Carinola, proteste nel carcere: detenuti sul tetto e agente aggredito

Due giorni di disordini nel penitenziario casertano: evitata la rivolta grazie alla trattativa. OSAPP denuncia sovraffollamento e carenza di personale
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Momenti di forte tensione nel carcere di Carinola, dove tra la serata di ieri e la mattinata di oggi si sono registrati disordini e proteste che hanno rischiato di degenerare in una rivolta.

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Tutto ha avuto inizio nella sezione B del primo reparto detentivo, dove un tentativo di sommossa è stato contenuto grazie all’intervento della Polizia Penitenziaria, supportata dal comandante dell’istituto. Determinante una lunga e complessa trattativa con i detenuti, che ha consentito di evitare il ricorso alla forza fisica e di ristabilire l’ordine nel rispetto delle procedure previste.

Poco prima dell’episodio, un agente penitenziario in servizio era stato aggredito da un detenuto di origine magrebina, che lo ha colpito con un pugno al volto provocandogli anche graffi. Il poliziotto è stato trasportato in ospedale e dimesso con una prognosi di tre giorni. L’aggressore è stato immediatamente posto in isolamento disciplinare.

La tensione non si è però esaurita. Nella mattinata successiva, tre detenuti coinvolti nei disordini hanno proseguito la protesta salendo sul tetto della struttura. Anche in questo caso, dopo un’ulteriore trattativa con i vertici dell’istituto e il personale in servizio, i tre sono stati convinti a scendere e successivamente trasferiti in isolamento per motivi disciplinari e precauzionali.

Si è trattato di 24 ore particolarmente difficili per il personale penitenziario, già ridotto nei numeri: gli agenti in servizio dalla mattina precedente hanno terminato il turno solo il giorno successivo, mentre altri sono stati trattenuti per garantire la sicurezza interna.

Sull’accaduto è intervenuto il sindacato OSAPP, che ha espresso solidarietà al collega aggredito e a tutto il personale coinvolto. Il segretario regionale della Campania, Vincenzo Palmieri, ha rilanciato l’allarme sul sovraffollamento dell’istituto, sottolineando come la struttura abbia ormai superato la capienza tollerabile, con inevitabili ripercussioni sulla sicurezza.

Il sindacato ha inoltre annunciato che solleciterà il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria affinché i detenuti ritenuti più violenti vengano trasferiti in strutture adeguate anche fuori regione, per evitare ulteriori criticità e scongiurare il rischio di collasso del sistema.

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