AGGIORNAMENTO : 5 Febbraio 2026 - 09:36
10.5 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 5 Febbraio 2026 - 09:36
10.5 C
Napoli
Home Blog

Portici, e-bike rubata due ore dopo l’acquisto sotto gli occhi delle telecamere

Portici– Centoventi minuti di libertà e gioia, poi il ritorno all’amara realtà. A Portici la microcriminalità non risparmia nemmeno i luoghi di aggregazione giovanile, colpendo un ragazzino che aveva appena coronato il sogno di possedere una e-bike

. Il furto, avvenuto con modalità fulminee, è stato immortalato dalle telecamere di sorveglianza della parrocchia di via Dalbono.

La dinamica del raid

L’episodio si è consumato nel tardo pomeriggio del 2 febbraio. Il giovane proprietario era arrivato ai campetti dell’oratorio per una partita di calcetto con gli amici, lasciando la bicicletta elettrica – acquistata soltanto due ore prima – regolarmente assicurata agli stalli.

Nonostante l’uso di catena e lucchetto, il malvivente è entrato in azione intorno alle 20:30. Con una rapidità che denuncia abitudine al crimine, il ladro ha forzato le protezioni e si è dileguato nel nulla, lasciando il giovane proprietario nello sconforto totale al termine della sfida sportiva.

La denuncia e le indagini

I genitori della vittima, dopo aver sporto regolare denuncia presso la Stazione dei Carabinieri di Portici, hanno segnalato l’accaduto al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli.

Il verbale consegnato ai militari dell’Arma conferma che il mezzo era stato messo in sicurezza, ma la protezione non è bastata a frenare il raid. I video del sistema di sorveglianza sono ora al vaglio degli inquirenti per tentare di dare un volto e un nome al responsabile.

Le accuse di Borrelli

“Siamo di fronte a una sfrontatezza criminale disarmante”, ha commentato duramente Francesco Emilio Borrelli, che ha già inoltrato il materiale video alle autorità. Il deputato ha sottolineato la gravità del colpire un minore in un luogo come l’oratorio: “I genitori fanno sacrifici enormi per i figli e questi delinquenti distruggono tutto in pochi secondi, sentendosi sicuri dell’impunità.

Non possiamo rassegnarci all’idea che un ragazzo debba temere di subire un furto mentre fa sport. Servono presidi costanti e tolleranza zero verso questi ‘scippatori di sogni’ che infestano le nostre strade”.

Assalto ai bancomat: smantellata la banda della marmotta, 5 fermi tra Puglia e Campania

Taranto – Una struttura militare, sopralluoghi meticolosi e l’uso spregiudicato di esplosivi ad alto potenziale. Si è conclusa nella serata di ieri la corsa della banda specializzata negli assalti agli sportelli automatici, smantellata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Taranto.

Cinque i decreti di fermo eseguiti nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti responsabili di una scia di colpi messi a segno con la tecnica della “marmotta” (un congegno artigianale imbottito di polvere pirica inserito nelle fessure degli ATM).

A capo dell’organizzazione, secondo gli inquirenti, ci sarebbe il 46 ufficiale barese Cataldo Bartolo. Insieme a lui sono finiti in manette quattro giovani complici tra i 20 e i 28 anni, residenti tra Palagiano, Massafra e Grumo Appula. L’indagine, coordinata dalla Procura ionica, ha ricostruito un business del crimine capace di fruttare oltre 170.000 euro.

La mappa dei colpi: dalla Puglia al Lazio

Il punto di rottura per l’organizzazione è stata l’esplosione del bancomat di Montemesola lo scorso 15 novembre. Da lì, i militari hanno seguito le tracce del gruppo, attribuendo loro almeno 17 assalti.

Il “raggio d’azione” della banda era vastissimo: non solo la provincia ionica (Monteiasi, Mottola, Palagiano), ma anche incursioni in Basilicata (Scanzano Jonico), Campania, Lazio e Calabria. L’ultimo colpo, una sorta di “canto del cigno” prima del blitz, risale alla notte tra il 2 e il 3 febbraio a Santa Margherita di Savoia.

Un’emergenza nazionale: le ultime settimane di fuoco

L’operazione di Taranto si inserisce in un contesto di vera e propria emergenza nazionale. Solo negli ultimi giorni si sono registrati episodi analoghi che testimoniano l’estrema vitalità di questi gruppi criminali:

Napoli e Campania (4 febbraio): Ad Agerola, ignoti hanno sventrato l’ATM della filiale locale, asportando l’intero forziere prima di dileguarsi verso la zona costiera.

Lombardia (2 febbraio): Doppia esplosione al Nord. A Travagliato (Brescia), un commando ha fatto saltare lo sportello del Credito Bergamasco per un bottino di 61.000 euro, colpendo poco dopo anche a Guidizzolo, nel Mantovano.

Lazio (Fine gennaio): Allarme rosso in provincia di Frosinone, dove in pochi giorni sono state colpite le filiali di Cervaro ed Esperia con modalità talmente violente da far parlare il sindaco di “atto di terrorismo” per i danni strutturali agli edifici.

Calabria (9 gennaio): Un colpo record a Decollatura (Catanzaro) ha fruttato ai malviventi circa 200.000 euro, confermando una tendenza che vede le province di Cosenza e Catanzaro sotto assedio.

La firma di Foggia e il legame con il sangue

L’inchiesta di Taranto segue di pochi giorni un altro duro colpo inferto alla criminalità foggiana, dove il 28 gennaio scorso sono stati fermati altri 5 giovani. In quel caso, l’ombra degli assalti ai bancomat si è incrociata con la cronaca nera più cupa: gli inquirenti sospettano che i proventi dei colpi o i contrasti interni alla banda possano essere legati all’omicidio di un 27enne avvenuto nell’estate scorsa.

I provvedimenti di fermo eseguiti ieri a Taranto sono ora al vaglio del GIP per la convalida, mentre le forze dell’ordine monitorano i flussi finanziari per recuperare il resto della refurtiva.

Quando la cultura diventa un luogo da abitare: Interspazi/Confluenze ad Atena Lucana

Sabato 7 febbraio 2026, a partire dalle ore 19:00, Atena Lucana (Sa) diventa parte viva e attiva di un gesto culturale condiviso. Presso gli spazi di Schifa Lab, Narhval Edizioni presenta Interspazi/Confluenze, un progetto multidisciplinare che non è semplicemente un evento, ma si configura come uno spazio da attraversare e abitare in modo diffuso.

In questo contesto, Atena Lucana non funge unicamente da cornice, ma è propriamente un territorio che accoglie e amplifica l’iniziativa, dimostrando come la contemporaneità possa vivere e generare valore anche lontano dai grandi centri.

L’iniziativa rappresenta una sintesi del percorso finora intrapreso da Narhval Edizioni. Una sintesi non definitiva, che mette radici per continuare a evolvere. Qui la letteratura diventa gioco sociale e collettivo, mentre musica, danza e voce guidano il pubblico in una fruizione lenta e partecipata. Interspazi/Confluenze diventa così un luogo di possibilità, “uno spazio in cui sostare e concedersi una breve fuga dall’ordinario”, come affermato nelle comunicazioni social dai suoi ideatori ed organizzatori.

Narhval Edizioni — di cui abbiamo già scritto in occasione del Rarreca Book Festival di Caggiano (SA) e dell’evento “La notte dei Mulini” — è una casa editrice indipendente, libera e visionaria, fondata nel 2024 a San Rufo (SA). Ama definirsi “un cervello collettivo, sede di incontri e scontri generativi”. Prende il nome dal narvalo, l’“unicorno del mare” che nuota nelle acque del Nord: un animale raro, strano e per questo simbolo di libertà. Nel raccontare se stessa, la casa editrice afferma: “Narhval esplora la sua identità, fugge il rumore e cerca la luce”. Una dichiarazione che qualifica l’essenza della sua linea editoriale, fondata sull’unicità del libro e sulla ricerca di testi capaci di travalicare il tempo. In questo contesto, il format Interspazi/Confluenze diventa la naturale espressione dell’identità di questa giovane, ma già raffinata realtà culturale.

L’evento propone un programma ricco e diversificato, che il pubblico potrà apprezzare attraverso i coinvolgenti artisti presenti. Il cuore della serata vedrà impegnata Enzina Cappelli, curatrice di una performance di danza ispirata ai testi di Oppio per Ovidio e coideatrice del progetto protagonista della serata. La lettura ad alta voce – eseguita da Gabriella Ripamonti – con cui corpo e parola dialogano tra di loro, accompagnerà l’esibizione amplificando il tema della trasformazione.

Gli spazi di Schifa Lab ospiteranno inoltre:

  • una mostra di opere autografe di Jole Tognelli, pittrice e poetessa “sommersa”, da osservare da vicino;
  • una sala lettura interattiva, con giochi e dispositivi testuali pensati per muoversi tra i testi e lasciare tracce;
  • un progetto grafico-editoriale che racconta il lavoro di Narhval Edizioni come processo, attraverso un rullo in lucido tecnico (1×4 m) ideato da Martina Cusin e Francesco Caggiano.

A tenere insieme i passaggi della serata sarà la musica: le selezioni di Francesco Neto Ciliberto – Discoteca Flegrea dj set e il suo doppio, accompagneranno il pubblico.

Non mancherà la zona ristoro, che sarà assicurata dalla Locanda San Cipriano con proposte culinarie della tradizione gastronomica locale.

L’iniziativa è stata inoltre realizzata  grazie alla collaborazione con Archivio Atena, il Comune di Atena Lucana e l’Associazione Monte Pruno Giovani, a dimostrazione di come la cooperazione tra realtà diverse possa generare progetti culturali di valore sul territorio.

Esplode una bombola di GPL nella notte a Napoli: palazzina inagibile, nessun ferito

Napoli – Una forte esplosione ha scosso la notte napoletana poco dopo la mezzanotte in via Generale D’Ambrosio, nel quartiere San Carlo Arena. A provocarla, secondo le prime ipotesi, sarebbe stata una perdita di gas da una bombola di GPL.

Non si registrano feriti. Lo scoppio è avvenuto all’interno di un appartamento disabitato al piano terra, che è stato completamente sventrato dalla deflagrazione. I danni strutturali hanno reso inagibile l’intera palazzina, costringendo allo sgombero precauzionale di 13 residenti.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile per mettere in sicurezza l’area e verificare la stabilità dell’edificio. Le indagini per accertare l’esatta dinamica dell’accaduto sono state affidate ai Carabinieri della stazione di Napoli San Pietro a Patierno.

Strage da monossido di carbonio in Toscana: morta famiglia di 4 persone

Porcari – Una intera famiglia è stata stroncata nella serata di ieri, mercoledì 4 febbraio 2026, da un’insidiosa intossicazione da monossido di carbonio nella propria abitazione di via Galgani, nella frazione di Rughi, comune di Porcari, in provincia di Lucca.

Le vittime – tutte appartenenti allo stesso nucleo familiare di origine albanese – sono il padre di circa 48 anni, la madre di circa 43 anni, un figlio maschio di circa 22 anni e una figlia di 16 (o 15) anni.

I quattro sono stati trovati senza vita all’interno della casa poco prima delle 22, quando una pattuglia dei Carabinieri e i Vigili del Fuoco, allertati da alcuni vicini che avevano avvertito un forte odore di gas, hanno fatto irruzione nell’abitazione satura del mortale gas inodore.

Una quinta persona, molto probabilmente un altro componente della famiglia o un parente presente in casa, è stata invece rinvenuta ancora in vita, sebbene in condizioni gravissime: trasportata in codice rosso all’ospedale Cisanello di Pisa, lotta per la sopravvivenza.

Durante le concitate fasi del soccorso, tre carabinieri che per primi sono entrati nell’immobile senza adeguati dispositivi di protezione sono rimasti lievemente intossicati dalle esalazioni ancora presenti.

I militari sono stati immediatamente assistiti sul posto e le loro condizioni non destano preoccupazione.Sul luogo della tragedia sono intervenute numerose squadre di soccorso: ambulanze della Croce Rossa di Lucca, della Croce Verde di Porcari e della Misericordia di Santa Gemma Galgani, oltre ai Vigili del Fuoco.

Sul posto è stato inizialmente fatto convergere anche l’elisoccorso Pegaso, poi fatto rientrare una volta constatato il decesso delle quattro persone.Le prime indagini e i rilievi tecnici puntano con forza verso un malfunzionamento della caldaia come causa della fuga di monossido di carbonio, il cosiddetto “killer silenzioso” che troppe volte, soprattutto in inverno, si rivela fatale nelle abitazioni private.

Gli inquirenti stanno accertando se fossero stati effettuati regolarmente i controlli e la manutenzione dell’impianto.La comunità di Rughi e di Porcari è sotto choc per una tragedia che ha spezzato un nucleo familiare in pochi minuti, lasciando un superstite in bilico tra la vita e la morte.

Scoperta banca fantasma: 500 truffati in tutta Italia per oltre 4 milioni di euro

Ancona – Una banca parallela, abusiva e perfettamente organizzata, capace di inghiottire i risparmi di una vita promettendo rendimenti da sogno. È questo lo scenario scoperchiato dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona con l’operazione “Golden Tree”.

Un’inchiesta complessa, coordinata dalla Procura della Repubblica dorica, che ha portato alla luce un presunto sodalizio criminale transnazionale, responsabile di aver movimentato oltre 4 milioni di euro ai danni di più di 500 persone su tutto il territorio nazionale.

La trappola della “community” e l’app fake

Il meccanismo truffaldino, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, si nascondeva dietro una facciata rassicurante: una presunta “community” dedicata al benessere degli iscritti. In realtà, questa struttura serviva da schermo per un istituto bancario privo di qualsiasi autorizzazione, con ramificazioni operative in Polonia e Bulgaria. L’organizzazione offriva servizi finanziari completi: apertura di conti esteri, prestiti e proposte d’investimento ad alto rendimento.

Per eludere i controlli dell’antiriciclaggio, i profitti venivano giustificati con la causale “cashback”. A rendere il tutto credibile agli occhi delle vittime contribuivano strumenti all’apparenza professionali: carte di debito fisiche personalizzate e un’applicazione digitale che simulava, in tutto e per tutto, un servizio di home banking.

Lo schema Ponzi e il reclutamento social

Le indagini hanno svelato un classico, quanto letale, Schema Ponzi. Il sistema si autoalimentava grazie a un aggressivo passaparola e all’uso dei social network, trasformando le vittime stesse in carnefici involontari: gli investitori venivano infatti incentivati a diventare “promotori”, ricevendo compensi proporzionali al numero di nuovi clienti reclutati.

La rete si è estesa a macchia d’olio toccando le province di Ancona, Roma, Milano, Palermo, Torino, Bari e Napoli. Nel mirino dei truffatori è finita una platea trasversale, dai ventenni ai pensionati di 85 anni. Molti di loro hanno versato i risparmi di una vita, le liquidazioni o persino denaro ottenuto indebitandosi, fidandosi ciecamente dei falsi promotori finanziari.

Dalle cene di gala alle crypto: dove finivano i soldi

Il castello di carte è crollato quando il flusso di denaro in entrata non è più bastato a coprire le richieste di rimborso. A quel punto, i rubinetti si sono chiusi: niente più interessi, né restituzione del capitale.

Secondo le Fiamme Gialle, le somme confluite nelle tasche del presunto dominus dell’organizzazione venivano utilizzate per spese personali di lusso, per organizzare eventi conviviali ed attrarre nuove prede, e soprattutto per investimenti altamente speculativi, come l’acquisto di oro fisico e criptovalute, rendendo il denaro difficile da tracciare.

Al termine del blitz, eseguito tra Marche, Abruzzo e Lombardia, quattro persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria. Le accuse sono pesanti: abusivismo finanziario, attività bancaria abusiva, truffa e autoriciclaggio.

Scattate misure cautelari personali per due indagati e il sequestro preventivo di 15 conti correnti tra Italia e Polonia. La piattaforma online utilizzata per gestire la frode è stata oscurata.

Omicidio di Arzano, l’ombra dell’errore di persona

Potrebbe essere stato vittima di un clamoroso errore di persona Rosario Coppola, 52 anni, ucciso nella serata di ieri ad Arzano, in via Sette Re.

Un agguato in piena regola, con modalità tipicamente camorristiche, che però presenta un elemento spiazzante: la vittima, pur con vecchi precedenti di polizia, non aveva legami con la criminalità organizzata.

L’agguato e la fuga disperata

Coppola era a bordo della sua auto, una Smart, insieme ad Antonio Persico, 25 anni, incensurato, quando è scattato l’attacco armato. Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, i colpi di pistola sarebbero stati esplosi in via Alberto Barone, dove l’auto sarebbe stata affiancata da un motociclo con almeno un sicario a bordo.

Dopo i primi spari, nonostante fosse già gravemente ferito, il conducente avrebbe tentato una fuga disperata, proseguendo la corsa fino a via Sette Re, probabilmente nel tentativo di chiedere aiuto. Ma per il 52enne non c’è stato nulla da fare: è morto sul colpo, raggiunto da proiettili risultati fatali.

Il ferito: “Non era lui il bersaglio?”

Antonio Persico è rimasto ferito a un braccio. Soccorso e trasportato all’ospedale San Giuliano di Giugliano, non è in pericolo di vita.

La sua testimonianza viene considerata centrale per le indagini: sarà lui a dover chiarire cosa è accaduto in quei minuti concitati, ma anche a spiegare la natura del rapporto con la vittima, vista la sensibile differenza d’età.

La pista più inquietante: uno scambio di persona

Ma l’elemento che più di ogni altro sta orientando l’inchiesta è un dettaglio emerso nelle ultime ore: Rosario Coppola somigliava in modo impressionante a un presunto boss di camorra, ritenuto vicino al clan Monfregolo, recentemente scarcerato e residente nella stessa zona.

Un particolare che apre uno scenario inquietante: se confermato, l’omicidio potrebbe essere frutto di uno scambio di persona, un errore fatale che avrebbe portato i killer a colpire l’uomo sbagliato.

Indagini serrate: telecamere e cellulari sotto esame

Le indagini sono condotte dai carabinieri della Tenenza di Arzano e della Sezione Operativa di Casoria, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Gli investigatori hanno già acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona dell’agguato e lungo il tragitto percorso dall’auto.

Sotto la lente anche i telefoni cellulari della vittima e del ferito, per ricostruirne contatti, frequentazioni e spostamenti. In parallelo vengono ascoltati familiari e amici, un lavoro meticoloso tipico della fase preliminare di un’inchiesta per omicidio.

Un delitto che parla il linguaggio della camorra

Le modalità dell’agguato — l’affiancamento in moto, i colpi esplosi a distanza ravvicinata, l’esecuzione rapida — richiamano chiaramente un’azione di stampo camorristico. Eppure Rosario Coppola, nonostante fosse noto alle forze dell’ordine per vecchi precedenti, non risultava inserito in contesti criminali organizzati.

Faceva l’imbianchino. Quando è stato ucciso indossava ancora gli abiti da lavoro, un dettaglio che restituisce l’immagine di una vita ordinaria spezzata all’improvviso.

Ora spetta agli investigatori sciogliere il nodo: bersaglio sbagliato o omicidio con movente ancora da decifrare? La risposta potrebbe arrivare dalle parole del giovane ferito e dalle immagini delle telecamere. In gioco, c’è la verità su un delitto che ha sconvolto Arzano.

Oroscopo del 5 febbraio 2026, le previsioni di Paolo Tedesco

0

Cari appassionati delle stelle, oggi il cielo ci regala una giornata dinamica, segnata dalla Luna in Vergine che ci invita al pragmatismo, mentre un aspetto armonico tra Mercurio in Acquario e Venere in Ariete stimola conversazioni brillanti e iniziative coraggiose in amore e creatività. Attenzione, però, a un quadrato tra Marte e Saturno che potrebbe creare attriti o frustrazioni se si forza la mano. Affrontiamo la giornata con metodo e un tocco di audacia.

Ariete (21 marzo – 19 aprile)

  • Amore: L’energia di Venere nel tuo segno ti rende magnetico e diretto. Se sei single, potresti fare un incontro folgorante. In coppia, porta freschezza e iniziativa.

  • Lavoro: Marte nel tuo settore comunicazione ti dà carica, ma il quadrato a Saturno suggerisce di controllare l’impazienza. Evita scontri con figure autoritarie.

  • Salute: Giornata di forte energia. Sfogala con uno sport intenso, ma senza strafare per non rischiare strappi muscolari.

  • Finanze: Possibili spese impulsive per passione o svago. Valuta se sono realmente giustificate.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua spontaneità è il tuo biglietto da visita oggi. Usala, ma ricorda: ascoltare è altrettanto importante che parlare.

Toro (20 aprile – 20 maggio)

  • Amore: Desideri maggiori conferme affettive. Invece di chiuderti, prova a comunicare i tuoi bisogni con dolcezza. La Luna in Vergine aiuta a essere concreti.

  • Lavoro: Ottimo giorno per mettere ordine, sistemare dettagli pratici e completare progetti in sospeso. La precisione sarà premiata.

  • Salute: Attenzione a tensioni alla nuca e alle spalle causate da stress. Un massaggio o dello stretching saranno rigeneranti.

  • Finanze: Situazione stabile. La Luna in un tuo settore finanziario ti consiglia di rivedere il budget o di mettere da parte qualcosa.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La sicurezza nasce dalla pazienza. Non avere fretta di vedere i frutti del tuo lavoro: stanno maturando.

Gemelli (21 maggio – 20 giugno)

  • Amore: Mercurio in Acquario favorisce incontri stimolanti e chiacchierate notturne. In coppia, condividete un progetto o un’idea per ravvivare l’intesa.

  • Lavoro: Brillante nelle idee e nelle relazioni sociali. Ottimo per brainstorming, networking o lavori di gruppo. Attenzione a non divagare troppo.

  • Salute: La mente è iperattiva. Per evitare sovraccarico, ritaglia momenti di vero relax, magari leggendo o ascoltando musica.

  • Finanze: Possibili piccoli guadagni inaspettati da idee brillanti o da conoscenze. Non fare scommesse azzardate.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua curiosità è un faro. Seguila, ma ancorati a un obiettivo concreto per non disperdere le tue notevoli energie.

Cancro (21 giugno – 22 luglio)

  • Amore: Le emozioni sono in primo piano. Potresti sentire il bisogno di maggiori coccole e rassicurazioni. Sii chiaro senza essere troppo bisognoso.

  • Lavoro: Giornata adatta a lavorare dietro le quinte o in un ambiente familiare. Potresti ricevere un riconoscimento da un superiore.

  • Salute: L’umore influisce sullo stomaco. Cura l’alimentazione, preferendo cibi semplici e nutrienti. Una tisana calda sarà un toccasana.

  • Finanze: Attenzione a spese legate alla casa o alla famiglia. Una discussione finanziaria con un parente richiede tatto.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua sensibilità è una bussola preziosa. Fidati delle tue impressioni, ma non lasciare che le insicurezze le offuschino.

Leone (23 luglio – 22 agosto)

  • Amore: Voglia di avventura e di uscire dalla routine. Proponi al partner qualcosa di nuovo. Single? Un viaggio o un corso potrebbero riservare sorprese.

  • Lavoro: Le tue doti comunicative e persuasive sono al top. Ottimo per presentazioni, trattative o insegnamento. Esponi le tue idee con sicurezza.

  • Salute: Buona vitalità. L’invito è a non trascurare il riposo notturno per essere al massimo domani.

  • Finanze: Idee interessanti per aumentare le entrate possono arrivare da una conversazione. Investi sulla tua formazione.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Il palcoscenico è tuo. Mostrati, condividi la tua visione, il mondo ha bisogno del tuo calore e del tuo ottimismo contagioso.

Vergine (23 agosto – 22 settembre)

  • Amore: La Luna nel tuo segno ti rende più riflessivo. Cerca di non analizzare ogni minimo dettaglio del rapporto. A volte la spontaneità paga.

  • Lavoro: Il picco di efficienza della giornata. Organizza, pianifica, metti a punto. I risultati si vedranno. Attenzione solo a non essere troppo critico con i colleghi.

  • Salute: Giornata per dedicarti a te stesso. Una routine di bellezza o un check-up possono farti sentire meglio.

  • Finanze: Gestione oculata e metodica. Ottimo momento per fare bilanci, pagare bollette o cercare offerte vantaggiose.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La perfezione che cerchi è nel processo, non nel risultato. Apprezza il valore del fare le cose con cura, senza ansia da prestazione.

Bilancia (23 settembre – 22 ottobre)

  • Amore: Venere in Ariete nel tuo settore delle relazioni ti spinge a essere più deciso. Prendi l’iniziativa per chiarire o per avanzare nella storia.

  • Lavoro: Collaborazioni fortunate. Cerca il confronto e la mediazione per superare eventuali ostacoli. Lavorare in team porta i frutti migliori.

  • Salute: Cerca equilibrio tra vita privata e lavoro. Ritagliati un momento di puro piacere per ricaricarti.

  • Finanze: Situazione generalmente positiva. Potresti essere tentato da un acquisto di design o di lusso. Assicurati che sia un vero valore.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Il tuo charme è la tua forza, ma oggi deve essere accompagnato da una chiara direzione. Sii armonioso, ma anche deciso.

Scorpione (23 ottobre – 21 novembre)

  • Amore: Passione intensa e magnetica. Le conversazioni possono toccare temi profondi. Sii sincero, ma evita toni possessivi o manipolatori.

  • Lavoro: Ottimo per lavori di ricerca, analisi o strategia. Vedi ciò che gli altri non vedono. Un progetto segreto potrebbe avanzare.

  • Salute: Energia potente. Attività fisica che ti sfianchi può essere un ottimo canale. Attenzione a testa e emicranie da stress.

  • Finanze: Gestione attenta e strategica delle risorse. Potresti trovare un modo per risparmiare o ottimizzare un investimento.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua profondità ti permette di vedere il nocciolo delle questioni. Usa questo potere per trasformare, non per controllare.

Sagittario (22 novembre – 21 dicembre)

  • Amore: L’ottimismo e la voglia di libertà sono in primo piano. Condividi con il partner i tuoi sogni e progetti. Single? Un incontro multiculturale o durante uno studio.

  • Lavoro: Idee visionarie e voglia di esplorare nuovi orizzonti. Attenzione a non fare troppe promesse o a sovrastimare i tempi.

  • Salute: Il buonumore è la miglior medicina. Una passeggiata nella natura o l’ascolto di musica allegra ti ricaricheranno.

  • Finanze: Possibili spese per viaggi, corsi o libri. Investi in conoscenza ed esperienze, ma tieni d’occhio il conto.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Il tuo entusiasmo è contagioso. Puntalo verso un obiettivo preciso, come una freccia, e colpirai il bersaglio.

Capricorno (22 dicembre – 19 gennaio)

  • Amore: Più riservato del solito, apprezzi la concretezza. Un gesto di servizio verso l’amato/a vale più di mille parole. In coppia si rafforza il legame.

  • Lavoro: La determinazione è alta, ma l’aspetto Marte-Saturno indica ostacoli o lentezze. Persevera, stai gettando basi solide per il futuro.

  • Salute: Resistente, ma attenzione alle ossa, alle ginocchia e ai denti. Postura corretta alla scrivania.

  • Finanze: Gestione molto responsabile. Stai valutando un investimento a lungo termine? Oggi è un buon giorno per pianificare.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua forza sta nella resistenza. Le difficoltà di oggi sono i gradini per il successo di domani. Procedi un passo alla volta.

Acquario (20 gennaio – 18 febbraio)

  • Amore: Mercurio nel tuo segno stimola conversazioni originali e libertà di pensiero. Cerca un partner con cui condividere non solo emozioni, ma anche idee.

  • Lavoro: La creatività e l’innovazione sono tue alleate. Proponi soluzioni fuori dagli schemi. Le tue idee rivoluzionarie saranno apprezzate.

  • Salute: Benessere mentale prioritario. Staccare dalla tecnologia per qualche ora ti farà un enorme bene. Socializzare con amici stimolanti è rigenerante.

  • Finanze: Entrate o idee fuori dal comune potrebbero arrivare grazie alla tua rete di contatti o a progetti digitali.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Il futuro che intuì è già qui. Incanalare la tua visione in un progetto concreto: è il momento giusto.

Pesci (19 febbraio – 20 marzo)

  • Amore: Sogni ad occhi aperti e romanticismo. Attenzione a non idealizzare troppo la persona amata o una situazione. Apprezza la poesia della realtà.

  • Lavoro: Ispirazione e intuizione sono alte. Ottimo per lavori artistici, creativi o di aiuto. Fidati del tuo istinto, ma verifica i dettagli pratici dopo.

  • Salute: Periodo sensibile. Proteggi il sistema immunitario, dormi a sufficienza e cerca ambienti tranquilli per rigenerarti.

  • Finanze: Situazione nebulosa. Meglio rimandare decisioni finanziarie importanti. Attenzione a spese dettate dall’emotività.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua compassione è un dono per il mondo. Ricorda di riversarne un po’ anche su te stesso oggi. Il riposo è creativo.

Cosa ci riservano le stelle il 5 Febbraio 2026?

Le stelle di questo giovedì dipingono un quadro di azione mirata e comunicazione audace, ma con un monito importante: l’importanza delle fondamenta. L’energia frizzante di Mercurio in Acquario e Venere in Ariete ci spinge a cercare novità, libertà e sperimentazione, soprattutto in amore e nelle idee. È una giornata per osare, per dire ciò che pensiamo con coraggio e per avvicinarci a persone e progetti che accendono il nostro entusiasmo.

Tuttavia, il quadrato tra Marte e Saturno funge da importante “realtà-check”. Ci ricorda che non tutto può essere ottenuto con la sola forza di volontà o con l’impulsività. Alcuni ostacoli, ritardi o figure autoritarie potrebbero mettere alla prova la nostra costanza. La Luna in Vergine ci offre la chiave: il metodo, l’organizzazione e l’attenzione ai dettagli pratici.

Il consiglio astrologico unificante che emerge è quindi uno solo: sogna in grande, ma agisci con precisione. Sii audace nel cuore e nella mente, ma solido e paziente nelle tue azioni quotidiane. Le stelle ci suggeriscono che il vero progresso oggi nasce dall’unione tra un’idea rivoluzionaria e la capacità di costruirle sotto, mattone dopo mattone, una base affidabile. Usiamo la nostra intelligenza (Mercurio) e il nostro desiderio (Venere) per progettare il futuro, e la nostra disciplina (Saturno) e la nostra energia (Marte) per realizzarlo, un passo per volta.

Buona giornata sotto le stelle!
Paolo Tedesco

Agguato ad Arzano: un morto e un ferito

Arzano – Serata di piombo e sangue nelle strade di Arzano. I Carabinieri della tenenza locale e della sezione operativa di Casoria sono intervenuti d’urgenza in via Sette Re a seguito di una violenta sparatoria che ha provocato una vittima e un ferito.

La vittima si chiamava Rosario Coppola e aveva precedenti di polizia datati al 2005, non riconducibili al reato di associazione camorristica. Il ferito è Antonio Persico, incensurato.

Secondo le prime ricostruzioni, l’agguato è scattato mentre i due obiettivi — un uomo di 52 anni e un giovane di 25 anni — sedevano all’interno di un’auto. I sicari hanno aperto il fuoco mirando al torace e alla schiena del più anziano, che è stato centrato al dorso: per lui non c’è stato nulla da fare, è morto sul colpo. Il 25enne, invece, è rimasto ferito a un braccio, riuscendo a scampare alla furia dei proiettili.

E’ stato trasportato all’ospedale di Giugliano dove i medici lo stanno curando.

L’area è stata immediatamente transennata per permettere i rilievi scientifici. I militari dell’Arma sono ora impegnati a setacciare la zona alla ricerca di bossoli e testimonianze utili, oltre a visionare eventuali telecamere di sorveglianza presenti nel perimetro dell’attacco.

Al momento le indagini procedono a ritmo serrato per chiarire la dinamica esatta del raid e individuare la matrice del delitto, senza escludere alcuna pista, dal regolamento di conti alla criminalità organizzata.

Napoli, cliente lancia l’appello social per ritrovare il tassista «dal cuore d’oro»

Napoli – “Voglio dire al tassista che mi ha accompagnato che la mia compagna è salva e da venerdì sono diventato papà di una bimba”: è la testimonianza di un cliente che ha lanciato un appello per cercare il tassista napoletano dal cuore d’oro che lo ha consolato e accompagnato in ospedale la sera del 30 gennaio scorso.

E’ una storia a lieto fine quella che è avvenuta a Napoli e che grazie all’aiuto del Comitato Tassisti di Base ha consentito al cliente e al conducente del taxi di ritrovarsi.

A raccontare questa storia di grande solidarietà è stato il cliente che nei giorni scorsi ha scritto sui social lanciando un appello e chiedendo aiuto per trovare un tassista che il 30 gennaio lo aveva accompagnato dalla stazione centrale al pronto soccorso ostetrico del Policlinico Vanvitelli.

“Chiedo una grande cortesia: sto cercando un tassista, un ragazzo castano/biondo di circa 27/30 anni che venerdì sera 30 gennaio, ore 19:40 circa, mi ha accompagnato dalla stazione centrale di Napoli fino al pronto soccorso ostetrico del policlinico Vanvitelli” scrive l’uomo nel messaggio arrivato ai tassisti che increduli hanno scoperto cosa era accaduto durante una corsa in taxi che sembrava mera routine.

Il motivo della ricerca non è stato questa volta per una lamentela, né per un rimprovero ai tanto vituperati tassisti, ma per esprimere la profonda gratitudine al giovane che durante tutto il tragitto ha rincuorato quel cliente ‘raccontandogli cose carine per farlo distrarre’.

L’uomo ha raccontato che il conducente del taxi lo ha ‘distratto’ dalla sua ansia e dalle sue preoccupazioni per le condizioni della compagna e della bimba che stava per nascere. Con la simpatia tipica dei napoletani gli ha regalato attimi di sollievo, mentre l’uomo piangeva senza sosta.

“Mi ha visto e sentito piangere per tutto il percorso perché io dovevo correre in ospedale per capire cosa fosse successo alla mia compagna gestante che è stata operata d’urgenza. Cercava di rincuorarmi e mi ha detto tante cose carine pur di non vedermi singhiozzare” dice il cliente.

E a fine corsa, il tassista ha fatto un gesto che solo un cuore nobile avrebbe potuto fare, non ha preso i soldi della tariffa. Non ha speculato sul dolore del cliente. “Aveva un grande cuore tant’è che arrivati fuori l’ospedale non ha voluto i soldi. Io preso dall’emozione l’ho abbracciato forte, l’ho ringraziato e ho pianto” dice l’uomo nel messaggio inviato sui social.

Già così sarebbe stata una bella storia di solidarietà a cui il popolo napoletano è in parte abituato. Ma dopo le preoccupazioni e le angosce per la sorte dei suoi cari, il cliente ha pensato e ripensato a quel gesto che non poteva rimanere sospeso e racchiuso in un giorno. E ha cercato il tassista per dirgli che il peggio era passato e le lacrime di paura di quella sera sono diventate lacrime di gioia.

“La mia compagna è salva e da venerdì sono diventato papà di una bimba che attualmente è ricoverata in terapia intensiva”. E infine la richiesta accorata: “Aiutatemi a cercare questo bravissimo ragazzo; vi prego”.

I colleghi del giovane tassisti si sono attivati, si sono passati la voce, e il tassista dal cuore d’oro ha ora un nome e un volto. Si chiama Carmine Pascariello, taxi C.P. 4131, e probabilmente non si è neanche reso conto – fino a quando i colleghi non gli hanno riferito il messaggio – di aver fatto una delle ‘corse’ più belle di sempre.

E’ stato il protagonista di una storia a lieto fine e di un atto di generosità e solidarietà umana che non ha prezzo.

Una storia che ha commosso anche i colleghi tanto che il Comitato Tassisti di Base di Napoli, dopo aver messo in contatto quel cliente con Carmine Pascariello, ha voluto esprimere apprezzamento e gratitudine per il comportamento del giovane associato.

Ponticelli, Il calcio di Jlenia al cagnolino ha scatenato la furia omicida del fratello Giuseppe Musella

Una lite scoppiata per futili motivi, l’ennesima in una casa dove le tensioni erano all’ordine del giorno, si è trasformata in tragedia nel cuore di Ponticelli. Jlenia Musella, 22 anni, è morta nel pomeriggio di ieri dopo essere stata colpita con una coltellata alla schiena dal fratello Giuseppe, 28 anni. Un solo fendente, lanciato al culmine di una furia improvvisa, ma sufficiente a risultare fatale.

Dopo ore di ricerche, nella notte il giovane si è costituito negli uffici di Polizia accompagnato dal suo avvocato. Ha confessato l’aggressione, sostenendo però di non aver mai avuto l’intenzione di uccidere la sorella. Per lui la Procura di Napoli ha disposto un provvedimento precautelare per omicidio volontario aggravato. Ora si trova nel carcere di Secondigliano, in attesa dell’udienza di convalida.

La lite nell’appartamento di via Al Chiaro di Luna

Il dramma si è consumato nell’abitazione di via Al Chiaro di Luna, nel rione Conocal, complesso popolare sorto dopo il terremoto del 1980 e divenuto negli anni una delle roccaforti della criminalità organizzata nell’area orientale di Napoli.

Secondo la ricostruzione degli investigatori della Squadra Mobile e del commissariato Ponticelli, i due fratelli convivevano e litigavano spesso, anche per motivi banali come la musica ad alto volume. Ieri pomeriggio l’ennesimo scontro sarebbe nato perché il cagnolino di Giuseppe aveva urinato sul pavimento. Dalle parole si è passati alle mani, fino a quando Jlenia avrebbe sferrato un calcio alla bestiola.

Un gesto che ha fatto perdere completamente il controllo al 28enne. Dopo un’apparente calma, l’uomo avrebbe sentito il cane guaire per il dolore. A quel punto la rabbia è esplosa: tra spintoni e botte, Giuseppe avrebbe afferrato un coltello e lo avrebbe scagliato contro la sorella che stava tentando di allontanarsi. Il colpo l’ha raggiunta alla schiena.

La corsa disperata e la morte in ospedale

Ferita gravemente, Jlenia è riuscita a uscire dall’appartamento e a fare pochi passi prima di crollare al suolo. Alcuni testimoni avrebbero assistito alla scena. Resosi conto della gravità della ferita, Giuseppe ha tentato di soccorrerla insieme ad altre persone, caricandola su un’auto e portandola all’ospedale Villa Betania.

Ma per la giovane non c’è stato nulla da fare: i sanitari hanno potuto soltanto constatarne il decesso. Subito dopo, il fratello e gli altri presenti si sarebbero allontanati. Nel rione, però, la voce su quanto accaduto ha iniziato a circolare rapidamente.

La confessione nella notte

Le indagini si sono concentrate immediatamente sul 28enne, già irreperibile nelle ore successive al delitto. Poco prima della mezzanotte, però, Giuseppe Musella si è presentato spontaneamente in Questura con il suo legale, rendendo una lunga dichiarazione durata circa tre ore.

Al termine dell’interrogatorio, il pubblico ministero Ciro Capasso ha firmato il provvedimento di fermo. La sua versione dei fatti è ora al vaglio dei magistrati della IV sezione della Procura, coordinata dal procuratore aggiunto Raffaello Falcone. Gli inquirenti stanno ascoltando anche diversi testimoni per chiarire ogni dettaglio della dinamica.

Una famiglia segnata dalla criminalità

La tragedia si inserisce in un contesto familiare già pesantemente compromesso. Jlenia e Giuseppe sono figli di Ciro Musella, detto “Ciro Ciro”, ritenuto in passato un “capo piazza” della droga a Ponticelli. L’uomo è detenuto da tempo con condanne definitive per gravi reati, anche di sangue, legati alla gestione dello spaccio nella zona.

La madre, invece, dopo aver trascorso diversi anni in carcere, è tornata di recente in libertà e abita nello stesso stabile dei figli. Un nucleo familiare cresciuto all’interno di un ambiente dove violenza e illegalità erano presenza costante.

I precedenti penali di vittima e aggressore

Anche i due fratelli avevano già avuto contatti con la giustizia. Giuseppe Musella era stato arrestato due anni fa insieme ad altri due giovani per il pestaggio di un pusher legato al clan Casella, colpevole – secondo l’accusa – di essersi rifiutato di continuare a spacciare e di voler cambiare vita.

Jlenia, invece, era rimasta coinvolta in una truffa ai danni di un’anziana. Nel novembre scorso era stata arrestata all’Aquila insieme a un 17enne napoletano con l’accusa di sostituzione di persona, violazione di domicilio e truffa ai danni di una donna di 90 anni. Avrebbe dovuto comparire a metà febbraio davanti al giudice per il processo per direttissima.

Secondo la ricostruzione dell’episodio, l’anziana era stata contattata telefonicamente da qualcuno che si era spacciato per un vigile urbano, sostenendo che l’auto della nipote era stata coinvolta in una rapina e lasciando intendere, con una voce femminile in sottofondo, che la giovane fosse in pericolo.

Il Conocal e le parole di Gratteri

Il delitto riporta l’attenzione sul rione Conocal e su altri quartieri di Napoli dove il degrado sociale e l’assenza dello Stato fanno da terreno fertile a violenza e criminalità. Proprio ieri, durante una conferenza stampa in Procura, il procuratore Nicola Gratteri ha ricordato come in alcune zone della città “si muore per futili motivi”.

Parole che suonano come un’amara constatazione ma anche come un atto d’accusa: “Ci sono responsabilità – ha sottolineato – che vanno ricercate anche in chi amministra e in chi fa politica”.

Una riflessione che pesa come un macigno su una morte arrivata al termine di una lite banale, ma maturata in un contesto dove la violenza sembra essere, da troppo tempo, una regola quotidiana.

Incendio in un alloggio Acer a Benevento, giudizio immediato per un 34enne

Davide Cantone, 34 anni, detenuto nel carcere di Benevento, sarà processato con giudizio immediato per l’incendio di un alloggio Acer e per altri gravi reati collegati.

Lo ha disposto il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Benevento, ritenendo “evidente” il quadro probatorio raccolto dalla Procura.

Il rogo del 5 novembre in via Bonazzi

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe appiccato il fuoco all’interno dell’appartamento di via Bonazzi il 5 novembre 2025. L’alloggio, stando alla ricostruzione investigativa, sarebbe stato occupato abusivamente e le fiamme avrebbero distrutto completamente arredi e impianti, causando anche danni strutturali.

L’incendio, sviluppatosi nella camera da letto, si sarebbe poi propagato alle parti murarie, al balcone e all’appartamento sovrastante, che è stato dichiarato inagibile.

Armi in casa e l’ipotesi di ricettazione

Nel corso delle indagini, i carabinieri avrebbero rinvenuto nell’abitazione armi e munizioni detenute illegalmente: una pistola lanciarazzi priva di matricola, un fucile da caccia e 44 cartucce di vario calibro. Per Cantone è contestata anche la ricettazione: il fucile, secondo quanto emerso, sarebbe risultato rubato in un precedente furto in abitazione.

Le indagini e la decisione del Gip

L’inchiesta si è basata, tra l’altro, su arresto in flagranza, sequestri, rilievi dei vigili del fuoco, perizie balistiche, testimonianze e accertamenti tecnici. Elementi che hanno portato il Gip a disporre il giudizio immediato, saltando l’udienza preliminare.

Il processo

La prima udienza è fissata per il 24 marzo 2026 davanti al Tribunale di Benevento in composizione collegiale. L’imputato è difeso dall’avvocato Michele Ciruolo.

Sicurezza a scuola, scattano i controlli: a Salerno il piano del Prefetto contro violenza e spaccio

Il Prefetto di Salerno, Francesco Esposito, ha riunito stamattina il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in una sessione allargata alle istituzioni che operano nell’universo giovanile. L’obiettivo è tracciare un piano d’azione condiviso per prevenire e contrastare fenomeni di illegalità e violenza all’interno degli istituti scolastici della provincia.

L’iniziativa segue i recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto il mondo della scuola e la direttiva congiunta dei ministri Giuseppe Valditara (Istruzione) e Matteo Piantedosi (Interno), che impone di mettere “a sistema” il dialogo tra scuola e prefetture attraverso percorsi integrati di prevenzione, ascolto e controllo.

Al tavolo, oltre ai vertici delle Forze di Polizia, hanno partecipato rappresentanti del Tribunale e della Procura della Repubblica per i minorenni, l’Ufficio scolastico Regionale, i dipartimenti per le dipendenze e la salute mentale dell’Asl di Salerno, la Provincia, il Comune di Salerno e Anci Campania.

Prevenzione e formazione: la prima direttrice

La strategia delineata si articola su due binari complementari. Il primo prevede l’istituzione di un tavolo di lavoro permanente che si riunirà a breve in Prefettura – con la partecipazione dell’Ufficio scolastico Regionale – composto da rappresentanti delle scuole, dell’ASL, dei servizi sociali, delle forze di polizia e della giustizia minorile.

Scopo dell’iniziativa è realizzare moduli informativi e formativi rivolti a dirigenti e docenti per creare un rapporto diretto tra istituti e istituzioni. Il focus è sul rafforzamento della capacità di prevenzione attraverso la definizione di metodi condivisi per la gestione delle segnalazioni, la tempestiva attivazione delle Forze di polizia e il coinvolgimento dei servizi competenti nei casi di fragilità o disagio giovanile.

Particolare attenzione sarà riservata all’accompagnamento dei docenti in un percorso di maggiore consapevolezza degli strumenti a disposizione, supportandoli nella gestione di situazioni critiche attraverso il riconoscimento di segnali “sentinella” che possano anticipare situazioni di fragilità tra gli studenti.

Controlli e sicurezza fisica: la seconda direttrice

Il secondo asse d’intervento riguarda le attività di controllo e prevenzione attiva. Sarà avviata una mappatura delle scuole per individuare le situazioni più a rischio – comportamenti violenti all’esterno, spaccio di stupefacenti, episodi reiterati di bullismo – sulla base della quale verranno pianificati controlli a campione secondo un livello di intervento crescente.

Gli istituti potranno essere temporaneamente inclusi nei Piani di controllo coordinato del territorio con ispezioni esterne o interne mirate. Nelle situazioni più gravi – d’intesa e su richiesta dei dirigenti scolastici interessati, nel rispetto della normativa vigente – potrà essere disposto l’impiego di strumenti di controllo agli accessi, incluso il ricorso a dispositivi manuali di rilevazione di oggetti metallici per prevenire il possesso o l’introduzione di armi.

L’intero impianto sarà accompagnato da monitoraggi periodici per valutare l’efficacia delle misure e aggiornare costantemente le strategie di intervento.

La dichiarazione del Prefetto

«Rafforzare i presidi di prevenzione e sicurezza all’interno della scuola significa creare le migliori condizioni per la formazione dei nostri giovani e la crescita della cultura del rispetto, come presupposto fondamentale per una società capace di rifiutare ogni forma di violenza e prevaricazione – ha dichiarato il Prefetto Esposito a margine dell’incontro –. Lavoriamo tutti insieme condividendo che la migliore arma per far valere le nostre idee è il confronto nel pieno rispetto dell’altro».

Crollo a Casoria, al via il sostegno psicologico per le famiglie sgomberate

Non solo macerie e case da ricostruire, ma anche ferite interiori che chiedono tempo e attenzione. A Casoria, dopo il crollo avvenuto il 23 gennaio in via Cavour, è scattata la fase del sostegno psicologico per i cittadini costretti a lasciare le proprie abitazioni.

Gli incontri si stanno svolgendo presso la Biblioteca comunale, dove hanno già preso il via le prime sedute individuali. Sei persone, seguite inizialmente in colloqui singoli, saranno ora coinvolte in percorsi di gruppo pensati per rielaborare insieme l’esperienza traumatica vissuta. Il servizio è stato attivato dall’Asl Napoli 2 Nord attraverso la Rete Operativa per la Psicologia delle Emergenze, su impulso della Direzione strategica aziendale, con l’obiettivo di garantire continuità assistenziale anche dopo la fase più acuta dell’emergenza.

L’intervento, spiegano dall’azienda sanitaria, punta a intercettare e contenere le reazioni emotive che possono emergere a distanza di giorni o settimane da eventi improvvisi e destabilizzanti. Un modello già sperimentato in passato in occasione del bradisismo nei Campi Flegrei, quando il supporto psicologico si è rivelato fondamentale per sostenere le famiglie coinvolte e prevenire l’insorgere di disturbi da stress post-traumatico.

Dai primi colloqui con gli sfollati emerge un diffuso stato di angoscia, legato non soltanto alla perdita materiale dell’abitazione ma anche al valore simbolico della casa come luogo di sicurezza e memoria. Forte anche la preoccupazione dei genitori per il benessere emotivo dei figli, spesso più silenziosi ma profondamente scossi dall’accaduto.

Gli specialisti continueranno a seguire le persone coinvolte con un percorso orientato al medio e lungo periodo, pronti a intensificare il supporto qualora dovessero emergere situazioni di maggiore fragilità. L’obiettivo è accompagnare le famiglie in una graduale ripresa, offrendo uno spazio di ascolto e condivisione capace di trasformare il trauma in un processo di ricostruzione anche interiore.

Capodichino, non si ferma all’alt e si dà alla fuga: arrestato 18enne

Non si è fermato all’alt della polizia e ha dato il via a una fuga spericolata tra le strade trafficate della città, conclusa solo dopo un inseguimento, un incidente e un tentativo di scappare a piedi. Protagonista della vicenda un 18enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine, arrestato con le accuse di lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento.

È accaduto nella serata di ieri, quando gli agenti del Commissariato Vasto-Arenaccia, impegnati nei servizi di controllo del territorio, hanno notato un’auto sfrecciare a velocità sostenuta lungo corso Meridionale. Alla vista della volante, il conducente ha invece di rallentare ha premuto sull’acceleratore, ignorando l’ordine di fermarsi.

Da quel momento è scattato l’inseguimento. Il giovane ha continuato la corsa mettendo a rischio la sicurezza degli altri automobilisti, con manovre azzardate e cambi di direzione improvvisi. La fuga è proseguita fino a calata Capodichino, imboccata contromano, dove la corsa si è conclusa con l’impatto contro due vetture in sosta.

Nonostante l’incidente, il 18enne ha tentato l’ultima carta, abbandonando l’auto e cercando di far perdere le proprie tracce a piedi. I poliziotti lo hanno però raggiunto e bloccato dopo una breve colluttazione, riuscendo a metterlo in sicurezza. Al termine delle operazioni, per lui sono scattate le manette. Ora dovrà rispondere davanti all’autorità giudiziaria delle accuse contestate, mentre sono in corso ulteriori accertamenti sull’accaduto.

Paduli, migliorano le condizioni della donna ferita a fucilate: possibile uscita dalla rianimazione

Arrivano segnali incoraggianti dall’ospedale San Pio di Benevento sulle condizioni della donna di 45 anni ferita a colpi di fucile dal marito lo scorso 2 febbraio a Paduli. Secondo l’ultimo bollettino medico, la paziente è sveglia, lucida e respira spontaneamente, senza bisogno di supporto ventilatorio.

Ricoverata nell’Unità operativa complessa di Anestesia e Rianimazione, diretta da Vincenzo Colella, la donna resta in prognosi riservata, ma il rischio per la vita viene ora considerato sensibilmente ridotto. Un passaggio importante in un quadro clinico che, pur nella sua gravità, mostra un’evoluzione favorevole.

Il decorso della ferita da arma da fuoco al braccio sinistro viene definito regolare, con una perfusione dell’arto ritenuta soddisfacente. Permane un grave deficit motorio dovuto alla lesione traumatica del plesso brachiale, ma i medici hanno registrato una prima ripresa della funzione motoria nell’area del nervo radiale. La sensibilità dell’arto risulta invece conservata. Al momento è stata esclusa la necessità di ulteriori interventi chirurgici nel breve periodo.

Accanto alle cure fisiche, alla paziente viene garantito un supporto psicologico costante. I sanitari parlano di una condizione di shock peritraumatico, ma sottolineano che la donna mantiene un esame della realtà integro, si mostra collaborante ed è consapevole di quanto accaduto.

Se il miglioramento dovesse proseguire con questo andamento, i medici prevedono la dimissione dalla terapia intensiva entro le prossime 24-48 ore, con il trasferimento in un reparto a minore intensità di cura. Un passaggio che rappresenterebbe un ulteriore segnale positivo in un percorso di recupero che si preannuncia comunque lungo e delicato.

Montella, scontro sul convento di San Francesco: frati contro il progetto dell’ospedale di comunità

Clima teso a Montella, dove il monastero di San Francesco alla frazione Folloni è diventato il centro di un duro confronto tra i frati minori conventuali e l’amministrazione comunale. Al centro della vicenda c’è il progetto che prevede la ristrutturazione di una parte del complesso per realizzare un ospedale di comunità, iniziativa sostenuta dal sindaco Rino Buonopane, che è anche presidente della Provincia di Avellino.

I religiosi, guidati dal priore padre Marcus, hanno impedito l’ingresso agli operai incaricati dal Comune di avviare i lavori. Sul posto sono intervenuti i carabinieri insieme alla polizia municipale e i frati sono stati formalmente identificati. Per la comunità religiosa si tratterebbe di una decisione che snatura il valore storico e spirituale del luogo. «Un oltraggio alla storia secolare del monastero», ha dichiarato il priore, esprimendo la contrarietà dei frati all’utilizzo sanitario di una parte della struttura.

Il complesso è di proprietà del Fondo edifici di culto ed è inserito nel territorio dell’arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza della Campania-Nusco-Bisaccia, guidata dall’arcivescovo Pasquale Cascio. Il sito, secondo la tradizione, sarebbe stato fondato circa ottocento anni fa da san Francesco d’Assisi e conserva un forte valore simbolico e religioso per l’intero territorio altirpino.

Di diverso avviso il sindaco Buonopane, che difende l’intervento come parte di un progetto più ampio di valorizzazione del complesso. L’obiettivo, spiega l’amministrazione, sarebbe quello di rendere gli spazi più fruibili e, allo stesso tempo, garantire un presidio sanitario essenziale in un’area interna dove i servizi sono spesso carenti. Una scelta che punta a coniugare tutela del patrimonio e risposta ai bisogni della popolazione.

La vicenda ha subito acceso il dibattito anche fuori dal convento. Numerosi fedeli sono arrivati a Folloni per esprimere vicinanza ai frati, mentre la minoranza in consiglio comunale ha attaccato duramente il primo cittadino. «Quanto sta accadendo alla famiglia dei frati di san Francesco è uno schiaffo all’intera comunità ed uno sgarbo istituzionale senza pari del sindaco Buonopane verso chi da decenni assicura assistenza e accoglienza materiale e spirituale a tantissime persone», affermano i consiglieri di opposizione.

Lo scontro resta aperto e intreccia temi delicati come la tutela dei luoghi di culto, la destinazione d’uso degli immobili storici e la necessità di rafforzare i servizi sanitari nelle aree interne. Una partita che, tra storia, fede e bisogni concreti, è destinata a far discutere ancora a lungo.

Gol annullato grazie ad una foto: polemiche in Promozione per un Var improvvisato

Un gol segnato, convalidato e poi cancellato grazie a una fotografia mostrata all’arbitro. Succede in Abruzzo, nel campionato di Promozione, dove la sfida tra Atessa e Lauretum è finita al centro di una bufera per un episodio che ha il sapore di un “Var artigianale” non previsto dal regolamento.

L’azione incriminata arriva al 31’ del primo tempo. Sugli sviluppi di un calcio piazzato, Andrea Pretara, difensore del Lauretum, colpisce di testa e manda il pallone in rete per il momentaneo pareggio. I padroni di casa protestano subito per un presunto tocco di mano, ma dopo il confronto con l’assistente l’arbitro indica il centrocampo e convalida la rete.

La partita sembra ripartire, ma a quel punto si verifica l’episodio che accende la polemica. Secondo la ricostruzione fornita dalla società ospite, dalla panchina dell’Atessa si avvicinano all’arbitro dirigenti e tesserati, insieme al fotografo della squadra di casa, che mostra al direttore di gara uno scatto dell’azione, ingrandendo il presunto contatto tra mano e pallone. Dopo aver visionato l’immagine, l’arbitro cambia decisione e annulla il gol.

La scelta scatena proteste in campo e sugli spalti. Il Lauretum affida il proprio sfogo ai social. «Sembra un film dell’orrore. Oggi ci sentiamo derubati, oggi ci hanno fatto un torto grande. Può un arbitro non vedere una rete? Magari sì. Ma se l’assistente richiama l’arbitro e convalidano il gol, perché basta una capannina intorno ai due per far cambiare idea? Siamo stufi…», si legge in un post pubblicato dalla società. Duro anche il commento del presidente Antonello Delle Monache: «Il Var in Promozione, ridicoli…».

A fine gara anche l’allenatore del Lauretum torna sull’episodio. «È stato utilizzato un supporto tecnico dall’esterno. All’arbitro sono state mostrate immagini dell’azione. Io dalla panchina non ho visto bene, poteva anche essere fallo di mano, ma una decisione arbitrale a questi livelli, dove il Var non è previsto, non può essere influenzata da supporti tecnici esterni al campo», afferma.

Nonostante l’indignazione, la vicenda non si è tradotta in un ricorso ufficiale. Il risultato finale, 2-2, è stato regolarmente refertato e omologato. Resta però il caso, destinato a far discutere su limiti, pressioni e regole in un calcio dilettantistico che, almeno sulla carta, dovrebbe restare lontano da qualsiasi forma di moviola tecnologica.

Pollena Trocchia, fermato in possesso di droga e un’arma: arrestato 25enne

Un controllo su strada si è trasformato in un arresto per droga a Pollena Trocchia, dove la Polizia di Stato ha fermato un 25enne napoletano trovato in possesso di diverse dosi di stupefacente e di un oggetto atto a offendere. L’operazione è scattata nel pomeriggio di ieri, quando i Falchi della Squadra Mobile, impegnati in servizi mirati al contrasto dello spaccio, hanno notato un’auto sospetta in via Stefano Trinchera.

Durante l’ispezione del veicolo, gli agenti hanno trovato l’uomo con 24 bustine di marijuana, per un peso complessivo di circa 100 grammi, e cinque stecche di hashish, per circa 8 grammi. Addosso aveva anche uno sfollagente telescopico e 1.220 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio, ritenuti compatibili con l’attività di spaccio al dettaglio.

Alla luce degli elementi raccolti, i poliziotti hanno esteso i controlli anche all’abitazione del giovane. Qui sono stati rinvenuti una pistola replica priva del tappo rosso, 43 cartucce a salve e diverso materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi. Tutto il materiale è stato sequestrato.

Il 25enne è stato arrestato per detenzione illecita di sostanze stupefacenti, mentre per il possesso dello sfollagente e della pistola replica è stato denunciato per porto di armi od oggetti atti a offendere. L’intervento rientra nei servizi di controllo del territorio finalizzati a contrastare il traffico e la diffusione di droga nell’area vesuviana.

Sorrento: nasconde dosi di cocaina in auto, arrestato pusher di Castellammare

Sorrento– Non è passato inosservato il nervosismo di un 45enne stabiese che, nella serata di ieri, è finito in manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione è stata condotta dagli agenti del Commissariato di Sorrento, impegnati in un consueto servizio di pattugliamento del territorio lungo le arterie principali della città costiera.

Il controllo e il sequestro

L’episodio si è verificato in Corso Italia. Durante il monitoraggio del flusso veicolare, i poliziotti hanno intimato l’alt a un’auto sospetta. Fin dai primi istanti del colloquio, il conducente – residente a Castellammare di Stabia – ha manifestato una spiccata insofferenza, mostrandosi agitato e poco collaborativo.

L’atteggiamento ha spinto gli operatori ad approfondire l’accertamento. L’intuizione si è rivelata corretta: la successiva perquisizione del veicolo ha permesso di scoprire 8 involucri di cocaina, per un peso complessivo di circa 7 grammi, occultati all’interno dell’abitacolo.

La sostanza stupefacente è stata posta sotto sequestro, mentre per il 45enne sono scattate immediatamente le manette. L’uomo è stato arrestato e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per rispondere del reato contestato.

La Penisola Sorrentina tra “vetrina del lusso” e mercato dello spaccio

L’incremento degli arresti in Penisola Sorrentina (Sorrento, Piano di Sorrento, Vico Equense) è un segnale ambivalente. Se da un lato testimonia un potenziamento del controllo del territorio da parte di Polizia e Carabinieri, dall’altro conferma una realtà preoccupante: la Costiera è diventata un mercato estremamente redditizio per le organizzazioni criminali, specialmente quelle provenienti dall’hinterland napoletano e stabiese.

Perché la Penisola sorrentina è scelta come piazza di spaccio?

Target trasversale: Il consumo non riguarda solo i residenti, ma una massa enorme di turisti e “pendolari del divertimento” che frequentano la zona tutto l’anno.

Capacità di spesa: Il benessere economico dell’area attira pusher che offrono droghe “da serata” (cocaina in primis), spesso trasportate in piccole dosi per minimizzare il rischio in caso di controlli.

Il ruolo della criminalità esterna: Come dimostra l’ultimo arresto (un uomo di Castellammare), la Penisola è spesso considerata una “piazza di sbocco” per chi rifornisce la droga dai comuni limitrofi.

I numeri del 2025: un inizio d’anno “caldo”

Incrociando i dati di cronaca di questo primo mese e mezzo (gennaio – inizio febbraio 2025), emerge un quadro di intensa attività: 6-8 arresti significativi in 5 settimane Sequestri di cocaina, hashish e crack e diverse denunce a piede libero.

A gennaio 2025, la Guardia di Finanza ha smantellato anche un grosso traffico internazionale (operazione “Mañana”) che, pur avendo base più ampia in Campania, riforniva indirettamente anche i mercati locali della provincia, inclusa la zona costiera.

 Un fenomeno in evoluzione

Ciò che emerge chiaramente è il cambiamento delle modalità di spaccio. Non esistono più le grandi “piazze fisse” (stile Scampia), ma uno spaccio itinerante e “su chiamata”, che rende il lavoro investigativo molto più difficile e basato sull’intuizione durante i posti di blocco, proprio come avvenuto ieri sera su Corso Italia.

La soglia di attenzione resta altissima, anche perché l’abbassamento dell’età media dei consumatori sta spingendo le autorità a intensificare i controlli non solo sulle strade, ma anche nei pressi delle scuole e dei luoghi di aggregazione giovanile della Costiera.