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Aggressione al parco: arrestato un ventunenne

Un 21enne è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di essere il presunto autore dell’aggressione alla 17enne trovata gravemente ferita la mattina del 14 ottobre scorso nel parco dell’Ambrogiana di Montelupo Fiorentino (Firenze). Il giovane è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal gip su richiesta della procura fiorentina. I reati che gli vengono contestati sono rapina e tentato omicidio.

La storia di Lòngola si arricchisce: Dall’Osso … alla Regia Cavallerizza

Il sito archeo fluviale di Lòngola è una realtà, bon gré o mal gré, come dicono i nostri cugini d’Oltralpe. Potrà piacere o no, insomma, suscitare polemiche (più efficaci durante i lavori, non postume) o consensi a pioggia nel WEB – come sta accadendo – ma il sito di Lòngola è ormai una realtà.
Ora è dunque tempo di cominciare a traguardare il futuro possibile di Lòngola.
Però, anche il passato di Lòngola merita maggiore e più attenta considerazione, visto che esso inaspettatamente va arricchendosi.
Recentemente infatti nelle “terre della Lòngola”, oggi in territorio comunale di Striano, è stata individuata – grazie alle meritorie ricerche archivistiche di tre giovani ricercatori – la presenza di una attiva Cavallerizza regia in età Aragonese, forse l’epoca più gloriosa per la Città e per il Regno di Napoli.
Intanto, le indagini archeologiche ad ampio spettro su Lòngola, sito “perifluviale” in età protostorica, hanno dato frutti di importanza insperata e straordinaria, che hanno aperto squarci nuovi di rilettura revisionistica della storia della Campania “campana” e preromana.
Tale storia è scritta nelle circa 8.000(!) casette piene di circa 5.000 piccoli reperti archeologici tra cui : oggetti in metallo, in legno, in pietra, in osso, in cotto, in pasta vitrea.
Ma soprattutto l’ Ambra e le tante Forme di fusione per Bronzo e Ferro stanno ad attestare frequentazioni privilegiate, assolutamente “nuove” e mai prima indagate, delle genti campane con le popolazioni baltiche per l’ambra e con quelle sarde e ispaniche, nel Mediterraneo occidentale, per i minerali ferrosi. Cioè una gravitazione campana verso terre a Nord e a Ovest, piuttosto che al Sud e ad Est, verso l’evoluto e vicino mondo greco.
E va dato atto – stavolta davvero e soltanto postumo – alla battaglia tenace e sfortunata che l’archeologo preistorico Innocenzo DALL’OSSO affrontò da solo, per affermare le radici della protostoria campana, avendo contro il compatto fronte dell’Archeologia togata sua contemporanea.
Quest’ultima era invece decisamente votata alla magnificazione della Romanità e alla esaltazione delle testimonianze protostoriche e preistoriche del Nord d’Italia, allora avvolto nella bandiera italiana e savoiarda, sventolata fino a Teano da ‘o generale Garibbardo.
Alla Cavallerizza aragonese Longoliana e al perspicace archeologo DALL’OSSO, ingiustamente perseguitato dal potere postunitario, dedicheremo doveroso spazio nelle colonne di questo giornale on line.

Federico L.I. Federico

Cinema: In-corti ravvicinati all’Avanposto

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Comincerà mercoledì 7 marzo e si svolgerà con cadenza settimanale per tutto il mese, presso il Teatro AvaNposto Numero Zero, la rassegna cinematografica IN-CORTI RAVVICINATI ideata e curata dal regista Andrea Piretti. La manifestazione prevede le proiezioni di sei cortometraggi a tema libero, due ogni sera, scritti e diretti da altrettanti autori napoletani entro i trent’anni d’età, seguite da dibattiti con il pubblico e gli addetti ai lavori del territorio, registi, sceneggiatori e operatori culturali, per offrire una vetrina importante ai giovani cineasti e avviare un confronto costruttivo sulle opere presentate e sul cinema napoletano contemporaneo. Il ciclo di eventi si chiuderà mercoledì 28 marzo con una tavola rotonda, ricca di ospiti e per l’intera sua durata, lo spazio accoglierà le opere fotografiche selezionate del collettivo Pròteo Photo Research.

Il calendario

Mercoledì 7 marzo 2018, ore 20.30

IL CAPITANO, regia di Antonio Longobardi (26’)

LYPSO, regia di Enzo Capaldo (15’)

Mercoledì 14 marzo 2018, ore 20.30

INVISIBLE, regia di Sergio Pontillo (16’)

QUIET GENERATION, regia di Antimo Campanile (15’)

Mercoledì 21 marzo 2018, ore 20.30

ANTONIO SUGLI SCOGLI, regia di Alessandro Gattuso (14’)

ANNA, regia di Andrea Piretti (26’)

Morì dopo il parto della terza figlia: condannati due medici dell’ospedale di Salerno

Due ginecologi dell’ospedale Ruggi di Salerno sono stati condannati perchè accusati della morte della trentacinquenne di Futani, Stefania Ruocco. Sentenza di condanna per Gennaro Luongo, primario del reparto di Ginecologia, e il collega Carmine Pagano per i quali la pena è stata di un anno a testa mentre sono stati assolti gli altri medici che la sottoposero ad un intervento di isterectomia: il chirurgo Francesco Marino e l’anestesista Vito Antonio Miele.
La giovane donna morì nel maggio 2011, una settimana dopo aver partorito la sua terza bambina. Ci sono voluti sette anni per arrivare alla definizione del caso per il quale il marito si è costituito parte civile tramite gli avvocati Andrea Castaldo e Laura Ceccarelli.
L’ipotesi portata avanti dall’accusa è che a provocare l’emorragia, che le sarebbe poi stata fatale, sia stata la placenta accreta: in pratica la placenta, che normalmente si stacca dall’utero dopo il parto per essere poi espulsa, sarebbe stata attaccata più in profondità, aderendo allo strato muscolare di cui sono costituite le pareti dell’utero. Sarebbe iniziato da questo il lungo travaglio di Stefania: dal distacco chirurgico della placenta.
Stefania che aveva rinunciato al ricovero presso l’ospedale di Vallo della Lucania perché a Salerno si sentiva più serena. Alle 23.00 della sera del 4 maggio nasce Maria Pia e mentre tutti attendono l’uscita della mamma dalla sala parto, la neo mamma viene sottoposta ad un delicato intervento chirurgico, forse per una emorragia interna. Alle 4 del mattino, dopo ben cinque ore dal cesareo, esce dalla sala operatoria. I medici le danno poche possibilità di sopravvivenza. Il giorno successivo ha altre complicazioni. Viene riportata in sala operatoria alle 13.00 del 6 maggio per asportarle la milza. Nonostante una serie di arresti cardiaci, resta in vita. Viene sottoposta ad una Tac da cui risulta un edema. Il 9 maggio va in coma e due giorni il triste epilogo.

Furbetti del cartellino al comune di Acerra: 40 condannati, 20 assolti

Furbetti del cartellino al comune di Acerra: 40 condannati e venti assolti. Si è conclusa così l’inchiesta nata nel 2013 denominata “Fuori dal comune” che coinvolse 62 dipendenti comunali. la sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Anna Imparato del tribunale di Nola. Per tutti le condanne variano dagli otto ai dieci mesi di carcere pensa sospesa, con una multa che va da 400 agli 800 euro. Per 4 imputati il Tribunale ha concesso la sospensione a patto che questi lavorino per 10 giorni gratis per sei ore settimanali salva diversa volontà dell’imputato fino ad un massimo di otto ore. I condannati hanno tutti annunciato il ricorso in Appello in vista di una possibile prescrizione.Tutti i condannati saranno tenuti a pagare oltre alle spese processuali ed al risarcimento del danno patito dalla parte civile, anche una provvisionale di 5mila euro per le spese sostenute dal Comune di Acerra. Assolti per particolare tenuità del fatto: Giovanni Bicucci, Cuono Cucco, Salvatore De Maria, Francesco Durante, Vincenzo Esposito (di 63 anni), Vincenzo Lucio Messina, Domenico Pannella, Antonio Paolella, Biagio Piscopo, Ciro Rea, Giovanni Salierno, Vincenzo Sgambato, Salvatore Siciliano, Lino Terracciano, Dante Travaglino e Gennaro Tufano. Sono stati invece assolti perché il fatto non sussiste: Vincenzo Esposito (di 62 anni), Giuseppe Ianniello, Lina Lupoli, Francesco Pirolo. Ora si attendono le motivazioni della sentenza per presentare i ricorsi in appello.

 

Va due volte in ospedale nello stesso giorno, rimandato a casa: lungo la strada muore. Aperta un’inchiesta

Va due volte al pronto soccorso nella stessa giornata e per due volte viene dimesso. Ma mentre torna a casa la seconda volta muore: aperta un’inchiesta. E’ l’ennesima triste storia di malasanità in Campania: E’ accaduto all’ospedale di Eboli. La vittima si chiamava Renato Maffia, 52 anni, noto musicista di Campagna, lascia la moglie e 4 figli. Sulla sua morte è stata aperta un’inchiesta dopo la denuncia presentata dalla moglie Loredana Rufolo. I carabinieri hanno sequestrato le cartelle cliniche e su disposizione della magistratura la salma è stata posta sotto sequestro in attesa dell’autopsia. L’uomo nell’andare al pronto soccorso aveva detto ai medici due volte di avvertire forti dolori al petto. La prima volta martedì mattina poi dopo le visite di routine è tornato a casa. Nel dopo pranzo ha avvertito di nuovo dolori. E’ andato di nuovo in ospedale. E anche questa volta dopo le visite è stata rimandato a casa. Ma lungo la strada ha avuto un infarto ed è morto in auto. Ora sarà la magistratura a chiare le cause ed eventuali colpevoli della sua morte.

 

Napoli, troppi pazienti al Cardarelli: attivata l’unità di crisi

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Attivata al Cardarelli l’unità di crisi per la gestione del “super afflusso” di pazienti degli ultimi giorni. “Non possiamo scegliere quanti pazienti debbano arrivare al nostro pronto soccorso – ha spiegato in una nota il direttore generale del nosocomio, Ciro Verdoliva – ma adesso siamo in grado di governare l’emergenza. Il Cardarelli ha voltato pagina. Prevedendo ogni possibile scenario si riesce a tamponare anche giornate di super afflusso come le ultime che abbiamo vissuto. I dati odierni sono comunque ben superiori alla normale straordinarietà alla quale siamo abituati”. Grazie al lavoro della cabina di regia voluta dal direttore generale “la continuità assistenziale non è mai venuta meno, né tantomeno l’attività chirurgica d’emergenza. Al momento – si legge ancora nella nota – l’Unità di crisi sta valutando ogni singolo caso, per definire quali pazienti trasferire una volta ottenute le disponibilità. Allo stesso modo la Direzione generale ha garantito senza soluzione di continuità l’attività della chirurgia epatobiliare e del centro trapianti. Sono invece stati differiti di qualche giorno interventi di elezione non classificati ‘urgenti’. Per 10 giorni si è provveduto ad integrare il personale sia medico che infermieristico e Oss per riportare alla soglia di accettabilità il rapporto operatori sanitari-pazienti”. C’è stata ” grande sinergia con il Governo regionale – ha sottolineato Verdoliva – e il lavoro in rete tra la Direzione generale salute regionale e tutti i colleghi Direttori delle Asl e Aziende ospedaliere, evidenzia l’impegno di tutto il personale dell’Azienda che, ancora una volta, non si sta sottraendo ad un sforzo straordinario, e i risultati si vedono e sono tangibili”.

Processo Rudy Guede: no alla revisione

E’ arrivato il no della Cassazione alla revisione del processo per Rudy Guede, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio e la violenza sessuale sulla studentessa inglese Meredit Kercher. La quinta sezione penale ha rigettato il ricorso della difesa dell’ivoriano contro la decisione della corte d’Appello di Firenze, che il 10 gennaio 2017 aveva dichiarato inammissibile la richiesta di revisione.

La difesa lamentava un “contrasto tra giudicati”, tra la sentenza a Guede e quella a Amanda Knox e Raffaele Sollecito.

Per Rudy Guede, giudicato con rito abbreviato, la condanna definitiva a 16 anni per concorso in omicidio per il delitto di Perugia è arrivata nel 2010.

Nel 2015, poi, la Cassazione pronunciò le assoluzioni di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Secondo i legali di Guede, queste due sentenze sarebbero inconciliabili.

Caivano, smantellata la piazza di spaccio nelle Iacp: due in manette

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Questa mattina, gli agenti della Polizia di Stato, del Commissariato di “Afragola”, hanno arrestato Gennaro Verdemare, con pregiudizi di polizia e Santomartino Giovanni, rispettivamente di anni 25 e 45 anni, per i reati di detenzione e spaccio di stupefacenti in concorso. Al fine di contrastare il dilagante fenomeno dello spaccio nel rione IACP di Caivano, i poliziotti dopo una lunga indagine fatta di appostamenti sono riusciti a fermare lo spaccio di droga, che avveniva in un androne di palazzo con tanto di rete metallica e dove entrambi gli arrestati avevano un ruolo ben definito.Infatti il Santomartino, con il compito di vedetta indirizzava le decine di acquirenti verso il portone dove ad attenderli c’era il Verdemare che con lo scambio di denaro dava le dosi in appositi cilindretti di plastica.
Accertata la condotta criminale di entrambi gli spacciatori, i poliziotti li hanno bloccati e dal controllo effettuato addosso al Verdemare sono stati trovati 28 cilindretti di eroina, del peso di 24,45 grammi, 12 cilindretti di cocaina del peso di 10,4 grammi e la somma di denaro di 200,00 euro. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il Verdemare Gennaro è stato condotto alla Casa Circondariale di Poggioreale, mentre al Santomartino è stato disposto come misura restrittiva provvisoria l’accompagnamento degli arresti domiciliari.

Inchiesta Fanpage: 5 pm al lavoro sulle 900 ore di video

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Novecento ore di registrazioni, decine di incontri e colloqui da esaminare e da trascrivere. E’ l’impegnativo incarico affidato dalla procura di NapoliI agli investigatori della squadra mobile e dello Sco nell’ambito dell’inchiesta avviata sui presunti illeciti emersi dai video – pubblicati in rete finora solo in parte – del giornale online Fanpage che ha portato al coinvolgimento di esponenti politici e amministratori ed a un acceso confronto tra schieramenti che sta infiammando la campagna elettorale. Gli inquirenti, che hanno acquisito nei giorni scorsi presso la redazione di Fanpage le copie integrali dei video, hanno l’esigenza di chiarire tutti i dettagli degli incontri prima di poter procedere ad altre attivita’, come gli eventuali interrogatori di indagati e persone informate dei fatti. Una inchiesta che vede impegnati ben cinque pm della Direzione distrettuale antimafia e della sezione reati contro la pubblica amministrazione – Sergio Amato, Henry John Woodcock, Celeste Carrano, Ilaria Sasso del Verme e Ivana Fulco – con il coordinamento del procuratore Giovanni Melillo e dell’aggiunto Giuseppe Borrelli. Sono al momento oltre dieci le persone iscritte nel registro degli indagati per l’ipotesi di corruzione (in alcuni casi aggravati dall’articolo 7, la finalita’ mafiosa), escludendo quelli nei cui confronti e’ stato ipotizzato il reato di associazione mafiosa. L’indagine infatti ha inizio nel 2013 quando la Dda mette nel mirino le attivita’ del clan del quartiere Vomero, capeggiato da Luigi Cimmino (da tempo detenuto) e da Andrea Basile. Una organizzazione intenzionata ad infiltrarsi negli appalti degli ospedali della zona collinare, contando sulla collusione di amministratori per pilotare le gare “a favore di soggetti ed imprenditori amici”, come si legge negli atti dell’inchiesta. L’indagine della procura si e’ intrecciata con l’inchiesta giornalistica di Fanpage, che ha utilizzato nel ruolo di infiltrato l’ex camorrista pentito Nunzio Perrella, il boss che negli anni Novanta svelo’ gli interessi dei clan sulla gestione dei rifiuti. Fingendosi imprenditore, Perrella ha contattato una serie di politici e amministratori proponendo accordi illeciti. E i video di Fanpage hanno indotto la procura nei giorni scorsi a disporre una serie di perquisizioni ipotizzando il reato di corruzione che si configura – come e’ sottolineato nei decreti dei pm – anche senza il versamento della tangente ma in presenza della semplice promessa. Una tempesta mediatica e giudiziaria che finora ha provocato le dimissioni di Roberto De Luca, assessore al bilancio del Comune di Salerno e figlio del governatore della Campania Vincenzo De Luca, Lorenzo Di Domenico, consigliere delegato della Sma – societa’ in house della Regione per la tutela dell’ambiente – e Biagio Iacolare, presidente della Sma ed esponente centrista. Tutti si sono detti estranei alle accuse. L’attivita’ di Perrella nelle vesti di agente procuratore e’ alla base delle sette puntate annunciate da Fanpage che finora ne ha diffuso in rete tre soltanto. Vi e’ tanta altra materia inedita dunque che presto sara’ all’attenzione della magistratura e che fa ipotizzare l’imminente coinvolgimento di altre persone nell’inchiesta della procura partenopea

De Magistris al Governo: ‘Risponda sulle nostre richieste’

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“Napoli vuole una risposta entro il 4 marzo altrimenti siamo pronti a tornare qui a Roma per la quinta volta. E segnalo che nelle precedenti 4 siamo riusciti sempre a ottenere cio’ che chiedevamo. E chiarisco un’altra cosa: se la cassa non ce la liberate voi, ce la libereremo da soli”. Parole di Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, sbarcato oggi a Roma insieme a un migliaio di concittadini e di assessori e consiglieri regionali per trovare una soluzione al debito della citta’ che ne paralizzerebbe conti e investimenti. L”avvertimento’ al premier Gentiloni di de Magistris e’ arrivato nel pieno di un comizio pronunciato davanti all’obelisco di piazza Montecitorio. Dalle prime ore del pomeriggio – in ritardo rispetto al programma per un controllo approfondito effettuato dalle forze di polizia sul grande raccordo anulare di Roma su un migliaio di manifestanti stipati in una decina di pullman, operazione criticata con forza dal sindaco – praticamente tutto lo stato maggiore del Comune di Napoli ha fatto quadrato intorno al suo sindaco. Il debito, nato tra il 1980 e il 1982, si aggirerebbe intorno ai 150 milioni e sarebbe stato provocato in parte (89 mln di debito e 97 di pignoramento) dalla vicenda del CR8 (Consorzio Ricostruzione 8/o lotto) e per il resto dal commissariamento rifiuti (debito 59 milioni e pignoramento di 67). Napoli e’ in predissesto e in piano di riequilibrio e da mesi le casse “sono pignorate e bloccate”, ha urlato dal palco de Magistris. “Ieri – ha annunciato da un megafono – si e’ tenuto un tavolo di lavoro a Palazzo Chigi e ha prodotto un risultato positivo, nel senso che il governo ha garantito che fara’ la sua parte per risolvere il problema”. Ma il primo cittadino ha fatto capire di non fidarsi di Gentiloni e ha promesso quindi un suo ritorno a Roma in veste ancora piu’ agguerrita. Anche perche’ una volta risolta la crisi di liquidita’ del suo comune ha annunciato di voler iniziare un’altra ‘battaglia’, questa volta contro i derivati. Ma non solo. “Scommetto una pizza che noi, con tutte le nostre differenze, lo libereremo questo Paese. Dopo il 4 marzo, se riusciremo a incassare quanto ci e’ stato promesso, rilanceremo e chiederemo al resto dell’Italia se e’ d’accordo o meno con la nostra battaglia, sottoponendo la nostra richiesta a tutti i territori e a tutti i comuni”. “Noi e Napoli abbiamo le mani pulite e voi non ci avrete mai”, ha chiarito de Magistris a chiusura del comizio, salutando col pugno chiuso una platea in visibilio. Danno man forte al sindaco Arturo scotto, Peppe De Cristofaro e Mario Coppeto di Leu: “il governo deve rispettare la citta’ di Napoli, occorre che si trovi rapidamente una soluzione sul debito del Cr8 perche’ bloccare la cassa comunale significa bloccare i servizi essenziali della citta'”. Critica invece Valeria Valente, deputata e consigliere comunale a Napoli del Pd. “Continuare, come fa oggi il Sindaco, a strumentalizzare i problemi di Napoli che egli stesso ha contribuito a far diventare insostenibili, solo per alimentare lo scontro politico, e’ da irresponsabili. Per come e’ stata preparata e gestita, la manifestazione arancione a Roma sotto Montecitorio ha tutto il sapore di una partita che de Magistris sta giocando pensando solo al suo futuro e al futuro del suo movimento politico”, ha affermato.

26 – Come in Mare Così in Terra: il teatro civile promosso dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, in memoria dei migranti morti in mare

Un inedito progetto collettivo per rileggere una delle più drammatiche pagine di cronaca dello scorso anno, riflettere su una delle più urgenti emergenze umanitarie dei nostri giorni e contribuire ad una buona causa: sono le tante anime di  “26 – Come in Mare Così in Terra”, lo spettacolo di teatro civile promosso dall’Ordine dei Giornalisti della Campania che andrà in scena giovedì 8 marzo al Teatro Augusteo di Salerno in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Salerno ed il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana. All’evento partecipa anche una delegazione del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Salerno, guidata dal Comandante Adriano De Acutis. L’opera collettiva, realizzata con il contributo di 54 giornalisti del territorio, prende spunto dal più drammatico sbarco registrato nel capoluogo campano lo scorso anno, quello dei cadaveri di 26 giovani nigeriane, recuperati in mare aperto tra la Libia e l’Italia e approdati a Salerno il 5 novembre 2017 a bordo della nave Cantabria.
Abbandonata per un attimo la logica della cronaca, i giornalisti salernitani hanno idealmente adottato le 26 ragazze morte annegate per provare a dar loro “nuova vita” e consegnare, con la forza delle proprie penne, i loro immaginari sogni o pensieri. Sul palco, ventisei giornaliste salernitane presteranno la voce ai monologhi scritti da altrettante firme, tra colleghe e colleghi. Filo conduttore dello spettacolo, tra una lettura e l’altra, il monologo di una madre che racconterà il “viaggio” della figlia dal suo particolare punto di vista, mentre il testamento ideale dell’opera è affidato, sul finale, alla “voce della giustizia”, gentilmente prestata sul palco da Matteo Casale, già Presidente della Corte di Appello di Salerno. Ad accompagnare le letture 10 danzatori –Antonello Apicella, Cristian Cianciulli, Daniele Sessa, Dario Ferrara, Gea Faye, Giorgio Loffredo, Nicol Memoli, Nunzia Prisco, Pierfrancesco Vicinanza, Sara Mazzamurro, Simone Liguori, Vincenzo Barletta.
L’opera è il frutto della collaborazione gratuita di Carla Avarista (consulenza teatrale), Annarita Pasculli (coreografie), Annalisa Di Matteo (aiuto coreografa), Antonella Iannone (consulenza artistica), Max Maffia (musiche originali), Max Maffia & The Empty Daybox (formazione in scena), Danilo Gloriante (violino), Lamin Ceesay (voce). L’immagine scelta per presentare l’iniziativa è stata gentilmente messa a disposizione dall’artista Olga Marciano ed è tratta dal suo dipinto “Safiya” (olio su tela, cm 200×180 – 2017); il progetto grafico è di Enzo Figliolia.
La scelta della data dell’8 marzo per la messa in scena dell’opera non è casuale: obiettivo della serata è raccogliere fondi a sostegno dello Sportello di Ascolto – Centro Antiviolenza di Genere “Artemisia”, ubicato al Pronto Soccorso del Plesso Ruggi dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno.
La serata avrà inizio alle ore 21.00 e l’accesso è a inviti e su prenotazione, scrivendo una mail a 26comeinmarecosiinterra@gmail.com

Napoli, Insigne: “abbiamo voglia di riscatto”

Categoria Lorenzo Insigne alla vigilia della sfida di ritorno con il Lipsia. Categorico e determinato al massimo nell’annunciare la voglia di riscatto sua e del resto della truppa azzurra. “Ci dobbiamo riscattare. Mancano ancora 90 minuti e finche’ l’arbitro non fischia possiamo giocarcela e fare un’impresa”. Lorenzo Insigne, ai microfoni di Sky Sport, non ha dubbi sulla volonta’ del Napoli di rimontare l’1-3 con il Lipsia di giovedi’ scorso. “Tutti convocati? Come ci tiene Sarri ci teniamo tutti a fare una bella figura un e grande risultato, cercando di qualificarci – aggiunge l’attaccante azzurro -. Tre gol sono tanti, ma giocando come sappiamo possiamo fare una grande gara e tentare di qualificarci. Se sara’ il miglior Napoli? La formazione la decide il mister e la dice sempre prima delle partite, poi e’ abituato a mischiare le carte. Siamo tutti pronti, vogliamo giocare, dimostrare che quello dell’andata e’ stato un incidente di percorso, vogliamo dare il 100%”. Alla trasferta di Cagliari il Napoli pensera’ in seguito: “Dovremo essere concentrati al 1000 per 1000 per provare a passare il turno. Non abbiamo fatto nessuna scelta tra scudetto ed Europa, abbiamo approcciato male la partita di giovedì scorso ma ci sono novanta e passa minuti per rimediare”.

Napoli: tanti dubbi di coppa per Sarri

Vigilia di dubbi per il Napoli versione coppa. Dubbi da parte di Sarri per la formazione da schierare dall’inizio contro il Lipsia. “Indizi sulla formazione? In realtà ho anche io tanti dubbi, visto che siamo anche un po’ corti come rosa. Ad ogni modo dobbiamo fare una partita diversa rispetto all’andata e sperare anche in qualche episodio favorevole. Sarà difficile, ma non impossibile, visto che in passato ci è già capitato di fare vittorie in trasferta con tanti gol”, così il tecnico del Napoli Maurizio Sarri in un’intervista rilasciata poco fa ai microfoni di Sky Sport.

Teatro Civico 14 al Royal Hotel di Caserta con Do not disturb – Il teatro si fa in albergo

Sabato 24 febbraio alle ore 21.00 e domenica 25 alle 19.00, il Teatro Civico 14 si trasferisce nelle lussuose stanze del Royal Hotel di Caserta con il fortunato format ideato da Mario Gelardi e Claudio Finelli. DO NOT DISTURB – Il teatro si fa in albergo, nella nuova versione ispirata ai cinque sensi, porta il pubblico e gli attori in tre camere dell’hotel in Viale Vittorio Veneto: la stanza della vista, firmata da Claudio Finelli, vede in scena Alessandro Palladino e Roberto Caccioppoli; mentre la stanza del tatto, scritta da Alessandro Palladino, sono protagonisti Irene Grasso, Gennaro Maresca e Fabio Rossi. Sarà presentata, in anteprima a Caserta, la stanza dell’olfatto scritta da Mario Gelardi e Giordano Bassetti, diretta ed interpretata da Roberto Solofria e Ilaria Delli Paoli.
Venti spettatori, come intrusi, ogni sera penetrano nell’intimità di tre coppie, ascoltando, quasi spiando, i personaggi, poco prima che lascino la stanza. Tre episodi, della durata di circa venti minuti ciascuno, animeranno le camere del Royal Hotel di Caserta, rendendo visibile quello che in genere accade solo a porte chiuse. Nella stanza dell’olfatto, scritta e diretta da Mario Gelardi e Giordano Bassetti, diretta ed interpretata da Roberto Solofria e Ilaria Delli Paoli, un uomo si trova nella sua camera d’albergo con la stalker che lo tortura da mesi. Finalmente possono parlare e capirsi, possono scoprire chi sono veramente e come l’amore a volte, sia troppo idealizzato. Nella stanza della vista, scritta da Claudio Finelli e diretta da Gelardi, Alessandro Palladino e Roberto Caccioppoli sono una giovane coppia che comunica solo attraverso la tecnologia. Anche se sono insieme, nello stesso luogo, in pochi metri quadrati, i sentimenti non riescono a incontrarsi, a vedersi, a toccarsi. C’è una barriera percettiva che si frappone tra loro: lo smartphone. Scritta da Alessandro Palladino, la stanza del tatto vede in scena Irene Grasso, Gennaro Maresca e Fabio Rossi. La vicenda vede protagonisti due fratelli di ritorno a Napoli per incontrare una vecchia amica. Nel corso dell’incontro, in camera, prende il via un gioco di ruolo, un continuo rincorrersi tra gioco surreale e sentimenti reali. Un girotondo di furbizia e a colpi di di ribaltamenti di vita.
“Con la creazione di DO NOT DISTURB – commenta Mario Gelardi – abbiamo pensato di condurre gli spettatori all’interno di camere d’albergo, trasformandoli, loro malgrado, in indiscreti ficcanaso che osservano tranche de vie, colte nel pieno del loro svolgimento. Il filo conduttore delle nuove stanze sarà rappresentato dai cinque sensi: gli spettatori sono coinvolti in un’esperienza unica, che va ben oltre l’abbattimento della quarta parete. In ogni stanza si privilegerà un solo senso, che diventerà il viatico per esperire l’intimità delle coppie in modo totalmente nuovo. L’idea è quella di portare ancora più a fondo l’esperienza di DO NOT DISTURB, avvicinando ancora di più il pubblico agli attori e alle storie raccontate”.

Napoli, i falchi denunciano una persona con una mazza da baseball in auto

Ieri sera, gli agenti della sezione “falchi” della Polizia di Stato, hanno denunciato in stato di libertà, L.L, di anni 32, con pregiudizi di polizia, per il reato di porto d’armi o oggetti atti ad offendere. La pattuglia di falchi, mentre stava effettuando servizio di prevenzione e repressione di reati di carattere predatorio, in via Scoppettieri, ha notato una persona a bordo di una Fiat 600, che alla vista degli agenti ha tentato dileguarsi cambiando strada.
Prontamente è stato bloccato e da un controllo all’interno della vettura è stata trovata una mazza da baseball che è stata sequestrata.
Inoltre, anche la vettura che è risultata priva di copertura assicurativa è stata sequestrata

Napoli. Falchi arrestano due pregiudicati per rapina

Questa notte, gli agenti della Squadra Mobile, sezione “falchi”, della Polizia di Stato, hanno arrestato Migliore Carmine Patrizio e Iandolo Antonio, rispettivamente di anni 37e 27 anni, entrambi con pregiudizi di polizia, per i reati di rapina aggravata, ricettazione e danneggiamento.
Verso le 23.30, gli agenti stavano effettuando servizio di appostamento, finalizzato alla repressione di reati di carattere predatorio, nella zona tra via Galileo Ferraris e via Imparato, quando hanno notato due persone a bordo di motociclo, di colore bianco, avvicinarsi ad una vettura Citroen di colore grigio, con due persone a bordo.
Il passeggero del motociclo, si è avvicinato alla vettura, simulando di avere una pistola all’interno del giubbotto e sotto minaccia si è fatto consegnare soldi e telefonini dai due occupanti.
I falchi, vedendo questa fase, hanno bloccato i due giovani che hanno tentato di fuggire. Al fine di guadagnare la fuga, il conducente ha dapprima cercato, con una manovra spericolata di oltrepassare la gareggiata e non riuscendovi , senza esitazione ha scaraventato lo scooter, contro l’auto-civetta della Polizia, danneggiandola.
Dal controllo effettuato dagli agenti, addosso al Iandolo è stato trovato un martello, lo stesso utilizzato al fine di simulare la pistola e la refurtiva rapinata ai due malcapitati che è stata successivamente consegnata.
Inoltre il motociclo è risultato essere rubato nel febbraio 2017 a Napoli.
Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria i due rapinatori sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Poggioreale.

Vomero: continuano i furti nei cassonetti per abiti usati

” Gli abitanti del quartiere collinare del Vomero, per gli aspetti legati alla sicurezza, oltre a combattere contro una criminalità dilagante, con una particolare attenzione a quella minorile, come testimoniano i fatti di cronaca nera, riportati oramai con cadenza quasi quotidiana dai mass media, devono fare i conti anche con una delinquenza, fatta di ladruncoli e lestofanti, dedita a scippi e furti “. E’ l’amara analisi di Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, da tempo in prima linea nel segnalare lo stato di abbandono e di degrado nel quale è oramai caduto uno dei cosiddetti quartieri “bene” del capoluogo partenopeo.
” Ad essere presi di mira, sempre con maggior frequenza, sono anche i cassonetti per la raccolta degli abiti usati – puntualizza Capodanno -. Un servizio, istituito nel 2012 dall’Asìa, l’azienda speciale per l’igiene ambientale, per venire incontro alle esigenze dei napoletani che, specialmente nei periodi di cambi di stagione, non sapevano come liberarsi di abiti e accessori che non intendevano più utilizzare “.
” Una raccolta – prosegue Capodanno – che, oltre a dare un contributo all’ambiente, ha anche un’importante ricaduta umanitaria, dal momento che i materiali, che comprendono abiti ma anche borse, tende, biancheria, cappelli, maglieria, coperte, cuscini, scarpe appaiate e altre accessori tessili in buono stato, una volta che vengono conferiti nelle 750 postazioni che sono state installate, distribuite su tutto il territorio cittadino, dopo gli opportuni trattamenti, sono utilizzati per finanziare iniziative umanitarie della Caritas “.
” Ma – sottolinea Capodanno -, nonostante la sostituzione, avvenuta nel 2016, dei precedenti cassonetti, soggetti a frequenti episodi di scasso con conseguente furto di abiti, con un nuovo modello anti-intrusione, e benché sui nuovi contenitori campeggi l’avvertimento che la sottrazione dei materiali “è punibile a norma di legge”, continuano, anche in pieno giorno, i furti d’indumenti che, presumibilmente, finiscono, almeno in parte, per essere rivenduti al mercato nero “.
Sulla vicenda Capodanno sollecita una maggiore attenzione da parte degli uffici a tanto preposti, anche con l’installazione di sistemi di videosorveglianza, laddove già non presenti, per stroncare un fenomeno che sembra prendere sempre più piede e che potrebbe avere anche altre implicazioni, come quella, riportata, pure in un recente passato, da alcuni organi d’informazione, che lascia intravedere la possibilità che gli indumenti usati trafugati possano essere utilizzati come letti di combustione per lo smaltimento dei rifiuti tossici.

Ischia: sequestrate strutture, aree ed impianti abusivi presso un punto di ristorazione in località Scarrubata

Ufficiali ed Agenti di Polizia Giudiziaria dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Ischia, in esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica, hanno proceduto al sequestro di strutture, aree ed impianti presso un punto di ristorazione in località Scarrupata – Comune di Barano d’Ischia.
I reati per cui si procede sono quelli relativi all’occupazione abusiva di demanio marittimo, realizzazione abusiva di opere entro il limite di 30 mt. dal confine demaniale marittimo comportante una sostanziale modifica dello stato dei luoghi in aree sottoposte a vincolo paesaggistico in assenza dei titoli previsti.
Le indagini, espletate dalla Guardia Costiera e coordinate dalla V^ Sezione reati ambientali della Procura di Napoli sulla predetta struttura, hanno consentito di accertare l’occupazione abusiva ed arbitraria di aree appartenenti al demanio marittimo in difformità rispetto a quanto riportato nelle planimetrie della concessione demaniale marittima rilasciata dal Comune di Barano d’Ischia.
Sono state altresì contestate illecite modalità di smaltimento e movimentazione di rifiuti liquidi ad opera del titolare del punto di ristorazione in violazione della normativa speciale di settore.
Il sequestro preventivo si è reso necessario per evitare che la libera disponibilità dei manufatti e delle aree occupate, potessero consentire la prosecuzione e l’aggravamento delle conseguenze dei reati contestati. Ulteriori accertamenti sono in corso a cura della Guardia Costiera a tutela della matrice ambientale.-

Benevento: Sagna paragona De Zerbi a Guardiola

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Bacary Sagna al Benevento sembrava fantacalcio puro, invece è diventato realtà. E il francese racconta un retroscena a La Gazzetta dello Sport:  “Sapevo delle difficoltà che la squadra stava affrontando in classifica perché avevo visto il video del gol del portiere Brignoli al Milan ed ero rimasto incuriosito da quella storia, e stupito dall’esultanza di quella tifoseria”.

Poi la scelta di provarci: “Quando il mio agente mi ha detto che c’era la possibilità di andare al Benevento ho deciso di andare a parlare di persona con il presidente Vigorito.. Appena mi ha spiegato il suo progetto, ho avuto chiara la percezione che dovevo solo rimettermi a posto fisicamente e dare una mano al Benevento. Non è facile incontrare gente così oggi nel calcio, lui parla della squadra come se fosse una figlia”.

Splendide parole anche per De Zerbi: “È un piccolo Guardiola perché cura tutti i dettagli e vuole sempre che giochiamo la palla e che ci muoviamo insieme. Tiene moltissimo a questo aspetto”. E la promessa: “Ci salveremo”.