Cooperazione internazionale in Olanda

Narcotraffico tra Olanda e Campania, arrestata latitante legata al clan Scarpa

In manette una 43enne condannata in via definitiva a 10 anni di reclusione. Era inserita in un’organizzazione dedita all’importazione di droga nei circuiti campani, in particolare a Torre Annunziata.
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È stata localizzata e arrestata nei Paesi Bassi, dopo tre anni di latitanza, Babite Mihaela Veronica, classe 1982, destinataria di un ordine di carcerazione emesso a seguito di una condanna definitiva.

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L’operazione è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, con il supporto del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia – Unità F.A.S.T., sotto il coordinamento della Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli.

La condanna e il ruolo nel traffico di stupefacenti

La donna deve scontare una pena di 10 anni di reclusione, divenuta definitiva il 6 luglio 2023, per il suo coinvolgimento in un’associazione criminale dedita all’importazione dall’Olanda di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente.

La cocaina secondo quanto accertato nelle indagini, era destinata al mercato campano, con particolare riferimento alla piazza di spaccio di Torre Annunziata.

Legami con il vertice del sodalizio

I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2004 e il 2006. In quel contesto, Babite avrebbe operato come collaboratrice diretta e persona di fiducia del vertice dell’organizzazione, individuato in Pasquale Scarpa.

Il cambio di identità e le indagini

Dopo essere riuscita a sottrarsi al provvedimento restrittivo, la donna si era rifugiata in Olanda. Per rendere più difficile la sua individuazione, aveva anche cambiato cognome in seguito al matrimonio, secondo la normativa del Paese di origine.

Nonostante ciò, le indagini portate avanti nel tempo dai militari dell’Arma, anche attraverso i canali di cooperazione internazionale, hanno consentito di identificarla e rintracciarla.

Sono già state attivate le procedure di estradizione per consentire il trasferimento della donna in Italia, dove dovrà scontare la pena definitiva.

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Commenti (1)

Ho letto la notizzia e la trovo informativa ma con varij errori. I Carabbinieri del Nucleo e il servizzio di cooperazion internazional sonno nominati ma non spiegat chiar bene, pare che lei si fosse rifugiata in PaesiBassi e cambiò cognom, poi e stata presa ed ora si aspetta l’estrada e trasferiment in Italia.

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