Un’autentica danza subacquea, maestosa e fluttuante, ha rotto il silenzio blu delle profondità del Vervece, lo scoglio sacro situato nel cuore dell’Area Marina Protetta (AMP) di Punta Campanella. Le videocamere di sorveglianza ad alta tecnologia posizionate nella “zona A” a protezione integrale hanno catturato immagini spettacolari: tre splendidi esemplari di Aquila di mare (Myliobatis aquila) che planavano sinuosamente intorno alla celebre statua della Madonnina sommersa, un sito diventato simbolo della biodiversità e della rigenerazione marina nel Golfo di Napoli.
Questo avvistamento non rappresenta soltanto un momento di straordinaria bellezza visiva, ma costituisce un indicatore biologico di cruciale importanza. L’Aquila di mare è infatti classificata come specie vulnerabile nella Lista Rossa dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura).
Questo rapace dei mari, cugino stretto delle mante e delle razze, affronta una drastica riduzione della popolazione in tutto il bacino del Mediterraneo, minacciato costantemente dalle catture accidentali nella pesca commerciale (bycatch), dall’inquinamento da plastica e dal progressivo degrado dei fondali costieri.
I segreti del predatore alato
Le aquile di mare sono creature affascinanti e anatomicamente uniche. Caratterizzate da grandi pinne pettorali che ricordano la forma delle ali di un uccello, possono raggiungere un’apertura alare superiore al metro e mezzo. A differenza delle razze comuni che vivono prevalentemente adagiate sui fondali sabbiosi, la Myliobatis aquila trascorre gran parte del tempo nella colonna d’acqua, nuotando attivamente con movimenti coordinati che ricordano un vero e proprio volo.
Dotate di una testa pronunciata e di un muso robusto simile a un becco d’anatra, utilizzano la loro struttura facciale per scovare molluschi, crostacei e piccoli pesci nascosti nella sabbia, che frantumano grazie a una potente dentatura a piastre. Sulla coda, sottile e simile a una frusta, è presente una spina seghettata munita di una ghiandola velenifera, utilizzata esclusivamente come arma di difesa contro i grandi predatori, come gli squali.
Inoltre, la fragilità di questa specie è dettata dalla sua stessa biologia: le aquile di mare sono ovovivipare e hanno un ciclo riproduttivo estremamente lento, con lunghi periodi di gestazione che portano alla nascita di pochissimi piccoli alla volta. Questo rende il recupero delle loro popolazioni particolarmente difficile e strettamente dipendente da aree rifugio inviolabili.
Il Vervece: l’efficacia della protezione integrale
Il fatto che l’avvistamento sia avvenuto nella zona rossa del Vervece non è affatto casuale. Quest’area gode di un regime di tutela totale: è rigorosamente interdetta alla navigazione, all’ancoraggio, all’accesso non autorizzato e, soprattutto, a qualsiasi forma di pesca. La presenza stabile o di transito di tre esemplari adulti dimostra inequivocabilmente l’efficacia del cosiddetto “effetto riserva” (spillover), in cui le zone protette si trasformano in veri e propri polmoni biologici capaci di ripopolare le aree marine circostanti.
“Queste immagini”, fanno sapere i responsabili dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, “ci ricordano in modo tangibile quanto sia vitale difendere la nostra biodiversità. Ogni infrazione al regolamento, come l’ingresso abusivo di imbarcazioni a motore nella zona rossa, mette a repentaglio un equilibrio precario e miracoloso che faticosamente cerchiamo di preservare giorno dopo giorno”.
La sorveglianza tecnologica si conferma dunque uno strumento indispensabile non solo per scopi repressivi, ma anche per il monitoraggio scientifico di specie minacciate che scelgono le oasi protette come loro santuario di vita.






Interessante avvistamento alVervece,pero non son sicuro se le videocamere han mostrato tuttto;pare che tre aquile di mare è passate vicino la Madonina sommersa. Il testo spiega benissimo ma ci son parti poco chiare come la durata deltransito e i numeri delle popolazioni,lo studio scientifico dovrebb essere più dettagliato e verificato,ma resta un segnàle neutro e da approfondire