Napoli– Scatta l’ora X per la bonifica e la messa in sicurezza del bacino idrografico del fiume Sarno, uno dei territori a più alto rischio idraulico ed ecologico d’Italia. È stata ufficialmente pubblicata la gara a procedura aperta telematica per l’assegnazione dell’Accordo Quadro quadriennale destinato a dare attuazione al “Programma Strategico di Riqualificazione Ambientale e Contrasto al Rischio Idraulico”.
Un’operazione imponente da ben 406.990.761,29 euro, cofinanziata dall’Unione Europea nell’ambito delle risorse per la Coesione Italia 21-27 destinate alla Regione Campania. La procedura, suddivisa in 7 Lotti prestazionali e territoriali, adotterà il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per garantire la massima qualità tecnica nell’esecuzione delle opere.
Traguardo 2032: invasi potenziati e portate da record
Le stime e le direttive del piano tracciano un percorso preciso. Entro il 2032, l’intero assetto idraulico dell’area subirà una profonda trasformazione strutturale. Il potenziamento strategico delle vasche di laminazione permetterà di incrementare la capacità complessiva di invaso di oltre 5 milioni di metri cubi, creando una barriera fondamentale contro i fenomeni alluvionali e le esondazioni durante le piene.
Parallelamente, l’insieme delle opere ingegneristiche assicurerà una capacità di deflusso e una portata idraulica pari a 120 metri cubi al secondo (m³/s) alla foce, mettendo finalmente al riparo dai pericoli idrogeologici i numerosi centri abitati che costeggiano il corso d’acqua.
Gli interventi nel dettaglio: il Sarno e gli affluenti (Ambito 1)
Il piano di riqualificazione interverrà in maniera capillare sull’intero bacino idrografico, strutturandosi in macroaree geografiche e funzionali.
L’Ambito 1 coinvolge un fitto reticolo di comuni compresi tra l’Agro Nocerino-Sarnese e l’area vesuviana: San Marzano sul Sarno, Angri, Scafati, Sant’Antonio Abate, Pompei, Castellammare di Stabia, Torre Annunziata, Nocera Inferiore e Pagani. In questo comparto, le priorità operative riguardano il ripristino della funzionalità idraulica del Rio Sguazzatorio e del Canale Marna, affiancati da intensi lavori di pulizia degli alvei, ricostruzione delle fasce demaniali e sistemazione idraulica generale del Fiume Sarno (I e II stralcio).
Gli interventi comprenderanno anche l’adeguamento della sezione fluviale dalla foce fino alla traversa di Scafati e alla confluenza con l’Alveo Comune Nocerino. A completare il lotto, figurano l’ampliamento della Vasca Cicalesi (Prima Fase), la rifunzionalizzazione del Canale Bottaro e delicate operazioni di dragaggio e gestione ecosostenibile dei sedimenti accumulati.
Solofra, Solofrana e Calvagnola (Ambito 2)
Il secondo macro-intervento (Ambito 2) abbraccia la fascia compresa tra l’Irpinia e la provincia salernitana, interessando i comuni di Solofra, Montoro, Fisciano, Mercato San Severino, Sarno, Nocera Superiore, Nocera Inferiore e Cava de’ Tirreni.
In questo settore, l’attenzione sarà concentrata sull’adeguamento strutturale del Torrente Cavaiola e sulla realizzazione o ammodernamento di una rete capillare di vasche di laminazione: dalla Vasca Pozzello e San Bartolomeo a Montoro, alle Vasche ASI e Settefichi a Fisciano, fino alle Vasche Lavinaio 1 e 2 e alla Vasca Pandola nel territorio di Mercato San Severino. Ogni cantiere integrerà inoltre protocolli avanzati per il riutilizzo e la valorizzazione delle terre da scavo.









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