Venezuela – Violentissimo terremoto nello Stato, il sisma seguito da diverse scosse di assestamento, è stata avvertito anche in Colombia.
Lo United States Geological Survey, l’agenzia scientifica degli Stati Uniti che analizza i terremoti, parla sul proprio sito di “grave sequenza sismica doppia”. L’agenzia ha spiegato che la scossa premonitrice di magnitudo 7,2 si è verificata in Venezuela appena 39 secondi prima del terremoto principale di magnitudo 7,5, che ha colpito molto vicino al confine tra la placca tettonica dei Caraibi e quella sudamericana.
Secondo il Servizio Geologico Colombiano (Sgc), la scossa principale è stata registrata alle 17:04 locali con epicentro nel centro-nord del Venezuela e una profondità superficiale inferiore a 30 chilometri. L’epicentro è stato localizzato nei pressi delle città venezuelane di Maracay, Isla Ratón e Valencia.
La limitata profondità del sisma ha favorito la propagazione delle onde sismiche su un’ampia area. Numerosi residenti hanno segnalato il movimento tellurico sui social media sia in Venezuela sia in Colombia. Le autorità colombiane hanno riferito che la scossa è stata percepita in diverse città, tra cui Bogotà, Barranquilla e Bucaramanga, dove alcuni cittadini hanno riferito oscillazioni prolungate di edifici e abitazioni.
Quattro morti accertati: panico a Caracas dove sono caduti diversi edifici
Panico a Caracas dove diversi edifici sono crollati, al momento il bilancio è di 32 morti. E’ il primo dato di un bilancio che inevitabilmente è destinato ad aggravarsi nelle prossime ore. Darwin González , sindaco di Baruta, un comune a 20 chilometri da Caracas, ha confermato tre morti a causa del crollo di due strutture a Las Minas. Allo stesso modo, il sindaco di Los Salias, poco lontano, Edgar Laya, ha segnalato un decesso nel suo comune.
La presidente dichiara lo stato di emergenza: chiuso l’aeroporto di Maiquetìa
La presidente ad interim Delcy Rodriguez, ha dichiarato lo stato di emergenza. Chiuso per “danni gravi alle infrastrutture”, l’aeroporto internazionale di Maiquetìa, lo scalo principale del Venezuela. L’epicentro del sisma è stato registrato vicino a Moron, città costiera (nella parte centro-settentrionale del Paese) che dista circa 200 chilometri dalla capitale venezuelana.
Gli Stati Uniti hanno pure attivato l’allarme tsunami (poi rientrato) per Porto Rico, le Isole Vergini Americane e le Isole Vergini Britanniche.
Le immagini che circolano sul web restituiscono la disperazione e la paura dei venezuelani. Agenti di polizia e vigili del fuoco sono al lavoro a Caracas per salvare la vita a chi è rimasto intrappolato sotto le macerie.
Nella storia recente del Venezuela, Paese ad alto rischio sismico, le scosse più violente si sono verificate nel nord-est nel 1997 (causando 73 vittime) e a Caracas nel 1967 (con un bilancio di 236 morti). L’ultimo terremoto di intensità analoga risale al 2018, quando un sisma di magnitudo 7,3 colpì lo Stato di Sucre.
Terremoto anche nel nord del Giappone: almeno quattro i feriti
Trema la terra anche in Giappone, un terremoto di magnitudo 6.9 ha colpito il nord del paese. Lo riferisce l’Agenzia meteorologica nipponica. Secondo le prime informazioni, il sisma è stato registrato stamattina a una profondità di 68 km al largo dell’isola di Honshu. Si registrano almeno quattro feriti.
L’Agenzia meteorologica del Giappone non ha emesso alcun allarme tsunami. La scossa ha raggiunto il livello 6 superiore della scala sismica giapponese a Hashikami e Hachinohe, nella prefettura di Aomori, un’intensità tale da rendere difficile restare in piedi. Il sisma è stato avvertito anche in Hokkaido, nelle prefetture di Akita, Miyagi, Fukushima e Yamagata, oltre che nell’area di Tokyo.
Non sono state segnalate anomalie nelle centrali nucleari di Higashidori, Onagawa, Fukushima Daiichi e Fukushima Daini, nè negli impianti di stoccaggio e riprocessamento del combustibile nucleare. I servizi ferroviari del Tohoku Shinkansen sono stati temporaneamente sospesi tra Tokyo e Shin-Aomori. La premier Sanae Takaichi ha invitato la popolazione delle aree più colpite a restare in allerta per possibili nuove scosse di intensità simile.






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