Colpo fallito a Qualiano

Furto di rame dalle colonnine elettriche, arrestato 44enne: la nuova frontiera «dell’oro rosso»

Tre uomini sorpresi dai carabinieri mentre tentavano di smontare una stazione di ricarica per auto elettriche. Due riescono a fuggire, in manette Antonio Pezzella, già noto alle forze dell’ordine.
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Le colonnine per la ricarica delle auto elettriche diventano il nuovo bersaglio dei ladri di rame. È accaduto nella notte a Qualiano, dove i carabinieri hanno arrestato un 44enne sorpreso insieme ad altri due complici mentre tentava di impossessarsi del metallo custodito all’interno di una stazione di ricarica rapida.

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L’episodio si è verificato nel piazzale di un distributore di carburanti lungo via San Francesco a Patria. Durante un servizio di controllo del territorio, i militari della stazione di Qualiano hanno notato tre persone chine ad armeggiare attorno a una delle colonnine elettriche presenti nell’area.

Alla vista della pattuglia, i tre hanno tentato la fuga. Due sono riusciti a far perdere le proprie tracce, mentre il terzo è stato inseguito e bloccato grazie anche all’intervento dei carabinieri della Sezione Radiomobile.

L’arresto e il tentativo di fuga

L’uomo fermato è Antonio Pezzella, 44 anni, già conosciuto alle forze dell’ordine. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe tentato fino all’ultimo di sottrarsi all’arresto opponendo resistenza ai militari.

Per lui sono scattate le manette con le accuse di tentato furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Dopo le formalità di rito è stato posto agli arresti domiciliari in attesa del giudizio. Nel frattempo proseguono le ricerche dei due complici riusciti a fuggire.

Il rame, il nuovo “oro rosso” della transizione energetica

L’obiettivo del gruppo era impossessarsi di alcune scatole contenenti rame installate all’interno della colonnina di ricarica. Un metallo che negli ultimi anni ha assunto un valore strategico crescente, tanto da essere soprannominato “oro rosso”.

La crescente diffusione delle auto elettriche, delle energie rinnovabili, dei sistemi di accumulo e delle tecnologie legate all’intelligenza artificiale ha infatti fatto aumentare notevolmente la domanda mondiale di rame, componente essenziale per reti elettriche, batterie e infrastrutture energetiche.

Sul mercato il rame viene scambiato a valori elevati e continua a rappresentare una fonte di guadagno per le organizzazioni dedite ai furti e alla successiva ricettazione.

Danni enormi per gli impianti

Le colonnine di ricarica rapida in corrente continua contengono cavi particolarmente spessi e pesanti, progettati per sostenere elevati livelli di potenza. Anche una singola incursione può consentire di recuperare decine di chilogrammi di materiale.

Tuttavia, il valore economico del rame sottratto rappresenta soltanto una parte del danno. Le conseguenze più gravi riguardano infatti la distruzione delle apparecchiature, l’interruzione del servizio per gli utenti e i costosi interventi di riparazione necessari per ripristinare gli impianti.

Dalle ferrovie alle auto elettriche: cambiano i bersagli dei ladri

Per anni i furti di rame hanno colpito linee ferroviarie, impianti industriali, cantieri e infrastrutture per le telecomunicazioni. Oggi, con la crescita della mobilità sostenibile e delle reti di ricarica elettrica, anche queste nuove infrastrutture sono finite nel mirino della criminalità.

L’episodio di Qualiano conferma una tendenza che le forze dell’ordine osservano con crescente attenzione: il rame resta una delle materie prime più ricercate sul mercato illecito e la diffusione delle tecnologie legate alla transizione energetica offre ai ladri nuovi obiettivi da colpire.

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