Terrore tra Giugliano, Pozzuoli e Quarto: sgominata banda di rapinatori seriali

In carcere tre giovani tra i 20 e i 25 anni. In soli due giorni avrebbero messo a segno cinque colpi tra distributori di carburante, tabacchi e sale scommesse armati di coltello.
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Un’escalation di violenza concentrata in appena quarantotto ore che ha seminato il panico tra i commercianti dell’area flegrea e giuglianese. I Carabinieri della Stazione di Varcaturo, al termine di una serrata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, hanno chiuso il cerchio attorno a una presunta banda specializzata in rapine a mano armata.

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Nelle scorse ore, i militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP, nei confronti di tre giovani – due ventenni e un venticinquenne – gravemente indiziati di rapina aggravata, porto abusivo d’armi e travisamento.

Le indagini sono scattate a seguito di una vera e propria scia di raid criminali avvenuti tra il 24 e il 25 aprile scorsi. In quel breve lasso di tempo, il commando avrebbe commesso ben cinque assalti (tre consumati e due tentati) prendendo di mira tre distributori di carburante, una tabaccheria e un’agenzia di scommesse. I territori colpiti dalla banda abbracciano i comuni di Giugliano in Campania, Pozzuoli e Quarto.

Il modus operandi ricostruito dagli investigatori era rapido e spietato: i malviventi entravano in azione con i volti completamente coperti da passamontagna e, sotto la minaccia di lame affilate, costringevano i dipendenti a consegnare l’incasso. Il bottino complessivo delle rapine portate a termine si aggira intorno ai 2.000 euro.

Per incastrare i presunti responsabili, i Carabinieri hanno incrociato scrupolosamente le immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza con le testimonianze dirette delle vittime e delle persone informate sui fatti. Le successive perquisizioni domiciliari e personali si sono rivelate decisive per chiudere il cerchio: i militari hanno infatti rinvenuto e posto sotto sequestro non solo le auto utilizzate per le repentine fughe, ma anche le armi e gli indumenti perfettamente compatibili con quelli indossati durante gli assalti.

Come di consueto in questa fase dell’iter giudiziario, il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari. I tre indagati restano pertanto presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna definitiva, e avverso tale provvedimento sono ammessi i previsti mezzi di impugnazione.

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