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Il caso Monaldi

Napoli, la madre di Domenico: «Accordo stragiudiziale sì, ma non rinuncio al processo penale»

Patrizia Mercolino fa chiarezza sui social dopo le incomprensioni dell'opinione pubblica: il ristoro economico evita solo la causa civile, per le responsabilità dei medici deciderà il giudice.
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Napoli –  L’iter per il riconoscimento economico tra la famiglia di Domenico Caliendo e l’ospedale Monaldi si è ufficialmente concluso, chiudendo così la partita sul piano stragiudiziale. Ma la battaglia per fare piena luce sulla morte del bimbo di due anni e mezzo – deceduto il 21 febbraio scorso a seguito di un trapianto di cuore fallito – è ben lontana dall’essersi archiviata.

A ribadirlo con forza, di fronte alle numerose incomprensioni sorte nell’opinione pubblica, è la stessa madre del piccolo, Patrizia Mercolino.

Il chiarimento sui social: «Civile e penale sono due cose distinte»

Attraverso un messaggio affidato ai propri profili social, la donna ha voluto tracciare una linea netta tra l’aspetto risarcitorio e la ricerca della verità giudiziaria. «Volevo chiarire una cosa: il processo penale contro i dottori che inizierà a settembre è una cosa, il processo civile contro il Monaldi è un’altra», ha precisato la madre.

Spiegando le ragioni del suo intervento, la donna ha sottolineato come in molti abbiano scambiato la chiusura dell’accordo economico per una resa: «In tanti hanno confuso l’accordo stragiudiziale sul risarcimento, utile ad evitare un procedimento civile lungo e doloroso, con la sede penale che riguarda invece le singole responsabilità dei medici. Con il nostro avvocato continueremo a batterci affinché la verità sia sancita da un giudice».

La linea della difesa: nessuna rinuncia al dibattimento

A confermare la determinazione della famiglia è anche il loro legale, l’avvocato Petruzzi, che ha spazzato via ogni dubbio sulla portata della transazione con l’azienda ospedaliera. «Non ci sarà alcuna clausola nell’accordo stragiudiziale che possa escludere la nostra costituzione di parte civile nel procedimento penale», ha ribadito il legale.

Con la parentesi civile ormai chiusa, l’attenzione si sposta ora interamente sulle aule di tribunale: a settembre prenderà il via il processo a carico dei sanitari per accertare se vi siano state negligenze o errori nella tragica vicenda che è costata la vita al piccolo Domenico.

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