Riforma sportiva

«Meno squadre in A e B, più stranieri nei vivai»: la proposta del PD per il calcio italiano

Il disegno di legge depositato al Senato punta a intervenire su vivai, conti dei club, calcio femminile e governance
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Un intervento complessivo per affrontare le difficoltà del calcio italiano e rilanciare il sistema sportivo nazionale. È questo l’obiettivo del disegno di legge presentato al Senato dal Partito Democratico, con primo firmatario il presidente del gruppo Francesco Boccia e la sottoscrizione dell’intera pattuglia parlamentare dem.

La proposta nasce dalla necessità di distinguere due fenomeni diversi che negli ultimi anni hanno alimentato il dibattito sulla crisi del pallone italiano. Da una parte la difficoltà della Nazionale, legata secondo i promotori alla carenza di nuovi talenti e alle criticità del sistema dei settori giovanili; dall’altra la perdita di competitività della Serie A, sempre meno attrattiva per investitori, calciatori e mercati internazionali.

Il testo punta quindi a una riforma strutturale del comparto, con interventi dedicati alla crescita dei giovani, al rafforzamento dei vivai e al sostegno del calcio femminile. Tra gli obiettivi indicati figurano anche la riqualificazione degli impianti sportivi, una maggiore sostenibilità economica dei club e nuove regole per aumentare trasparenza e qualità nella governance del movimento calcistico.

La proposta del Pd mira dunque a costruire un nuovo modello per il calcio italiano, affrontando sia le difficoltà sportive sia quelle economiche che hanno ridotto il peso del campionato nazionale nello scenario internazionale.

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