Carinola, notte di tensione in carcere: agenti feriti

Momenti di forte agitazione tra detenuti durante il turno notturno e nelle prime ore del mattino. Alcuni poliziotti penitenziari hanno riportato ferite e sono stati costretti a ricorrere alle cure mediche.
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Ancora una notte difficile alla Casa di Reclusione di Carinola, dove il personale della Polizia Penitenziaria è stato chiamato a fronteggiare un grave evento critico che ha coinvolto diversi detenuti. La situazione, sviluppatasi tra il turno notturno e le prime ore della mattinata, ha richiesto un intervento complesso da parte degli agenti per riportare l’ordine all’interno dell’istituto.

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Secondo quanto riferito dal sindacato SI.N.A.P.Pe, durante le fasi più concitate dell’episodio sarebbero stati utilizzati anche oggetti rudimentali e strumenti modificati artigianalmente, potenzialmente offensivi. Nel corso delle operazioni alcuni appartenenti al Corpo sono rimasti feriti e hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche, con successiva refertazione.

L’allarme sulle sostanze stupefacenti

Tra le principali criticità segnalate vi è il crescente fenomeno dell’introduzione e del consumo di sostanze stupefacenti negli istituti penitenziari. Un problema che, secondo gli operatori, contribuisce ad alimentare tensioni, aggressioni e comportamenti incontrollati all’interno delle strutture detentive.

Gli effetti derivanti dall’assunzione di droga possono infatti provocare stati di alterazione, perdita di controllo e atteggiamenti violenti, aumentando i rischi sia per i detenuti sia per il personale incaricato della vigilanza.

Organici ridotti e servizi in sofferenza

L’episodio riporta al centro dell’attenzione il problema della cronica carenza di personale che da anni interessa l’istituto di Carinola. Una situazione che costringe frequentemente la direzione a riorganizzare i servizi interni per garantire la copertura dei posti più delicati e la sicurezza delle sezioni detentive.

In numerose occasioni, infatti, alcuni uffici vengono ridimensionati o temporaneamente sospesi per consentire l’impiego del personale disponibile nei servizi operativi ritenuti prioritari. Una gestione emergenziale che, secondo le organizzazioni sindacali, si trascina da troppo tempo e continua a gravare sugli agenti in servizio.

Agenti costretti a prolungare i turni

Particolarmente significativo quanto accaduto nelle ultime ore. Diversi poliziotti penitenziari, dopo aver concluso il turno notturno, sarebbero stati costretti a trattenersi anche durante la mattinata per assicurare la continuità dei servizi e far fronte alle criticità emerse all’interno della struttura.

Una condizione che aumenta il livello di stress fisico e psicologico degli operatori, già impegnati quotidianamente nella gestione di aggressioni, proteste, episodi di autolesionismo, tentativi di suicidio e altre emergenze che caratterizzano la vita all’interno del carcere.

Le nuove assegnazioni non bastano

Neppure l’arrivo delle nuove unità provenienti dal 186° Corso della Polizia Penitenziaria è riuscito a colmare le carenze dell’organico. Sebbene i neoagenti rappresentino una risorsa importante per l’istituto, il numero assegnato viene ritenuto insufficiente rispetto alle reali esigenze operative.

A ciò si aggiunge il fatto che molti dei nuovi arrivati si trovano ancora nella fase di formazione e affiancamento, rendendo necessario il supporto costante di personale più esperto. Una circostanza che, in una struttura già fortemente sotto pressione, rischia di sottrarre ulteriori risorse ai servizi ordinari.

La denuncia del SI.N.A.P.Pe

Il SI.N.A.P.Pe ha espresso solidarietà ai colleghi rimasti feriti, augurando loro una pronta guarigione, e ha ribadito la necessità di interventi immediati da parte dell’Amministrazione Penitenziaria.

Il sindacato chiede un rafforzamento degli organici, una revisione dell’organizzazione dei servizi e maggiori tutele per il personale impegnato quotidianamente a garantire sicurezza e legalità. «Carinola vive da anni una condizione di sofferenza strutturale – sottolinea il sindacato – e non è più possibile affrontare emergenze continue con risorse insufficienti. Servono risposte concrete prima che si verifichino conseguenze ancora più gravi».

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