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Baby gang a Napoli, il sottosegretario: ‘Togliere i figli ai camorristi’

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“Occorre spezzare le catene dell’omertà ed essere duri con il crimine, dal tavolino abusivo al giro senza casco in motorino. Abbiamo strutture di eccellenza, la Procura dei minorenni, il carcere di Nisida che è un luogo di riscatto, ma la questione genitoriale va affrontata anche con sanzioni più dure come i provvedimenti adottati a Reggio Calabria, dove i figli sono stati sottratti ai boss della ’ndrangheta”. Questa la proposta avanzata in un forum a il Mattino dal sottosegretario alla Giustizia, . Per il vice ministro napoletano è importante innescare un processo virtuoso che coinvolga la cittadinanza, che può avere un ruolo attivo: “Bisogna mettere in collegamento le energie positive della società e le istituzioni. Mercoledì scorso sono stato presso la Corte d’Appello di Roma, dove è stato fatto appello ai cittadini per cercare tutori per i minorenni degli immigrati sbarcati in Italia. Ebbene, sono arrivate tantissime domande, non ce l’aspettavamo. Anche in questo caso, qui a , riusciremo a risolvere le cose se riusciremo a tenere dentro la città, a coinvolgere i cittadini. Ma serve certamente maggiore capacità di coordinamento. Da molto tempo necessita di una attenzione speciale, credo che nel corso di questi anni ci sia stata una crescita di attenzione”, conclude il sottosegretario riferendosi alla videosorveglianza.

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