La battaglia per la bonifica del bacino idrografico più inquinato d’Europa segna un nuovo, decisivo punto a favore della legalità. Nell’ambito della vasta operazione denominata Rinascita Sarno, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, i Carabinieri del Gruppo Tutela Ambientale e del Comando Provinciale di Napoli hanno messo i sigilli al cantiere Nautica Amitrano. L’intervento, che ha visto la partecipazione tecnica degli esperti dell’Arpac, ha fatto emergere uno scenario di totale spregio per le normative vigenti in materia di protezione dell’ecosistema.
L’attività di rimessaggio, verniciatura e riparazione delle imbarcazioni procedeva infatti in totale assenza dell’Autorizzazione Unica Ambientale. Un vuoto normativo che nascondeva una realtà sistematica di violazioni su tre fronti critici: acqua, suolo e aria. Gli inquirenti hanno accertato che i reflui industriali derivanti dalle lavorazioni e dal lavaggio dei piazzali non venivano convogliati verso impianti di depurazione, ma sversati direttamente nel sottosuolo attraverso pozzi assorbenti. Un espediente utilizzato per abbattere i costi di gestione che ha provocato un danno diretto alle matrici ambientali e al litorale antistante.
Le indagini condotte dai militari del Noe di Napoli e Salerno hanno inoltre svelato una gestione dei rifiuti totalmente fantasma. Dal 2021 a oggi, il cantiere non avrebbe mai effettuato uno smaltimento regolare, data la totale assenza di registri o documenti che attestassero il corretto conferimento degli scarti di lavorazione. Anche le operazioni di verniciatura venivano eseguite all’aperto o comunque senza i necessari sistemi di captazione delle polveri e dei fumi, liberando emissioni nocive direttamente nell’atmosfera a pochi passi dal mare.
Il rischio concreto è che il mix di sostanze inquinanti abbia pesantemente compromesso lo specchio d’acqua compreso tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, un tratto di costa già martoriato da decenni di scarichi abusivi. Nonostante il sequestro della struttura, i Carabinieri non hanno apposto i sigilli alle circa quarantacinque imbarcazioni attualmente in rimessaggio nel piazzale, che restano a disposizione dei proprietari. Questo nuovo blitz arriva a stretto giro dal clamoroso sequestro del polo nautico Marina di Stabia, confermando una pressione costante degli organi inquirenti sulla filiera nautica della zona.





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