Le autorità messicane hanno arrestato un uomo che avrebbe giocato un ruolo decisivo nella scomparsa e il sospetto massacro di 43 studenti nel 2014. Il sospetto, identificato come Erick Uriel “N”, è un membro del cartello Guerrieri Uniti ed “è identificato dagli investigatori come uno di quelli che ha avuto un ruolo chiave” nella scomparsa degli studenti a Iguala, città del Sud del Messico. Gli investigatori non si sbilanciano ma non escludono che Erick Uriel “N” sia a conoscenza di qualcosa rispetto alla scomparsa dei tre napoletani Raffaele Russo, suo figlio Antonio e il nipote Vincenzo Cimmino. Dei tre si sono perse le tracce dal 31 gennaio scorso. Erano nello Stato di Jalisco e precisamente nella città di Tecalitlan quando sono stati consegnati da 4 poliziotti corrotti (poi arresti mentre altri tre tra cui il capo e il vice capo della piolizia locale sono latitanti) ai criminali del Cartel Jalisco Nueva Generation.”Subito dopo gli eventi sulle strade di Iguala, il sospetto è stato in contatto diretto con gli studenti”, ha detto il procuratore Alfredo Higuera. Dopo quasi quattro anni, il mistero della scomparsa di questi studenti in Messico resta ancora irrisolto.
Camorra, colpo alla Vanella Grassi: 9 arresti nelle ‘Case dei Puffi’
I carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Napoli-Stella hanno dato esecuzione a 9 provvedimenti cautelari emessi dal gip partenopeo nei confronti di appartenenti a un’organizzazione criminale che gestisce una piazza di spaccio nel lotto “P” di Scampia, l’insediamento di edilizia popolare noto anche come “Case dei Puffi” per la ridotta altezza dei soffitti. Le indagini, che abbracciano un arco temporale tra il 2016 e il 2017, hanno portato alla luce l’esistenza di una struttura dedita all’approvvigionamento, alla gestione e alla vendita di eroina e cocaina diretta da 3 pregiudicati che reclutavano corrieri, spacciatori e persone incaricate della sola detenzione della droga da smerciare al dettaglio, ai quali davano direttive e che provvedevano a sostenere economicamente in caso di arresto. I militari dell’Arma sono riusciti a ricostruire, con sistemi investigativi tradizionali e tecnici, ruoli e mansioni di ognuno degli indagati e a sequestrare oltre 2,5 chili di eroina e 1 chilo di cocaina nonche’ ad appurare che la piazza di spaccio faceva riferimento alla cosca della Vanella Grassi. Nelle province di Napoli, Parma e Genova, sono stati eseguiti i provvedimenti; quattro persone sono state arrestate e trasferite in carcere, tre sono stati posti agli arresti domiciliari, due donne sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Camorra, il pentito Domenico Verde: ‘Ecco come arrivano i fiumi di droga dal Nord Africa’
E’ stato il pentito Domenico Verde, uno degli uomini di punta del clan Polverino, che ha svelato ai magistrati della Dda di Napoli le rotte della droga che dal Nord Africa attraverso la Spagna arrivava in Campania. Ha spiegato Verde: “Negli anni Novanta, quando sono stato per la prima volta in Marocco il trasporto dell’hashish veniva effettuato con l’ausilio di muli. Solo da qualche anno i marocchini si sono modernizzati e il trasporto viene effettuato con camion e auto.Per la realizzare le operazioni di carico è necessario coinvolgere molte persone del posto e si utilizzano diversi segni identificativi sui panetti di hashish che servono a individuare il fornitore”. Queste modalità, ancora oggi, erano utilizzate da Alfonso Mercurio, meglio noto come “Guallarella”, ritenuto tra i promotori dell’organizzazione criminale legato al clan Orlando e sgominata ieri dai carabinieri del comando provinciale di Napoli che ha portato 19 persone in carcere e altre 10 ai domiciliari mentre altre due sono riuscite a sfuggire alla cattura.
La base operativa era un bar di Marano. È lì che si decideva il da farsi. Come deposito della sostanza stupefacente veniva invece utilizzato un locale-garage. Lo scrivono i magistrati nell’ordinanza di custodia cautelare che ha sgominato ieri la parte del clan Orlando dedita al traffico di hashish dal Nord Africa e che nel giro di pochi anni ha ereditato la caratura criminale ed economica del vecchio clan Polverino. L’organizzazione criminale non tralasciava nessun aspetto, proprio come gli avevano insegnato i vecchi boss ora in galera schiacciati da pesanti accuse. Al suo interno vi erano “corrieri”, “assaggiatori” e basi logistiche per gli incontri e gli scambi di informazioni. Tra i “corrieri”, sempre secondo il quadro accusatorio, c’era anche Antonio Dell’Aquila, considerato dagli inquirenti uno degli addetti alla vendita e alla consegna della droga, che trasporta lo stupefacente in altre città, come Frosinone. Poi c’erano gli assaggiatori, coloro che dovevano testare la qualità del prodotto. Tra questi, all’assaggio del narcotico, c’era Davide Iannone detto “O’ parachiatt’”. Oltre al bar altre basi logistiche venivano utilizzate per effettuare gli incontri tra gli associati. Anche in altri due esercizi commerciali avveniva lo scambio di informazioni e l’organizzazione di tutte le fasi esecutive per la cessione e l’importazione dello stupefacente. Gli ingenti quantitativi di droga venivano poi occultati all’interno di un box auto del Parco Primavera. Nelle intercettazioni i giudici hanno rilevato l’utilizzo di un linguaggio criptico per far riferimento alla sostanza stupefacente. “Fatica”, “Fumo”, “Ovetti”. E ancora, “Lg”, “Adrenalina”, “M505”, “Versace”, “Vueling”, “Vento”, “Polline”. C’era quindi un consolidato modus operandi per comunicare in “codice” le trattative in atto. In una intercettazione D’Onofrio così si rivolge a Sepe: “L’appuntamento per le sei e mezza (parla ad alta voce ripetendo il testo di un sms che sta scrivendo)…. Significa che la roba che stavano altri sei chili e mezzo di Lg”. L’organizzazione criminale aveva un complesso organigramma, così ricostruito dal gip nell’ordinanza che ha accolto le richieste della Dda:
Massimiliano D’Onofrio detto ‘Core e Fierro’ e Francesco Sepe erano capi, promotori e finanziatori degli acquisiti e delle cessioni di hashish e marijuana, merce che sarebbe state rivendute al dettaglio. I due organizzavano e gestivano la distribuzione a Marano nella provincia di Frosinone. La loro attività prevedeva anche il deposito e il trasporto di droga, inoltre del denaro per gli acquisti.Alessandro De Luca, Alfonso Mercurio e Angelo Di Maro erano fornitori di grosse quantità di droga, che sarebbe rivendute al dettaglio.Giuseppe Coppeto, Umberto Licciardi, Vincenza Longobardi procuravano clienti agli organizzatori. Nicola Langella era l’intermediario del traffico tra gli organizzatori e il fornitore Alessandro De Luca. Antonio Dell’Aquila era il corriere per la provincia di Frosinone e rivenditore al dettaglio, era rivenditrice al dettaglio anche la figlia Rita. Antonio De Miccoli era il rivenditore al dettaglio sul territorio nazionale, droga acquistata da Antonio Dell’Aquila.Alessandro Castelli, Ciro Conte, Luca De Luca, Giuseppe Granata, Rosa Iacolare e Ivan Piccirllo rivendevano al dettaglio la droga sul territorio nazionale. Davide Iannone era staffettista e rivenditore per la vendita. Dolores Sacco era custode del denaro frutto delle compravendite e dello stupefacente nascosto in un box della sua abitazione. Inoltre custodiva i libri contabili della commercializzazione del narcotico de Sepe e D’Onofrio.Rosario Setaro era il prestanome per l’affitto di un garage utilizzato come deposito della droga e dei vari fornitori. Emanuele e Davide Verdicchio erano rivenditori al dettaglio sul territorio nazionale del narcotico acquistato da Antonio Dell’Aquila.A D’Onofrio e Sepe è stata riconosciuta l’aggravante di aver commesso i reati al fine di agevolare l’attività del clan Orlando-Nuvoletta-Polverino. De Luca, Mercurio e Di Maro erano espressione di questo sodalizio criminale.
Mafia, presi gli uomini del super boss Matteo Messina Denaro: 12 arresti
Terra bruciata attorno al super boss Matteo Messina Denaro. Oltre 100 uomini tra Carabinieri del Nucleo investigativo di Trapani, del Raggruppamento operativo speciale e della Dia, hanno eseguito stamane 12 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Palermo su richiesta della Dda. Gli arrestati sono accusati di associazione mafiosa, estorsione, favoreggiamento e fittizia intestazione di beni, tutti aggravati da modalità mafiose. L’operazione nasce da un’inchiesta avviata nel 2014 su esponenti delle famiglie di Vita e Salemi, ritenuti favoreggiatori del capomafia latitante Matteo Messina Denaro. Le indagini, coordinate dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Paolo Guido, hanno consentito di individuare i capi dei due clan e di scoprire gregari ed estorsori delle cosche. Gli arrestati, servendosi anche di professionisti nel settore di consulenze agricole e immobiliari, sarebbero riusciti attraverso società di fatto riconducibili all’organizzazione mafiosa ma fittiziamente intestate a terzi a realizzare notevoli investimenti in colture innovative per la produzione di legname e in attività di ristorazione.
E’ soprannominato il “re dell’eolico”, il “signore del vento”, perche’ e’ stato tra i primi in Sicilia a puntare sulle energie pulite: e’ Vito Nicastri, imprenditore trapanese finito in carcere oggi insieme ad altre 11 persone sospettate di aver coperto e finanziato la latitanza del boss ricercato Matteo Messina Denaro. Quello di Nicastri non e’ un nome nuovo per i carabinieri e il personale della Dia che hanno condotto l’ultima inchiesta sui presunti favoreggiatori del padrino di Castelvetrano: i suoi legami col boss gli sono costati sequestri per centinaia di milioni di euro. Di lui, tra gli altri, ha parlato il pentito Lorenzo Cimarosa, nel frattempo morto, indicandolo come uno dei finanziatori della ormai piu’ che ventennale latitanza di Messina Denaro. Il collaboratore di giustizia ha raccontato di una borsa piena di soldi che Nicastri avrebbe fatto avere al capomafia attraverso un altro uomo d’onore, Michele Gucciardi.
Napoli: Spalletti dice che il campionato è ancora aperto
“Abbiamo fatto perdere lo scudetto al Napoli con il pari di ieri? Non direi. La corsa e’ ancora apertissima. Come sono aperti ancora tanti obiettivi di questo campionato”. Cosi’ Luciano Spalletti, allenatore dell’Inter, premiato con il piu’ importante riconoscimento sportivo della citta’ di Empoli, il premio ‘Albano Aramini’, intitolato all’assessore allo sport che ha avviato questa onorificenza. “Qualsiasi premio ti riempie di felicita’ e di cose belle, segno che stai lavorando bene. Se arriva da un territorio che e’ il tuo – ha commentato Spalletti – allora tutto ti rende piu’ orgoglioso. In questa citta’ hanno iniziato e hanno raccolto le caratteristiche tanti uomini di calcio vincenti. Il premio e’ dedicato a una persona che ha saputo costruire per lo sport di questa citta’, Aramini ho avuto il privilegio di conoscerlo quando ero qui a lavorare ed e’ stata una figura fondamentale per Empoli”. Con il successo a Genova il Milan si e’ avvicinato in classifica. “Se ci preoccupa? Ci guardiamo intorno, cosi’ per il Milan, la Lazio, la Sampdoria, l’Atalanta e le altre. I primi quattro posti sono ambiti e noi siamo nella corsa”. L’Inter ha fermato sullo 0-0 le protagoniste del campionato. “Credo significhi che abbiamo delle qualita’ importanti e che quando le mettiamo in campo possiamo giocarcela con tutte. Il problema e’ che quando giochi con squadre che sulla carta sono inferiori devi ragionare e proporre. Evidentemente quando giochiamo con squadre forti riusciamo a prendere il loro passo e la loro mentalita'”
Tromba d’aria nel Casertano: 8 feriti, si contano i danni. LE FOTO
Si va delineando la situazione della tromba d’aria che si e’ abbattuta nella tarda serata di oggi in alcune zone del Casertano. Il bilancio e’ di ingenti danni e 8 feriti, di cui solo uno in serie condizioni a causa di un trauma cranico. L’uomo si trovava all’interno di una roulotte quando e’ arrivata la tromba d’aria che e’ stata sballottata dalla forza del vento. Le aree piu’ colpite sono state Recale, SanNicola la Strada, San Marco Evangelista e Maddaloni. In particolare, su Viale Carlo III dove alcune grosse insegne si sono abbattute sulle auto in sosta. Molti gli alberi che sono caduti sulle strade bloccando la circolazione. Alcune zone del Capoluogo sono rimaste senza corrente. Abitazioni con tetti scoperchiati e ringhiere sradicate dalla forza del vento. Sono circa 8 le squadre dei vigili del fuoco al lavoro. Momenti di panico tra Recale e San Nicola La Strada, nel Casertano, dove poco fa si e’ abbattuta una tromba d’aria. Molti i cartelloni pubblicitari portati via e gli alberi caduti. Danni riportati anche ad alcune abitazioni dove il vento ha completamente staccato le ringhiere e scoperchiato tetti. Alcune zone di Caserta sono rimaste senza corrente durante i pochi minuti del passaggio della tromba d’aria. Numerose le segnalazioni dei cittadini anche sui social network. La tromba d’aria avrebbe provocato molti danni in alcune zone, come a Maddaloni dove alcuni alberi hanno bloccato le strade, ma nessuno e’ rimasto ferito.
Boom di ascolti in tv in Francia per Gomorra 3
Continua il successo di Gomorra in giro per il mondo: in Francia la terza stagione della serie originale Sky prodotta da Cattleya, in onda su Canal+ dal 15 febbraio, e’ stata il secondo miglior debutto dell’intera stagione per quel che riguarda i dati lineari delle prime serate in onda. Un grande risultato che, sul fronte degli ascolti non lineari, si trasforma in veri e propri numeri da record: in meno di tre settimane dall’esordio, Gomorra ha gia’ ottenuto quasi 5 milioni di download, con un consumo dell’intera stagione pari al 70% di chi ha visto il primo episodio. Un dato straordinario soprattutto trattandosi di una serie non francese e giunta alla terza stagione. “Questi dati eccezionali provenienti dalla Francia sono un ulteriore elemento di soddisfazione per Sky – commenta Nils Hartmann, direttore delle produzioni originali di Sky Italia -. Una case history, quella di Gomorra, di cui siamo davvero orgogliosi. Una serie in dialetto napoletano che ha dimostrato di saper parlare molte, moltissime lingue e puntando su qualita’ di scrittura, regia, recitazione, produzione, superare i confini e parlare un linguaggio universale”. Di recente la terza stagione di Gomorra e’ sbarcata anche nel Regno Unito e in Irlanda su Sky Uk e in Germania e Austria su Sky Deutschland, mentre il prossimo 1 aprile arrivera’ anche nei 13 paesi dell’Europa dell’Est (tra cui Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania e Bulgaria) serviti da HBO Europe. Complessivamente sono oggi 190 i territori in cui la serie e’ distribuita. Di recente Gomorra ha segnato un ulteriore e nuovo record: i dati forniti da Parrot Analytics, la societa’ Usa di analisi dei dati televisivi, attestano che la 3/a stagione e’ la serie TV piu’ richiesta in Italia, ancora due mesi dopo il finale di stagione e con un tasso di domanda superiore del 25% rispetto alla stagione precedente. Intanto Sky e Cattleya, insieme alla stessa Canal+, si preparano a dare il via alle riprese di una nuova attesissima produzione internazionale, Zero Zero Zero. La serie vedra’ alla regia e alla supervisione artistica Stefano Sollima – che aveva firmato le prime due stagioni di Gomorra La Serie – e prende il via, come quest’ultima, dall’omonimo libro di Roberto Saviano.
Quattro agenti feriti da un detenuto nel carcere di Torino
Quattro agenti di Polizia penitenziaria sono stati aggrediti questo pomeriggio nel carcere torinese delle Vallette a calci e pugni da un detenuto cinquantenne e sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari in ospedale. A denunciare l’episodio il segretario generale dell’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci. “Si tratta dell’ennesima violenza perpetrata in carcere in danno dei poliziotti penitenziari – sottolinea in una nota – il problema è che nessuno strumento è reso disponibile agli agenti per fronteggiare o prevenire simili violenze spesso attuati da soggetti che invece che nelle carceri avrebbero dovuto trovare allocazione all’interno di strutture destinate a individui affetti da disturbi di natura psichiatrica”. ”E’ indubbio che al ritmo attuale di almeno venti aggressioni al giorno subite nelle carceri dell’intero territorio nazionale, la Polizia penitenziaria non può più reggere per cui rivolge appello al presidente della Repubblica per un richiamo a chi ne ha la responsabilità per l’adozione di concrete misure per chi tutela l’ordine e la sicurezza dei cittadini”
Processi a rischio per i prossimi due giorni: sciopero dei penalisti
Processi penali a rischio domani e dopodomani in tutta Italia: gli avvocati penalisti si asterranno dalle udienze e da ogni attivita’ giudiziaria. La protesta e’ contro la mancata approvazione della riforma dell’ordinamento penitenziario ed e’ stata proclamata dall’Unione delle Camere penali, che ha anche organizzato per domani una manifestazione nazionale a Roma. L’ultimo Consiglio dei ministri prima delle elezioni avrebbe dovuto varare in via definitiva il cuore della riforma, e cioe’ l’unico decreto attuativo che ha gia’ avuto i pareri delle Commissioni competenti di Camera e Senato e che amplia l’accesso alle misure alternative al carcere: sia innalzando il limite di pena per poter fruire dell’affidamento in prova ai servizi sociali sia modificando l’articolo 4 bis della legge penitenziaria, che esclude in via automatica la concessione dei benefici ai responsabili di determinati tipi di reati. Modifiche criticate dalla Commissione Giustizia del Senato. Contro ogni previsione della vigilia pero’ il testo – che prevede anche una maggior tutela del diritto all’assistenza sanitaria, equiparando l’infermita’ psichica a quella fisica – e’ finito in stand by: il governo ha approvato altri tre decreti sulle carceri, rimandando la parte piu’ importante della riforma alle settimane successive ,anche per tener conto delle “indicazioni del Parlamento”. Una scelta dettata da ragioni elettorali, hanno protestato i sostenitori della riforma, penalisti in testa, che temono una definitiva battuta d’arresto per via dell’imminente fine della legislatura. Quella degli avvocati non e’ affatto una battaglia solitaria. La loro mobilitazione ha il sostegno dell’associazione Antigone e di Rita Bernardini del Partito radicale che per la riforma, assieme a migliaia di detenuti, ha attuato un lungo sciopero della fame. E i penalisti sono tra i firmatari di un appello al governo, che vede in campo uno schieramento ampio e variegato. In calce al documento – che fa presente come la riforma non sia uno svuotacarceri ma un intervento organico per riportare l’esecuzione penale nella “legalita’ costituzionale e sovranazionale, dopo le umilianti condanne europee”- ci sono le sottoscrizioni di tante associazioni: tra le altre Magistratura democratica, l’Associazione italiana dei professori di diritto penale, la Conferenza nazionale volontariato Giustizia. E ci sono le firme di autorevoli giuristi (come i presidenti emeriti della Consulta Valerio Onida e Gaetano Silvestri, i professori Giovanni Fiandaca, Delfino Siracusano e Carlo Federico Grosso, l’ex giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo Vladimiro Zagrebelsky), magistrati (il procuratore di Torino Armando Spataro, l’ex procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati e l’ex presidente della Cassazione Ernesto Lupo), scrittori e registi.
Si schianta contro il bus: muore donna di 41 anni
Incidente mortale nei pressi del nucleo industriale di Avellino dove, poco dopo le 13 ha perso la vita una donna di 41 anni. L’auto a bordo della quale viaggiava con il marito, una berlina, per cause ancora da accertare, e’ finita sotto un bus dell’Air che stava transitando sulla strada provinciale all’altezza della frazione Arcella del comune di Montefredane in provincia di Avellino. La donna e’ morta sul colpo mentre in marito, incastrato nelle lamiere, e’ stato ricoverato in codice rosso presso l’ospedale “Moscati” di Avellino. Indagini sono in corso da parte dei carabinieri che hanno interrogato a lungo il conducente del bus e i passeggeri per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente,
Assunti oltre mille nuovi assistenti giudiziari: a Napoli in arrivo 216
Nuovi assunti al ministero della Giustizia: 1.024 idonei del concorso a 800 posti per assistente giudiziario saranno infatti a Roma, fra oggi e venerdì, per scegliere la sede di destinazione e firmare il contratto di assunzione. Prenderanno possesso il prossimo 26 aprile. Si tratta, ricorda una nota del ministero, del secondo scorrimento della graduatoria del concorso (nel quale sono ricompresi 24 posti liberati a seguito di rinuncia nelle precedenti tornate), dopo i 601 che hanno preso servizio a inizio febbraio. Assunzioni finanziate con la Legge di stabilità 2018 e autorizzate dal decreto firmato dai Ministri Orlando e Madia del 31 gennaio scorso. Tali assunzioni vanno ad aggiungersi alle 1.400 già realizzate sulla graduatoria del suddetto concorso, giovani che hanno preso servizio presso le sedi di destinazione l’8 gennaio e il 9 febbraio. All’esito della firma di tali contratti, saliranno a 4.250 le assunzioni realizzate da Orlando, a conferma dello sforzo nel rafforzamento degli organici del personale amministrativo, uno degli obiettivi prioritari delle riforme del Ministro, nonché del suo preciso impegno in tema di assunzioni con gli uffici giudiziari e con i vincitori e gli idonei del predetto concorso. Con queste assunzioni la scopertura media nazionale degli organici degli uffici giudiziari scende al 18,38% (era 23,88% a fine dicembre 2017), con sensibili decrementi in alcuni distretti del Nord dove, da sempre, la carenza di organici è significativa: Milano dal 31,13% al 21,94%; Brescia dal 26,02% al 18,15%; Bologna dal 26,02% al 16,52%; Firenze dal 22,26% al 16,40%. E in alcuni distretti raggiunge livelli assolutamente soddisfacenti, che non si vedevano da anni: Cagliari dal 15,07% al 7,87%; Catania dal 15,59% al 10,91%; Palermo dal 7,56% al 5,80%. Il concorso da assistente giudiziario ha consentito l’ingresso in alcuni uffici di personale giovane e in tempi assolutamente record: ad esempio, 290 le risorse destinate a Milano nei vari scorrimenti, 216 a Napoli, 201 a Roma e 188 a Bologna.
Camorra & caporalato, Libera Campania sceglie Scafati per la manifestazione regionale in ricordo delle vittime innocenti
Scafati. Scafati città sciolta per infiltrazioni mafiose ma anche la città del caporalato è stata scelta da Libera Campania come simbolo del 21 marzo, 33esima giornata dela memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Nella città di 50mila abitanti situata nel territorio di frontiera tra le province di Salerno e Napoli si concluderà la manifestazione regionale di Libera che partirà dalla piazza principale di Pompei con un corteo che dopo circa tre ore arriverà a Scafati. C’è un filo rosso che lega Scafati con Foggia, sede della manifestazione nazionale, per ‘praticare memoria come struumento di cambiamento’ spiegano in una nota i responsabili di Libera Campania. Foggia così come Scafati e Villa Literno sono indicate nel rapporto ‘Agromafie e caporalato’ a cura dell’osservatorio Rizzotto ed è stata al centro di diverse operazioni delle forze dell’ordine contro lo sfruttamento del lavoro nei campi. “Agli aridi solchi tracciati nelle nostre terre fertili – spiega Libera Campania – vogliamo tracciare solchi di verità e giustizia per le vittime innocenti. La manifestazione si muoverà da Pompei per promuovere un percorso di memoria che si sviluppa lungo due città, dentro due province, due luoghi simbolo dell’area vesuviana e dell’Agro-Nocerino-Sarnese, luoghi di speranza che qualcuno vuole trasformare in disperazione”. E la scelta di Scafati per commemorare le vittime innocente non è casuale: “l’abbiamo scelta – afferma Libera – per la resistenza al nazifascismo ieri, e alle camorre oggi, perchè da terra di lavoro la si vuole trasformare in luogo di sfruttamento e caporalato, per l’impegno quotidiano di tante e tanti che non si rassegnano”. Libera chiama a raccolta “giovani, scuole, associazioni, cittadine e cittadini da tutta la Campania con il coraggio e la voglia di cambiare, di liberare i nostri territori dalle camorre. Saremo in migliaia e sulle nostre gambe cammineranno i nomi, le storie, i volti delle vittime innocenti di tutte le mafie”. Anche l’Unione degli Studenti della Campania sarà in piazza. Scafati è al centro di attacchi gravi come le bombe esplose contro alcuni locali commerciali di proprietà dell’ex consigliere di opposizione Mario Santocchio, ma è anche al centro degli interessi di caporali che ‘sfruttano la manodopera migrante nei nostri campi”. Accanto a questa la “devastazione ambientale del Sarno, trasformato in questi decenni in un fiume inquinato dai sempre più numerosi e inaccettabili sversamenti illegali delle industrie del territorio”. La città della provincia di Salerno, inoltre, è al centro di un’inchiesta dell’antimafia che ha portato già allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, e all’arresto dell’ex sindaco Angelo Pasqualino Aliberti, per scambio di voto politico mafioso. Aliberti, esponente di Forza Italia, è anche il marito di Monica Paolino, consigliere regionale di Fi, ex presidente della commissione regionale antimafia, dimessasi dopo l’avviso di garanzia per scambio di voto. La scelta di Libera di tenere a Scafati la manifestazione regionale in memoria delle vittime innocenti della camorra è anche una richiesta di rinascita di un territorio che negli ultimi anni è stato preda della malapolitica, della camorra e del degrado.
‘Voglio vedere mio fratello’ e si presenta in Tribunale con una tanica di benzina
Si è presentato in tribunale a Frosinone con una bottiglia da due litri di benzina e una sigaretta accesa generando timori tra i presenti. È accaduto oggi pomeriggio poco dopo le 14 quando i vigilanti hanno notato il 22enne che è entrato dall’ingresso principale fermandolo e chiedendo cosa contenesse la bottiglia. Il giovane ha spiegato che era sua intenzione chiedere al giudice il permesso di incontrare il fratello, Davide Verdicchio, il 20enne arrestato questa mattina nel corso di una operazione antidroga condotta dai carabinieri di Napoli e che ha coinvolto 31 persone tra carcere e domiciliari. Un terzo fratello dei Verdicchio di 38 anni si è dato alla latitanza ed è attivamente ricercato. Il giovane sosteneva di essere preoccupato per le sorti del fratello minore e che temeva potesse togliersi la vita. La benzina che portava in mano lasciava temere che lui stesso sembrasse intenzionato a compiere gesti estremi ma grazie all’intervento di alcuni carabinieri presenti in tribunale e alla loro capacità di mediare, il giovane ha accettato di consegnare spontaneamente la bottiglia. Poi sono arrivati i carabinieri della compagnia di Frosinone e lo hanno portato via. Entrambi i fratelli Verdicchio sono considerati propaggine più esterna di una organizzazione che da Marano di Napoli, con forti legami con i clan camorristici degli Orlando, Nuvoletta e Polverino, arrivavano a spacciare droga anche nel frusinate e in Abruzzo. I due frusinati erano sostanzialmente degli spacciatori che venivano regolarmente riforniti da corrieri dell’organizzazione. Nel corso della perquisizione domiciliare, questa mattina a Frosinone, i carabinieri hanno rinvenuto 54 grammi circa di hashish, 212 grammi circa di marijuana e 15 grammi circa di semi di marijuana.
Vaccini, folla nei centri in coincidenza con la scadenza dell’obbligo imposto dal Ministero
Napoli. Folla ai centri vaccinali oggi a Napoli in coincidenza con la scadenza dell’obbligo di vaccinare i bambini per non incorrere in sanzioni, nonostante la scadenza per la Campania sia al 30 marzo. Lo si apprende da fonti qualificate dell’Asl Napoli 1 al termine di una giornata definita di “forte pressione” per i centri sparsi sul territorio cittadino. Centinaia i bambini che si sono presentati per le vaccinazioni accompagnati dai genitori che hanno affollato gli ambulatori, insieme con altre centinaia di famiglie che volevano ritirare i certificati da portare alle scuole. Dall’Asl si attendono che le scuole ricordino in questi giorni alle famiglie di fare le vaccinazioni richieste. Nei centri vaccinali è attesa una forte affluenza anche nei prossimi giorni, e fino al 30 marzo, da parte delle famiglie che vogliono evitare la sanzione amministrativa prevista. L’Asl sta controllando di giorno in giorno, come fa abitualmente, la dotazione dei vaccini nei diversi ambulatori e le scorte sono per ora considerate sufficienti visto che di recente erano stati fatti acquisti di nuovi stock di dosi, ma, si avverte, se tutti si concentrassero negli ultimi giorni potrebbero esserci problemi nei singoli centri. L’Asl ha anche chiesto e ottenuto che nei prossimi giorni ci sia una integrazione di personale infermieristico per rinforzare i centri sul territorio che hanno carenze di addetti.
Maltempo, tromba d’aria a Caserta: roulotte sollevate, insegna di un fast food cade su un’auto
Una tromba d’aria ha investito i comuni nelle immediate vicinanze di Caserta, con danni e super lavoro per i vigili del fuoco. La pioggia e il vento forte si sono abbattuti in particolare su San Nicola la Strada, San Marco Evangelista, Marcianise, San Tammaro, creando enormi problemi alla circolazione, anche in autostrada, sull’A1; un autocarro senza conducente al bordo si e’ ribaltato nell’area di servizio di San Nicola la Strada, mentre sei roulotte letteralmente volate da un rimessaggio ubicato all’esterno dell’autostrada si sono schiantate nei pressi del casello di Caserta Sud, con pezzi di lamiera ricaduti sulla carreggiata autostradale; alcune auto sono state colpite, una persona e’ rimasta ferita in modo lieve. La sede stradale e’ stata poi liberata dai detriti sia in direzione nord che verso Napoli. La tromba d’aria ha abbattuto alberi, pali della pubblica illuminazione e segnali stradali, cartelloni pubblicitari, insegne di esercizi commerciali, come quella di un fast food a San Nicola la Strada, che si e’ abbattuta su alcune auto, in quel momento vuote. I vigili del fuoco del Comando Provinciale di Caserta sono impegnati con sette squadre. Decine gli interventi in corso, anche per ringhiere letteralmente strappate dai balconi. Ora il forte vento si e’ attenuato e la situazione e’ tornata alla normalita’.
Napoli, scippa una turista: magrebino arrestato e condannato
Napoli. Questa mattina, gli agenti della Polizia di Stato, del Commissariato di Vicaria-Mercato, hanno arrestato Mohammed Ali, tunisino, di anni 26, con numerosi pregiudizi di polizia, per il reato di rapina e porto abusivo di coltello.Su segnalazione della sala operativa, gli agenti hanno raggiunto un albergo, di via Cesare Rossaroll, dove sono stati contattati da una cittadina spagnola. La turista ha dichiarato ai poliziotti, che poco prima era stata scippata della sua borsa, contenente denaro, carte di credito e altri effetti personali, da un giovane di origini magrebine e che lo stesso era scappato in direzione di via Carriera Grande. Molto importante sono state le informazioni che la cittadina spagnola ha saputo dare per l’attività investigativa e il rintraccio del magrebino. Infatti dopo poche ore, il 26enne è stato trovato in via Poerio, dove ha tentato dapprima di nascondersi, ma una volta individuato dagli agenti ha cercato di scappare.Bloccato dai poliziotti, addosso a Mohammed Ali è stato trovato un coltello serramanico, lungo 20 cm e la somma di denaro di 100 euro. La turista spagnola è stata condotta in un ospedale cittadino per essere curata e refertata per aggressione.I poliziotti hanno condotto Mohammed Ali, al carcere di Poggioreale, dove su disposizione dell’Autorità Giudiziaria dovrà scontare la pena di 2 anni di reclusione, più una multa di euro 800.00.
San Giorgio, poliziotti eroi salvano un 17enne dal soffocamento utilizzando le tecniche di soccorso BLS
Ieri sera, gli agenti della Polizia di Stato, del Commissariato San Giorgio a Cremano, hanno soccorso un ragazzo di 17 anni.I fatti sono avvenuti in via Cavalli di Bronzo, piena di gente, nei pressi di Villa Bruno, dove i poliziotti hanno notato un giovane ragazzo colto da malore e che cadendo sbatteva, fortemente, la testa sullo spigolo del marciapiede.In conseguenza alla caduta, al ragazzo fuoriusciva, dalla testa, parecchio sangue e dalla bocca usciva schiuma bianca.I poliziotti, avendo capito di cosa stesse avvenendo, hanno prestato il primo soccorso utilizzando le tecniche di soccorso BLS, effettuando tecniche di posizione al fine di evitare il soffocamento del minore. La manovra compiuta dagli agenti ha fatto si che il ragazzo si riprendesse, senza recare ulteriori danni.Avvisato il 118, il giovane è stato trasportato presso l’ospedale di Boscotrecase
Camorra al Pallonetto di Santa Lucia: 4 secoli di carcere e i boss perdono la patria potestà
Il giudice per le udienze preliminari di Napoli, Federica Colucci, ha condannato oltre tre secoli di carcere esponenti del clan Elia del Pallonetto di Santa Lucia. Droga ma anche ‘stese’ di camorra. Tra gli imputati, 39 in tutto, ci sono anche i genitori dei bambini usati come pusher e che furono allontanati da casa con un provvedimento del Tribunale dei Minori. Il giudice ha revocato per tutti la patria potesta’. Dalle indagini emerse il ruolo di una bambina di 8 anni, figlia di una donna ai vertici dell’organizzazione, che insieme alla sorella adolescente era addetta alla confezione di cocaina in casa; cosi’ come un 12enne consegnava la droga in strada agli acquirenti. Il clan Elia era forte di un radicamento sul territorio. Gli arresti arrivarono il 17 gennaio dello scorso anno e tutti sono stati condannati con il rito abbreviato. Trentacinque le condanne, a pene varianti dai 20 ai 5 anni di reclusione, nei confronti di imputati – tra cui 12 donne – accusati di gestire il traffico di droga e controllare importanti piazze di spaccio. Le pene piu’ alte (20 anni) sono state inflitte a Antonio e Ciro Elia, Adriana Blanchi, Giulia Elia, Anna De Muro, e Bruno Pugliese. Nel corso delle indagini dei carabinieri le riprese effettuate con microcamere mostrarono bambini intenti a confezionare dosi e, in alcuni casi, a spacciare dosi di cocaina, haschish, e marijuana. Il blitz scatto’ il 17 gennaio quando vennero eseguiti 47 arresti.
ELIA Antonio detto “ò Capocchia”, di’Michele e di DI MAURO. Anna nato a 24.02.1966 20 ANNI
ELIA Ciro detto “ò Mucill’ di Michele e di DI MAURO Anna nato a Napoli ìl 20.08.1967 20 ANNI
ELIA Michele detto “Michelino” di Antonio e CAPUTO Orientale Lucia nato a Napoli 21.07.1987 14 ANNI E 8 MESI
ELIA Renato detto “ò Nan”, di Antonio e CAPUTO Orientale Lucia nato a Nàpoli il 25.09.1994 6 ANNI E 8 MESI
ELIA Anna di Michele e dì DI MAURO Anna, nata a Napoli ìl 28.07.1968 7 ANNI E 4 MESI
FOGLIA Anna detta “Nanà’ nata a Napoli il 08.08.1974 7 ANNI E 4 MESI
PIPOLO Salvatore di Nunzio e DI MAURO Giulia nato Napoli 09.11.1994 10 ANNI
DI MAURO Enzo detto “Crauc” dì Mario e Leone Giuseppina, nato a Napoli il 20.12.1991 8 ANNI e 8 mesi
BIFULCO Enrico detto ‘Chiccotto” dì Benito Vittorio e Manna Giuseppina, nato a Napoli il29.10.1968 ASSOLTO
BELAEFF Gennaro, da Salvatore e Montagna Nunzia, nato a Napoli il 20.11.1995 8 ANNI E 8 MESI
PARZIALE Vittorio , di Antonio e Egizzo Maria Dolores, nato a Napoli 29.04.1994, 7 ANNI
BIANCHI Adriana , da Giovanni e Pecorara Maria, nata Napoli 20.07.1975 20 ANNI
ELIA Michele Antonio detto “Mycol” da Renato e Bianchi Adriana , nato Napoli il 05.08.1997 11 ANNI E 6 MESI
DE PASQUALE Francesco detto “Ciccia,’ di Federico e Maiorano Laura, nato Napoli 14.01.1970 5 ANNI E 4 MESI
SESSO Luigi detto “Gino da nera” , di Ciro e Cigliano Antonietta, nato Napoli 08.11.1976 14 ANNI
PAPA Francesco detto “Checco” di Salvatore e Ferrante Antonella nato a Napoli il 21.10.1982 17 ANNI
ELIA Giulia di Michele e Di Mauro Alma, nata Napoli il 16.04.1980 20ANNI
DI MEGLIO Annamaria, di Umberto ed Elia Giulia, nata a Napoli il24.09.1995, 12 ANNI E 2 MESI
EGIZZO Giuseppe detto “ò Merican” di Antonio e Criscuo1o Antonietta nato a Napoli il 23.06.1962 13 ANNI E 6 MESI
DE MURO Anna, di. Gennaro e Saltalamacchia Maria Grazia, nata a Napoli il 31.12.1986 20 ANNI
DI GIOVANNI Mariano “Mericano falso” di Antonio e Ferrante Rosaria, nato Napoli il 03.02.1981 13 ANNI E 6 MESI
FERRANTE Rosanna detta “a Romana” di Giuseppe e Reder Anria, nata a Napo.li il 31.07.1955 410 ANNI E 10 MESI
VARRIALE Raffaele, Di Giovanni e Grimaldi Assunta, nato a Napoli il 11.05.1953 6 ANNI
FERRANTE Antonella di Giuseppe e Reder Anna, nata a Napoli il 20.12.1962 10 ANNI E 10 MESI
PAPA Luigi detto “Gino” di Giovanni e Pariso Lucia nato a Napoli il 15-4- 1968 7 ANNI E 2 MESI
CASCELLA Carmela di Giòrgio e Cigliano Rita, nata a Napoli. il17.07.1978 5 ANNI E 4 MESI
ELlA Anna di Luciano e Di Costanzo Nunzia nata a Napoli il 27.o2 1990 3 ANNI E 4 MESI
CAMPOCHIARO Manuel di Alfonso e Coppola Brigida, nato a Napoli il 18.09.1986 6 ANNI
FEBBRAIO Caterina, di Salvatore ed Errico Maria, nata a Napoli il 10.12.1941 ASSOLTA
PUGLIESE Bruno detto “ò Brun” , di Carmine ·e Di Mauro· Rita, nato a Napoli il 11.06 1977 20 ANNI
VALESE Anna detta “a polacca”, da ignoto e Valese Rosaria; nata a Napoli 29.12.1987 14 ANNI
PUGLIESE Carmine detto “ò Joe’ di Mario e Petrillo Anna,nato a Napoli 22.03.1951, 12 ANNI
PUGLIESE Giulia, da Carmine e Di Mauro Rita, nata Napoli il 07.06 1988 8 ANNI
PUGLIESE Anna, da Carmine e Di Mauro Rita, nata Napoli il 09.05.1976 6 ANNI
DI MAURO Rita di Ciro e Pesacane Giulia, nata a Napoli il20.01.1953 7ANNI
DE LAURENZIO Giovanni nato a Napoli il 27.01.1959, 6 ANNI
MANNA Salvatore da Giovanni e Pandolfi Maria,nato a Napoli il 25.04.1967, 7 ANNI
RAGONE RENATO detto o’Paris, nato a Parigi l’1.12.1989 7 ANNI
Nocera Inferiore: Scannasurice di gran successo
Siamo lontani e su strade diverse rispetto a Uomini e topi (Of Mice and Men), romanzo di Steinbeck del ’37 tradotto in Italia da Pavese. Ma i topi di Scannasurice pure si confondono con gli uomini, nell’eterna lotta tra chi sta male e chi sta n’guaiato. Straordinaria l’interpretazione di Imma Villa, premiata da scroscianti applausi dal pubblico in piedi: la capacità vocale nel “dramma” è da livello notevolissimo. Perfetta la scelta di Simona Tortora di cominciare il quarto anno di “L’Essere e l’Umano” (rassegna siglata Artenauta) col testo di Enzo Moscato, ambientata nella parossistica e delirante Napoli del post terremoto attraverso uno stigma personale e originale, partendo dal linguaggio, intriso di un’antica napoletanità, che passa per filastrocche e detti, coloriti ma mai volgari. E poi tanto altro da sottolineare. La parte demoniaca della Vergine, che pensa al curaro come metodo di sterminio. La casa vissuta come luogo di storie, di presenza non solo fisica ma anche etico-sentimentale. La storia nella storia con la “bella ‘mbriana”. La discesa inferi, con parole che sembrano uccidere, come veri e propri proiettili. In realtà le parole del femminiello-protagonista non uccidono: rappresentano il dolore di chi si adatta, di chi è a sud di tutto e di tutti.
Napoli. Agenti fuori servizio arrestano ladro di biciclette
Napoli. Due poliziotti, un uomo ed una donna, fuori dal servizio, hanno arrestato ieri Massimiliano Gallotti, 42enne napoletano, con numerosi pregiudizi di polizia, per il reato di furto aggravato. I fatti sono avvenuti in una strada adiacente alla centralissima Piazza Matteotti, dove, i due poliziotti hanno notato una persona armeggiare vicino al blocchetto di accensione di una bicicletta elettrica a pedalata assistita, di colore beige-marrone. Gli agenti si sono avvicinati e l’individuo, intuendo di essere stato scoperto, ha cercato la via di fuga a bordo di un’altra bicicletta, sempre dello stesso tipo, rubata. I poliziotti hanno bloccato Massimiliano Gallotti, con addosso nella tasca del giubbotto, strumenti atti allo scasso come cacciavite a croce-piatto intercambiabile e un chiavino a brugola. Inoltre la bici elettrica, su cui Gallotti aveva tentato la fuga, era stata manomessa del congegno metallico del nottolino della messa in moto. In ausilio ai poliziotti fuori servizio sono giunti una pattuglia del falchi, che hanno rintracciato la proprietaria della bicicletta rubata, per la relativa denuncia. Per Massimiliano Gallotti, già sottoposto alla libertà vigilata, l’Autorità Giudiziaria ha disposto l’obbligo di presentazione presso gli uffici di polizia competenti.



