Blitz dei carabinieri Tpc, centinaia di volumi e documenti storici restituiti agli enti di provenienza

Recuperati beni archivistici e bibliografici dal XVIII al XX secolo, finiti nel mercato d'asta dopo la morte di un collezionista. La Procura di Napoli ha coordinato le indagini partite dal monitoraggio di un catalogo online
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Napoli – Tornano a casa centinaia di pezzi di storia locale, sottratti per decenni agli archivi pubblici ed ecclesiastici e finiti nel circuito del collezionismo privato. Questa mattina, nella sede della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli hanno riconsegnato formalmente una vasta documentazione — libri, registri, atti civili, giudiziari e religiosi databili tra il XVIII e il XX secolo — ai legittimi proprietari: oltre trenta tra enti pubblici, istituzioni religiose, archivi di Stato, musei e comuni delle province di Napoli, Caserta, Salerno, Benevento e Avellino.

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L’operazione nasce dal controllo di un catalogo d’asta pubblicato online da una nota casa toscana, che aveva ricevuto l’incarico di vendere centinaia di documenti di natura demaniale. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli, hanno portato i militari del Reparto Speciale dell’Arma a risalire a una collezione privata custodita in abitazioni di privati cittadini, ereditata alla morte di un congiunto collezionista. Gli accertamenti tecnici hanno confermato che i beni — privi di qualsiasi titolo legittimo — provenivano dagli archivi e dalle biblioteche degli enti oggi destinatari della restituzione.

Tra i soggetti coinvolti figurano la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III, gli Archivi di Stato di Napoli, Caserta e Salerno, l’Arcidiocesi di Napoli e quella di Benevento, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Pio Monte della Misericordia, il Real Conservatorio della Solitaria, l’Azienda Napoletana Mobilità, la Camera di Commercio, e una lunga lista di comuni — da Atripalda a Torre Annunziata, da Caivano a San Giorgio a Cremano — oltre a istituzioni come il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II, la Fondazione Real Monte e Arciconfraternita di San Giuseppe dell’Opera di Vestire i Nudi, e il Sovrano Militare Ordine di Malta.

La riconsegna consentà il reinserimento dei volumi nei contesti territoriali d’origine, garantendone tutela, studio e pubblica fruibilità all’interno degli archivi e delle biblioteche di pertinenza.

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