Dopo l'allarme per inquinamento

Bagnoli, revocati i divieti: riaprono la spiaggia libera e il Lido Comunale

L'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale ha annullato l'ordinanza emanata il 23 luglio dopo gli esiti delle analisi Arpac.
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Dopo poco più di una settimana di stop, riaprono la spiaggia libera e il Lido Comunale “Marina di Bagnoli”. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale ha infatti revocato l’ordinanza con cui, lo scorso 23 luglio, era stato disposto il divieto assoluto di accesso, elioterapia e di qualsiasi attività che comportasse il contatto diretto con la sabbia o con il terreno nell’area compresa tra il pontile nord e la concessione “Cioffi Sergio”.

A comunicarlo è il Comune di Napoli, precisando che il provvedimento riguarda anche le aree demaniali marittime situate a nord della colmata di Bagnoli, dove ricadono il tratto di spiaggia libera e il Lido Comunale “Marina di Bagnoli”. Entrambe le aree saranno nuovamente fruibili a partire dalla mattinata di sabato 1° agosto.

Lo stop dopo le analisi dell’Arpac

Il divieto era stato adottato in via precauzionale in seguito agli esiti dei controlli effettuati dall’Arpac, che avevano rilevato un inquinamento di natura microbiologica nella zona interessata. La misura aveva comportato la chiusura dell’arenile e il divieto di ogni attività che prevedesse il contatto diretto con la sabbia.

Restano gli obblighi di monitoraggio

Contestualmente alla revoca del divieto, l’Autorità Portuale ha introdotto una serie di prescrizioni rivolte ai concessionari delle aree interessate. In particolare, dovranno essere garantiti il monitoraggio costante e gli interventi di manutenzione della matrice sabbiosa, così da assicurare il mantenimento delle condizioni di sicurezza e tutela della salute pubblica.

La riapertura arriva alla vigilia del primo fine settimana di agosto, consentendo ai cittadini e ai turisti di tornare a frequentare uno dei principali arenili pubblici della zona occidentale di Napoli, dopo la temporanea interdizione disposta per motivi sanitari.

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