

Nella foto il pronto soccorso dell'ospedale Cardarelli di Napoli
Un nuovo e gravissimo episodio di violenza si è consumato ieri pomeriggio all’interno del Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera Antonio Cardarelli di Napoli. Una operatrice socio-sanitaria è stata brutalmente aggredita da un paziente in forte stato di agitazione mentre svolgeva il proprio turno di servizio.
La dinamica dell’accaduto evidenzia una situazione di estrema pericolosità per i lavoratori della sanità campana. L’operatrice stava eseguendo il consueto trasferimento di alcuni malati dal Pronto Soccorso al reparto di Radiologia. Durante il tragitto nei corridoi, la donna è stata improvvisamente affrontata dall’uomo che ha tentato di strangolarla. L’intervento provvidenziale e immediato dei colleghi presenti e delle guardie giurate in servizio ha evitato il peggio.
Solo grazie alla prontezza dei riflessi del personale, e dopo una breve colluttazione, i soccorritori sono riusciti a sottrarre la vittima dalle mani dell’aggressore. L’operatrice è stata immediatamente medicata dai medici della struttura. Visibilmente scossa e sotto shock per il gravissimo trauma subito, la donna ha riportato lesioni giudicate guaribili con una prognosi di 21 giorni.
L’episodio ha scatenato la dura reazione delle sigle sindacali, che da tempo denunciano i rischi in corsia. Antimo Morlando, Segretario della Sanità Pubblica per la FP CGIL Campania, ha dichiarato che non è più tollerabile che il personale debba rischiare la propria vita sul posto di lavoro. Il sindacalista ha espresso massima solidarietà alla collega aggredita, sottolineando come esistano ancora percorsi “franchi” e privi di tutele nei presidi di emergenza, nonostante i recenti innalzamenti dei livelli di sicurezza.
La CGIL chiede un intervento strutturale e immediato per fermare questa spirale di violenza prima che si trasformi in una vera e propria tragedia. Morlando ha ribadito la necessità di avviare campagne di sensibilizzazione capillari rivolte alla cittadinanza per arginare il fenomeno. Ha infine ricordato che i sanitari aggrediti sono gli stessi professionisti che sorreggono un sistema indebolito dai continui definanziamenti, garantendo comunque l’accesso alle cure e alle urgenze per tutti i cittadini.
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