la delibera che ad ottobre 2015 autorizzo’ l’associazione Anpana-Oepa a svolgere l’attivita’ di vigilanza ambientale su un territorio devastato dall’ecomafie e dall’incivilta’, e altre 12 persone tra responsabili dell’associazione e le guardie che effettuarono il servizio. Russo e’ stato accusato di aver autorizzato l’associazione a svolgere un’attivita’ di polizia ambientale che esondava dalle competenze e dai poteri conferiti dalla normativa. In circa tre mesi di attivita’, perche’ a gennaio 2016 la delibera fu revocata, le guardie ambientali hanno sequestrato camion che sversavano liquami nella pineta e sul resto del territorio, hanno trovato e sequestrato armi, hanno fermato cittadini che si sospettava potessero sversare rifiuti illecitamente, svolgendo una vigilanza assidua che dopo appena poche settimane ha iniziato a provocare le lamentele della cittadinanza. “Il paradosso – dice oggi Russo – e’ che l’amministrazione aveva dei dubbi sui poteri di polizia giudiziaria della guardie ambientali, tanto che non ho mai dato seguito alla delibera con un decreto che conferiva loro tali poteri, invece la Procura di Santa Maria Capua Vetere, che ha chiesto e ottenuto il mio rinvio a giudizio, convalidava i sequestri operati dalle guardie, e conferiva loro deleghe di indagini. C’erano dubbi sulla normativa, la stessa prefettura scrisse e me e altri sindaci sollevando il problema. Quindi revocai la delibera dopo tre mesi. Mi chiedo quindi: dove e’ il reato?”.

Il centravanti maliano Diabaté al Benevento

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L’attaccante maliano con passaporto francese Cheick Diabate’ ha firmato oggi il contratto con il presidente del Benevento Calcio Oreste Vigorito nella sede del club sannita. Il centravanti arriva in prestito sino a giugno dalla squadra turca dell’Osmanlispor. Diabate’, che raggiungera’ in giornata il ritiro della squadra giallorossa ad Acaya, sara’ ora a disposizione dell’allenatore De Zerbi.

Torre Annunziata, sorpresi a rubare in un cantiere: arrestati 3 minori

Torre Annunziata: tre minori sono stati arrestati per furto aggravato all’interno di un cantiere nel famigerato rione Penniniello. I minorenni, due di 14 anni e un 15enne, sono stati sorpresi in flagranza di reato dai carabinieri mentre in un cantiere del Rione Penniniello stavano portando via degli attrezzi. I militari dell’Arma sono intervenuti d’urgenza dopo l’attivazione dell’antifurto perimetrale all’isolato 18 bloccando i giovanissimi che si erano impossessati degli attrezzi dopo essere penetrati nel cantiere forzando la recinzione. La refurtiva è stata restituita all’avente diritto. Gli arrestati sono stati portati al centro di Prima accoglienza al viale Colle Aminei. I tre minori rispondono di furto aggravato.

Benevento, anziana scomparsa ritrovata dalla polizia

E’ stata ritrovata dalla Squadra Mobile, l’anziana donna che nel pomeriggio di giovedì era scomparsa dalla sua abitazione del quartiere Capodimonte. I familiari, non avendola trovata in casa, contrariamente alle sue abitudini, si erano subito allarmati e si erano rivolti agli uffici della Questura di Benevento. Nonostante le prime ricerche, dell’anziana non era stata trovata traccia, neanche attraverso le procedure di localizzazione del cellulare. Nella tarda serata, al termine di una serrata attività di ricerca condotta dagli equipaggi in divisa ed in borghese, la donna è stata avvistata da un operatore della Squadra Mobile, mentre tremante e sotto la pioggia, si aggirava nei pressi della chiesa della Madonna delle Grazie. L’anziana è stata così soccorsa e condotta presso l’ospedale Fatebenefratelli, per essere sottoposta a cure mediche.

Bagnoli, De Vincenti: “Parte il bando per progettare le bonifiche”

“Abbiamo messo nel patto per la Campania risorse per le bonifiche, c’è poi accordo Regione-Invitalia per mettere in sicurezza l’area di Pianura. Poi ci sono fondi per la mobilità di questa zona che deve collegarsi con il resto della città, non deve essere più un quartiere a parte ma integrante. Qui sarà importantissima la riqualificazione di Bagnoli, su cui da un anno e mezzo con la cabina di regia abbiamo finalmente dato segnali concreto di ripartenza. Ai cittadini è stato ridato l’arenile nord, abbiamo completato il trasferimento dell’amianto intorno all’area sequestrata, abbiamo messo in sicurezza la colmata e fatto le caratterizzazioni: adesso parte il bando per la progettazione delle bonifiche”. Così a Pianura il ministro della Coesione territoriale Claudio De Vincenti.

Napoli. ‘la marcia degli ombrelli’: basta movida violenta

La marcia degli ombrelli per la legalita’. A Napoli, sfilano cittadini stanchi dell’illegalita’ diffusa e chiedono piu’ sicurezza, piu’ controlli, il rispetto delle regole del vivere civile. Protestano, da piazza Matteotti fino a piazza dei Martiri, contro le baby gang che impazzano in citta’ nelle notti di una movida sempre piu’ molesta. A capo del corteo, uno dei manifestanti ha fatto l’appello, chiamando uno per uno sindaco, questore, prefetto, tutti ‘colpevoli’, a loro avviso di essere “assenti”. “Chiamiamo la polizia e ci sentiamo dire che occorre telefonare ai carabinieri – dice Gennaro Esposito, presidente del Comitato per la quiete pubblica e la vivibilita’ – chiamiamo i carabinieri e ci dicono che tocca ai vigili urbani e quando alla fine ci rivolgiamo a loro ci sentiamo dire: ‘Non abbiamo uomini e mezzi’. Cosa dobbiamo fare?”. In Galleria Umberto, i manifestanti si sono disposti in cerchio, con i loro ombrelli colorati, gli striscioni, e la richiesta di una citta’ tranquilla. Di giorno e di notte. Durante il corteo si ricorda l’ennesima aggressione ieri sera ad opera di una baby gang: “Ieri e’ toccato a un ragazzo, domani potrebbe essere il turno di un vostro figlio”. Dito puntato anche contro la movida ‘violenta’, caratterizzata da “confusione e schiamazzi ogni notte fino all’alba, che ci impedisce di dormire”. Bisogna, come spiegano, rimettere mano all’ordinanza sindacale sulla movida. “Quella che e’ stata emanata non funziona – lamenta Esposito – scontenta tutti”. Occorre intervenire “revocando licenze e autorizzazioni” perche’ “e’ inammissibile che in 40 metri ci siano 40 baretti”. Anche per la movida i “responsabili” sono sindaco, prefetto e questore. Contro di loro, numerosi cori. Luigi de Magistris, invece, insieme con il fratello Claudio e l’assessore ai Giovani, Alessandra Clemente, finisce in una riscrittura di “La felicita’” di Albano e Romina, cantata da un gruppetto di bambini, scesi in piazza insieme con i genitori.

Cadavere decapitato vicino ai binari: é giallo nel Casertano

Cadavere decapitato nei casertano. E’ il classico giallo tipico dei serial del crime americano.Una scoperta choc, quella avvenuta ieri mattina sui  binari della tratta Roma-Napoli tra le stazioni ferroviarie di Sparanise e Pignataro Maggiore infatti è stato rinvenuto il corpo decapitato di Pasquale De Biasio, 42enne di Calvi Risorta che in maniera apparentemente inspiegabile si trovava sulle rotaie a poche centinaia di metri di distanza dallo scalo ferroviario di Sparanise. È stato il macchinista di un treno proveniente da Cassino e diretto a Caserta a fare la macabra scoperta; dopo aver oltrepassato la stazione di Spranise, come racconta l’edizione di Caserta de Il Mattino, notando qualcosa sui binari, ha fermato il convoglio e ha trovato il cadavere di un uomo decapitato. Accorsa sul posto, la squadra mobile di Caserta ha proceduto ai primi accertamenti sul cadavere, dilaniato e senza testa. La dinamica dell’incidente è tutt’altro che chiara e gli investigatori stanno prendendo in considerazione entrambe le ipotesi: suicidio e omicidio. Dalle informazioni acquisite, però, la tesi di un impatto con un treno in corsa sembrerebbe da scartare, in quanto la lacerazione tra corpo e testa sarebbe troppo netta per essere la conseguenza del passaggio di un treno. A destare perplessità sono poi alcuni elementi rilevati sul luogo della tragedia. A partire dalla esigua quantità di sangue rinvenuto. Pare infatti che le tracce siano decisamente scarse per uno scontro di tale gravità. I precedenti indicano infatti che l’area circostante all’impatto con un treno raramente rimane “pulita” da tracce e segni di varia natura. Ma c’è un terzo elemento a destare nuovi dubbi sulla natura del decesso: le condizioni atmosferiche. Gli investigatori credono che l’orario della morte sia da riferire a poche ore prima del ritrovamento; forse nelle prime ore del mattino, quando comincia il quotidiano traffico ferroviario regionale. E il primo treno della giornata di venerdì ha fatto scalo a Sparanise intorno alle 5 del mattino, così come ogni giorno.

Nella zona dove è stato ritrovato il cadavere ieri c’è stata pioggia sin dalla mattina, mentre al momento del ritrovamento sembrerebbe che il corpo non fosse bagnato. Circostanze decisamente anomale, che farebbero suscitare nuove incertezze tra gli investigatori. E quindi questo farebbe scartare l’ipotesi del suicidio. E’ probabile invece che, per motivi ancora oscuri, l’uomo sia stato ucciso altrove e poi qualcuno abbia voluto inscenare (non riuscendovi) un suicidio. Inoltre l’auto dell’uomo è stata ritrovata poco distante dal luogo del decesso, parcheggiata in una strada provinciale adiacente ai binari. Sul corpo di Pasquale De Biasio, operaio residente nella frazione di Calvi Risorta Visciano, è stato intanto disposto l’esame autoptico dal magistrato di turno della Procura di Santa Maria Capua Vetere.

Napoli: Maurizio Estate, un eroe da non dimenticare

“ Il 17 maggio prossimo cadrà il venticinquesimo anniversario, esattamente un quarto di secolo, dal brutale assassinio di Maurizio Estate, spirato tra le braccia del padre, dopo che gli avevano sparato per essere intervenuto, poco prima, sventando uno scippo – ricorda Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari che, dopo lustri di battaglie condotte insieme ai familiari di Maurizio, finalmente vede riconosciuto il proprio impegno sociale, con l’attuazione dell’ordine del giorno votato all’unanimità dal Consiglio comunale fin dal lontano 1994 –. Il grave fatto di sangue avvenne a Napoli, il 17 maggio 1993, al vico Vetriera a Chiaia, dove una lapide, apposta alcuni anni addietro, ricorda la nobile figura di questo giovane che ancora oggi rappresenta un fulgido esempio, per tanti, di altruismo e di amore per il prossimo, e dove, finalmente, dopo incomprensibili quanto ingiustificabili ritardi, lunedì prossimo, alla presenza delle massime autorità cittadine, avverrà l’apposizione della targa toponomastica con l’intitolazione del largo al giovane eroe, medaglia d’oro al valore civile “. “ Negli anni passati, in occasione della commemorazione, sono stati presenti anche gli alunni di una scuola media statale che ha assunto Maurizio Estate come simbolo di eroismo, realizzando pure un filmato dove si descriveva la vita della giovane vittima della criminalità – continua Capodanno -. Tra i tanti riconoscimenti vanno menzionate le parole, in occasione della commemorazione del 17 maggio 2005, del primo cittadino del capoluogo partenopeo, che, nel ricordare il giovane, il quale, quando fu ucciso, aveva appena 23 anni e stava per sposarsi, lo paragonò a Nicola Calipari, il funzionario del Sismi che si gettò su Giuliana Sgrena per difenderla “.
“ Leggendo la lapide dedicata a Maurizio – conclude Capodanno – vengono in mente le parole del fratello: “Spero che questa lapide sia di monito per i giovani, altrimenti ci piegheremo alla barbarie. Ricordare è importante, una città senza memoria non ha futuro. È facile andare via, il difficile è vivere qui a Napoli. Ma non possiamo andarcene. Dobbiamo sperare ed essere sempre di più a farlo“ “.

La mamma di Gaetano: ‘Chi ha visto denunci, basta violenza sui ragazzi’

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La mamma di Gaetano, il ragazzo di Melito ferito dalla baby gang all’esterno della stazione della Metro di Chiaiano lancia un appello e chiede a tutti di denunciare ciò che hanno visto. Dopo il ferimento di suo figlio 15enne ieri sera – che gli è costata l’asportazione della milza nell’operazione all’ospedale di Giugliano – dopo una rissa alla stazione della metro di Chiaiano, la mamma del ragazzo dice: “Chi ha visto qualcosa che può servire alla forze dell’ordine ci aiuti e sporga denuncia”, ha detto alla tv locale Napoli nord web. Dalla ricostruzione dell’accaduto è emerso che il branco di ragazzi ha preso di mira un gruppetto di adolescenti per futili motivi.  E’ ancora in sala di Rianimazione, ma è vigile e cosciente il 15enne aggredito. Gaetano, nonostante l’intervento chirurgico nel corso del quale gli è stata asportata la milza, è riuscito a raccontare alla polizia che sta indagando sul fatto quando avvenuto in quei pochi minuti di terrore. Era in compagnia di due suoi cugini quando, all’improvviso e senza alcun motivo, è stato circondato da un gruppo di 10-12 ragazzini che hanno iniziato prima a insultarli, poi a strattonarli e, infine, a sganciare calci e a sferrare pugni.

I due cugini della vittima hanno fatto in tempo a fuggire, mentre Gaetano è rimasto a terra, continuando a subire violenza. Molto sofferente, il 15enne è riuscito a tornare a casa a Melito e, in preda a dolori lancianti e livido in volto, è stato accompagnato presso l’ospedale San Giuliano di Giugliano in Campania dai genitori. Qui gli accertamenti medici hanno fatto luce sulle sue condizioni di salute: milza spappolata che è stata poi asportata. I tre ragazzi erano partiti da Melito per raggiungere, in metro, alcuni amici, ma la loro serata di divertimento si è trasformata in un vero e proprio incubo. Sconvolti i parenti, tutti incensurati e lavoratori, che sono in apprensione e in attesa nelle sale del nosocomio giuglianese. Intanto gli investigatori stanno stringendo il cerchio attorno ai giovani aggressori. Un aiuto fondamentale viene offerto dagli impianti di videosorveglianza che sono fuori e dentro la stazione. La baby gang sembra abbia le ore contate. Le sue condizioni cliniche sono migliorate.Uscito dalla sala operatoria dell’ospedale di Giugliano dove gli è stata asportata la milza, è ricoverato in una stanza ed ha chiesto di mangiare. La mamma gli è sempre vicino e non lo lascia un attimo. I medici monitorano lo stato di salute che al momento non desta preoccupazioni.

Shopping al Nord con banconote false stampate a Napoli: presi due fratelli

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Fanno shopping al Nord con banconote false stampate in una tipografia Napoli, arrestati 2 fratelli. E’ accaduto a Cortona in provincia di Arezzo. I due fratelli sono stati arrestati per spendita e spaccio di banconote false in negozi. Indagini in corso da parte dei carabinieri per risalire ai complici. Spendono banconote false stampate a Napoli: cosi’ due fratelli di 20 e 26 anni di origine siciliana residenti a Monte San Savino sono stati arrestati dai carabinieri di Cortona. Secondo i carabinieri i due, nel novembre scorso, si sono presentati in un negozio di Camucia acquistando merce per un valore di 100 euro. La proprietaria del negozio, intuendo che i soldi fossero falsi, ha segnalato il fatto ai carabinieri. Le indagini, caratterizzate anche dall’analisi delle celle telefoniche situate nei punti dove erano stati fatti acquisti, sono arrivate ad individuare i due siciliani. I carabinieri hanno atteso il loro ritorno a casa dei due trovando, dopo il controllo, 15.000 euro in banconote false da 50 euro: erano nascoste in appositi spazi ricavati nelle loro auto. I due sono stati arrestati per spendita di banconote false. Le indagini hanno permesso di rintracciare la ‘tipografia’ napoletana dove le banconote venivano stampate gia’ chiusa dai carabinieri napoletani.

Mugnano, incensurato gestiva piazza di spaccio: arrestato

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Un giovane di Mugnano di Napoli stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile di Avellino con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Nella sua abitazione, dove gli agenti hanno fatto irruzione dopo settimane di indagini e appostamenti, sono stati trovati quasi 2 kg di hashish suddivisi in 18 panetti nascosti in una intercapedine del ballatoio. Nel corso della perquisizione, scoperti anche 850 grammi di marijuana in tre buste di cellophane termo saldate, nascosti in un incavo ricavato nel muro dove era installata un’autoclave. Il 25enne, incensurato, aveva avviato una fiorente attività di spaccio: oltre che presso la propria abitazione, molto spesso raggiungeva i suoi clienti, molti giovani ed anche numerosi pregiudicati locali, direttamente a domicilio. Al pusher sono stati anche sequestrati 2 mila euro.

La coppia arrestata a Poggibonsi dopo un inseguimento aveva compiuto una rapina a Napoli

Siena. Erano scappati con un’auto rubata e speronato la gazzella dei carabinieri: la coppia arrestata il 4 gennaio a Siena è responsabile di una rapina ad un supermercato in provincia di Napoli. Ad incastrarli la pistola scacciacani sequestrata dopo l’arresto e riconosciuta dalle immagini del supermercato rapinato. Dagli accertamenti fatti in collaborazione con il comando provinciale dei carabinieri di Napoli è emerso che il 23enne e la 17enne due giorni prima avevano compiuto una rapina a mano armata in un supermercato nell’hinterland napoletano. Dopo aver minacciato le cassiere erano riusciti a fuggire con circa 2.000 euro. Secondo gli investigatori dell’Arma, la pistola scacciacani priva di tappo rosso e ritrovata nell’auto rubata nell’arresto a Poggibonsi è la stessa con cui i due avevano compiuto la rapina nel supermercato. Di qui, una nuova accusa.

Compensi da strutture private, l’Asl Na 2 Nord licenzia quattro medici

Napoli. L’ASL Napoli 2 Nord ha dichiarato cessato il contratto di lavoro con tre medici di famiglia e un medico della medicina dei servizi che avevano ricevuto indebitamente compensi da strutture private. L’iter aveva preso il via lo scorso luglio a seguito degli abituali controlli che il Servizio Ispettivo Amministrativo dell’ASL, in base a quanto previsto dalle norme, effettua annualmente su un campione casuale del 5% dei dipendenti e dei professionisti convenzionati. In quell’occasione gli ispettori dell’Asl, avvalendosi della banca dati dell’Agenzia delle Entrate, avevano verificato che i professionisti avevano percepito compensi da strutture sanitarie private, in contrasto con quanto previsto dal contratto di lavoro. Successivamente, l’istruttoria era proseguita chiedendo chiarimenti direttamente ai professionisti coinvolti. In particolare uno dei quattro medici, al di fuori del proprio contratto di lavoro, aveva percepito redditi complessivi per oltre 45.000 euro da tre diverse strutture convenzionate col Sistema Sanitario Regionale. Nel dicembre scorso il Collegio Arbitrale regionale deputato a valutare le inadempienze contrattuali dei Medici di Medicina Generale e dei Medici della Medicina dei Servizi ha deliberato in tutti e quattro i casi l'”applicazione della pena di cui al comma 5, art. 17 che prevede la cessazione del rapporto convenzionale”. Nei giorni scorsi l’ASL Napoli 2 Nord ha preso atto di quanto deciso dal Collegio Arbitrale ed ha deliberato la cessazione del rapporti di lavoro coi quattro medici oggetto di ispezione.

Napoli, quindicenne pestato da una baby gang: operato alla milza. E’ grave

Napoli. Quindicenne aggredito da una baby gang a Chiaiano: i medici gli asportano la milza. E’ ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale “San Giuliano” di Giugliano in Campania, ma è vigile e cosciente, il 15enne che nel tardo pomeriggio di ieri è stato aggredito e malmenato senza apparente motivo da un gruppo di ragazzini all’esterno della metropolitana di Chiaiano, a Napoli. Il ragazzino è stato sottoposto a operazione per l’asportazione della milza. Sono immediatamente scattate le indagini della Polizia di Stato, impegnati gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Napoli e dei Commissariati di Scampia e Chiaiano, a disposizione anche le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona. Secondo un’iniziale ricostruzione, il 15enne, di Melito, era in compagnia di due amici quando, all’esterno della stazione della metropolitana di Chiaiano. I tre amici erano diretti a Qualiano ma sono stati aggrediti all’improvviso da un gruppo di giovanissimi, almeno una decina. I due amici sono riusciti a divincolarsi e scappare, mentre il 15enne è stato circondato e picchiato. Al termine dell’aggressione è riuscito a tornare a casa per essere poi trasportato nel vicino ospedale di Giugliano, dove è stato sottoposto all’intervento chirurgico per l’asportazione della milza.

Spari al rapper Tsunami, il 18enne indagato si difende: “Sono venuti sotto casa, erano in cinque”

Si difende il ragazzo di Contrada sospettato di aver teso un agguato al rapper di Serino Tsunami, al secolo Federico Petrone: “Federico è venuto a cercarmi. In cinque sotto casa mia”. Questo è quanto ha raccontato al pm il ragazzo diciottenne accusato di aver sparato a Federico Petrone.
Si procede a colpi di ricostruzioni per risalire al movente che ha provocato il ferimento del giovane artista ventunenne, avvenuto martedì sera a Contrada. La versione dell’aggressore è diversa da quella fornita dalla vittima. Attraverso i suoi legali, Ettore Freda ed Edoardo Fiore – che segue anche il papà denunciato per omessa custodia dell’arma, legalmente detenuta -, racconta fatti diversi. Sarebbe stato il rapper di Serino a recarsi sotto casa del feritore insieme ad altri ragazzi, ma non attirato in una trappola, come da lui stesso dichiarato. E, secondo il diciottenne, con intenzioni tutt’altro che pacifiche. Ne sarebbe nata una discussione e poi il ferimento con il revolver portato dall’abitazione. Ma non ci sarebbe stata, a quanto dichiarano gli avvocati del feritore, l’arma che si inceppa quindi la volontà di uccidere come invece ritiene il difensore della vittima. La stessa ricostruzione del giovane resa al pm Antonella Salvatore che era di turno la sera del ferimento e quindi confermata dal magistrato Teresa Venezia che ha assunto il coordinamento delle indagini, ha portato alla formulazione dell’accusa di lesioni, reato punibile con una reclusione di venti giorni escludendo quindi il ricorso alla misura detentiva. In sostanza il giovane non è ritenuto in grado fuggire, inquinare le prove o reiterare l’azione.
Versione opposta a quella fornita da Federico: “Mi ha puntato la pistola alla testa, ma il colpo non è partito. Voleva uccidermi”. Poi avrebbe sparato una seconda volta. In questo caso, il proiettile lo ha centrato al braccio sinistro, all’altezza della spalla.
Per i genitori, Nicola e Maria Pia Petrone è stato un miracolo che il proiettile abbia colpito all’altezza della spalla, qualche centimetro più in là è le conseguenze sarebbero state ben diverse.
Nobile Viviano, avvocato di Federico Petrone, ha presentato una memoria alla Procura della Repubblica di Avellino. Ieri Federico è stato sottoposto ad un intervento chirurgico all’ospedale Moscati di Avellino, perfettamente riuscito.
Nell’ospedale in cui è ricoverato il ragazzo di Serino, è stato predisposto un servizio di controllo da parte dei vigilantes per evitare eventuali problemi anche per i sanitari. La richiesta è stata avanzata alla direzione generale dell’azienda dallo stesso legale della famiglia Petrone, che non nasconde i propri timori per l’incolumità del ventunenne. Non sono da escludere ulteriori sviluppi a stretto giro di tempo. Gli investigatori stanno controllando i messaggi via whatsapp e attraverso Facebook che si sarebbero scambiati vittima e feritore, importanti per una ricostruzione puntuale. Appare confermato il movente: la contrastata relazione sentimentale tra il ventunenne di Serino e la sorella del diciottenne di Contrada. A Federico Petrone continuano ad arrivare attestati di vicinanza e di solidarietà.

Chef Resya, il piatto salutare di oggi: burgers di soia al forno e zucchine al vapore con noce moscata

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Ecco il piatto del sabato di Chef Resya. Per i lettori di Cronachedellacampania, la giovane chef napoletana propone sempre patti salutari e nel segno della buona cucina. Questo il piatto di oggi:
Torretta di gallette di riso e soia, burgers di soia al forno e zucchine al vapore con noce moscata

INGREDIENTI PER 2 PERSONE:

300 gr di soia disidratata in fiocchi
1 patata bollita di medie dimensioni
2 zucchine medie
q.b. pangrattato
un pizzico di noce moscata
un pizzico di curcuma in polvere
1/2 cipolla
poco sale
un filo di olio EVO

PROCEDIMENTO:

mettete la soia in ammollo in acqua fredda per 5 minuti; una volta che la soia si sarà ammorbidita, frullarla fino a ridurla in una crema omogenea; trasferire la crema di soia in una ciotola e inserire tutti gli altri ingredienti, comprese le spezie, tranne le zucchine e la 1/2 cipolla; amalgamare il tutto fino a che l’impasto diventi morbido e compatto; una volta ottenuto un composto omogeneo formare dei burgers a mano o con un coppapasta.
Tagliare la 1/2 cipolla finemente e farla spegnere lentamente in una padella antiaderente calda; tagliare le zucchine a rondelle e riversarle nella stessa padella, cuocerle per 10 minuti, nel frattempo, cuocere i burgers di soia in una padella di ghisa, 3 minuti per parte. Aggiungere alle zucchine un filo d’olio extra vergine d’oliva.

IMPIATTAMENTO:

1 piatto bianco che esalta i colori
formare una torretta in questo modo: una galletta di riso, un burger, uno strato di zucchine cotte, un burger, una gallettta; a finitura zucchine e una foglia di basilico (come da foto)