Assemblea post scioglimento

Castellammare, Scotto scuote il Pd: «Quando si scioglie un Comune è un fallimento. Il cancro della città è la camorra»

Il deputato inaugura il suo mandato da commissario del Pd con un duro richiamo all'assunzione di responsabilità dopo lo scioglimento del Comune. «Basta vittimismo», dice, annunciando un percorso di ricostruzione del partito e del rapporto con la città.
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Castellammare – “Quando si scioglie un Comune significa che c’è stato un fallimento. E di questo ci assumiamo le nostre responsabilità. Mi aspettavo che anche altri lo facessero. Invece assistiamo al vittimismo, senza alcuna assunzione di responsabilità”.

È un intervento senza sconti quello con cui il deputato Arturo Scotto inaugura il suo mandato da commissario del Partito Democratico di Castellammare di Stabia, nel corso dell’assemblea convocata nella storica sede di corso Vittorio Emanuele dopo lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche.

Arturo Scotto non sceglie la strada della diplomazia. Al contrario, indica la rotta che il partito dovrà seguire nei prossimi mesi: ricostruire il rapporto con la città partendo da un’assunzione collettiva di responsabilità.

“Il senso di questa assemblea è metterci in ascolto. C’è una crisi tra la sinistra e la città sulla quale bisogna lavorare”, dice il parlamentare, che individua proprio nello scioglimento dell’ente il punto di non ritorno da cui ripartire.

«La relazione prefettizia non è farlocca»

Nel suo intervento respinge ogni tentativo di minimizzare il contenuto della relazione prefettizia. “Per cultura istituzionale il Pd non può che condannare chi sostiene che quella relazione sia farlocca. Lo scioglimento non è figlio delle faide interne al Partito Democratico”.

Parole nette anche sul tema della legalità.

“Dobbiamo recuperare una corretta igiene del linguaggio. Il cancro di questa città è la camorra”. E ancora: “Non basta essere persone perbene se si tengono le mani in tasca”.

Gli ex consiglieri autosospesi e il futuro del partito

Il neo commissario affronta anche il caso degli ex consiglieri autosospesi. “Elefante e Amato sono incompatibili con il nostro partito. Hanno deciso di autosospendersi e mi auguro che questa pagina si chiuda qui”.

Scotto ricorda anche una delle pagine più difficili vissute dal Pd stabiese, l’ammutinamento di parte del gruppo consiliare rispetto alla linea del partito.

“Noi non siamo il partito degli eletti. Questa non è la nostra funzione”, afferma, rivendicando il primato dell’organizzazione politica rispetto agli interessi personali.

Il confronto con prefetto e commissione straordinaria

Il parlamentare guarda già ai prossimi passi. Annuncia che nelle prossime ore contatterà il prefetto e la commissione straordinaria che amministra il Comune.

“Ci sono emergenze che non possono essere lasciate sole. Ci sono investimenti che non possono fermarsi. Sono sfide che un partito di governo deve affrontare”.

Il mandato ricevuto ha un obiettivo preciso: “Mi è stato affidato il compito di ricostruire l’autonomia del Partito Democratico di Castellammare. Starò qui il tempo necessario a ricostruire un gruppo dirigente autonomo”.

Non manca una riflessione sul futuro del centrosinistra e sul ruolo del civismo.

“Il civismo non può ridursi alla moltiplicazione delle liste civiche, che troppo spesso rappresentano filiere di operazioni di potere e finiscono per fare danni. Il Pd stabiese non sarà più terreno di caccia delle preferenze di qualcuno”.

Nel finale arriva anche un appello ai Giovani Democratici, chiamati a svolgere una ricerca sulle condizioni di lavoro dei giovani impiegati nel comparto turistico, per capire se la crescita del settore produca davvero una redistribuzione della ricchezza sul territorio.

L’intervento di Piero De Luca e la partecipazione all’assemblea

Ad aprire l’assemblea era stato il segretario regionale del Pd, Piero De Luca, che ha spiegato le ragioni della scelta di Scotto.

“Bisogna ripartire”, ha detto De Luca. “Grazie ad Arturo per la disponibilità. È un parlamentare di livello nazionale e svolgerà con equilibrio e passione questa sfida”.

De Luca ha ribadito che “il Pd è un argine e un presidio di legalità”, aggiungendo che “non ci possono essere fraintendimenti. Serve rigore assoluto nella battaglia per la legalità. Non siamo giustizialisti, ma garanti della legalità e della trasparenza”.

Ha quindi ricordato il sostegno agli amministratori locali, “soprattutto ai sindaci del Sud, tartassati dal Governo”, e, rivolgendosi implicitamente ai consiglieri autosospesi, ha scandito:

“Non ammettiamo tentennamenti sul contrasto alla legalità”.

L’assemblea ha registrato una partecipazione significativa del gruppo dirigente democratico e del mondo politico e associativo cittadino.

In sala erano presenti, tra gli altri, Nicola Corrado, Anna Paola Mormone e Peppe Giordano, ultimo segretario cittadino del Pd e il più longevo nella storia dei Democratici stabiesi. Presenti anche rappresentanti della Cgil, gli ex consiglieri comunali Mimmo Cioffi, eletto in una lista civica, e Valeria Longobardi, subentrata in Consiglio comunale dopo le dimissioni di Sandro Ruotolo.

Tra i partecipanti anche l’ex esponente democratico Costantino Aitra, il direttore artistico della rassegna del Supercinema Luca Nasuto, numerosi iscritti storici del partito, tra cui Catello Imparato, e una nutrita delegazione dei Giovani Democratici, ai quali Scotto ha affidato uno dei primi compiti politici della nuova fase.

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