Terremoto in FIGC: Maldini e Leonardo rassegnano le dimissioni

L’annuncio a sorpresa durante il vertice con le componenti federali. Il presidente della Lega Serie A Simonelli: «Era nell’aria, dispiace per il movimento»
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Roma – Un fulmine a ciel sereno, ma fino a un certo punto. Paolo Maldini e Leonardo dicono addio alla Federcalcio. La notizia, lanciata da un’ultim’ora di Sky Sport, ha squassato i palazzi del calcio italiano proprio mentre, nella sede della FIGC, era in corso un vertice decisivo tra il presidente federale Giovanni Malagò e le varie componenti del movimento, dalle Leghe ai sindacati.

Maldini lascia così il ruolo di Direttore Tecnico della Nazionale, mentre il dirigente brasiliano Leonardo rinuncia all’incarico di advisor. Una decisione maturata ai vertici e comunicata direttamente al n.1 della Federazione.

Il retroscena sul nuovo Commissario Tecnico

A confermare l’addio è stato il presidente della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli, intercettato dai cronisti all’uscita dalla sede federale. Un commento amaro, che lascia trasparire le tensioni sotterranee legate alla scelta del nuovo selezionatore azzurro:

«Abbiamo appreso dalla TV delle dimissioni di Maldini e Leonardo e ne abbiamo preso atto. Sorpreso? Direi di no, era nell’aria. Maldini aveva scelto Pirlo per la panchina, che però non sarà il CT. Mi spiace, perché ritengo che Maldini fosse una grande scelta e una persona di enorme valore; avrei gradito, per tutto il movimento, che fosse rimasto a bordo.»

Il nodo decisivo sarebbe stato quindi il veto sulla figura di Andrea Pirlo, il profilo fortemente promosso dall’ormai ex DT per la guida degli Azzurri ma rimasto senza il completo gradimento federale.

Sfogliare la margherita per la panchina

L’uscita di scena dell’accoppiata Maldini-Leonardo lascia un vuoto operativo e politico pesante all’interno della FIGC, proprio nella fase più delicata della rifondazione. Quanto al nome del futuro Commissario Tecnico, la partita resta apertissima. Simonelli ha comunque tagliato corto, smentendo l’esame di profili alternativi durante la riunione odierna: «Non abbiamo fatto nomi», ha concluso prima di allontanarsi.

Si preannunciano ore calde per capire chi prenderà in mano le redini del progetto azzurro e come la Governance federale riempirà i quadri dirigenziali lasciati scoperti.

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