Sparanise – Avevano conquistato la sua fiducia facendo leva su una condizione di forte fragilità emotiva, per poi usarlo – secondo le accuse – come prestanome in operazioni finanziarie e societarie. È una delicata vicenda di presunta circonvenzione d’incapace quella finita al centro di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che vede coinvolte cinque persone residenti a Sparanise.
La denuncia dei familiari
I dettagli dell’intricata vicenda sono emersi a seguito della circostanziata querela presentata dai genitori della giovane vittima, rappresentata e tutelata dagli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo.
Iscritte nel registro degli indagati figurano cinque persone del posto: Guido Iannotta, Manuel Iannotta, Sandra Lopez, Elena Sorvillo e Guido Sorvillo.
Il meccanismo del raggiro
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti sulla base dell’esposto dei familiari, il ragazzo da tempo versava in una condizione di profondo isolamento sociale e soffriva di gravi stati depressivi, per i quali era regolarmente seguito da medici specialisti. Una vulnerabilità psicologica che lo rendeva un soggetto facilmente condizionabile.
Proprio in questo quadro clinico si sarebbero inseriti gli indagati: guadagnata a poco a poco la stima del giovane, avrebbero progressivamente indirizzato le sue decisioni personali fino a convincerlo a intestarsi formalmente diverse attività economiche e finanziarie. Attività che, nella realtà dei fatti, sarebbero state dirette e gestite da altri soggetti a lui vicini.
Le indagini puntano ora a fare piena luce sul reale giro d’affari orchestrato alle spalle del ragazzo e sul ruolo effettivo ricoperto da ciascuno dei cinque indagati. La palla passa adesso al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP), che dovrà esprimersi sull’eventuale prosieguo dell’azione penale o decidere per la richiesta di archiviazione del caso.









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