LA TRAGEDIA A BISCEGLIE

Non accetta la separazione e lancia la moglie dal balcone prima di uccidersi

I corpi trovati l'uno accanto all'altro davanti al garage condominiale. Una vicina ha sentito le urla disperate della 54enne. L'ennesimo intollerabile femminicidio
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Bari – Ancora sangue, ancora una donna vittima della ferocia di un uomo che diceva di amarla. A Bisceglie, nel nord Barese, si è consumato l’ennesimo e intollerabile femminicidio. Un uomo di 61 anni ha scagliato la moglie di 54 anni giù dal balcone della loro abitazione, per poi gettarsi a sua volta nel vuoto.

I due corpi senza vita sono stati rinvenuti l’uno accanto all’altro sulla discesa del garage condominiale. Le indagini dei carabinieri sono attualmente in corso sul posto per ricostruire ogni dettaglio dell’omicidio-suicidio. Le vittime sono Patrizia Lamanuzzi e Luigi Gentile. Sarebbero precipitate da un’altezza di tre metri, dal balcone della loro abitazione in via Vittorio Veneto a Bisceglie.

Il rifiuto della separazione

Alla base di questo orrore si cela un copione atrocemente noto e ripetitivo: l’incapacità ossessiva e violenta dell’uomo di accettare la fine di una relazione. La coppia, infatti, aveva avviato le pratiche e si stava separando. Questa dinamica rende la tragedia non solo inspiegabile, ma del tutto inaccettabile per una società civile che continua a contare le vittime.

La testimonianza e le urla

Il dramma si è consumato in pochissimi istanti, lasciando sotto choc i residenti del palazzo e l’intero quartiere. Una vicina di casa ha fornito ai militari le prime e più drammatiche testimonianze su quanto accaduto in mattinata. La donna ha raccontato di aver sentito le urla disperate della vittima un attimo prima di vederla cadere fatalmente sull’asfalto.

Una famiglia distrutta

Questo intollerabile gesto di prevaricazione maschile lascia dietro di sé solamente macerie, rabbia e un dolore incancellabile. Marito e moglie lasciano due figli, i quali risiedono rispettivamente a Trani e in Svizzera. I due si ritrovano oggi a fare i conti con l’eredità devastante di una violenza vile, insensata e purtroppo ancora troppo diffusa.

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