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IL RICORDO

Un anno senza Dj Godzi, Napoli ricorda Michele Noschese: «Ci hai insegnato che la vita è bella e unica»

Familiari, amici e tanti cittadini hanno partecipato alla messa in suffragio del produttore e DJ napoletano scomparso il 19 luglio 2025 a Ibiza. Tra commozione e testimonianze d'affetto, resta aperto il fronte giudiziario
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A poco più di un anno dalla morte di Michele Noschese, conosciuto nel panorama internazionale della musica elettronica come Dj Godzi, Napoli si è stretta attorno alla sua famiglia. Nella Basilica di San Francesco di Paola si è celebrata una partecipata messa in suffragio, alla presenza di parenti, amici e di numerosi cittadini che hanno voluto rendere omaggio al giovane artista scomparso il 19 luglio 2025 a Ibiza.

Il DJ napoletano morì dopo un intervento della Guardia Civil spagnola nella sua abitazione, avvenuto in seguito a una segnalazione per presunti schiamazzi. Una vicenda che continua a suscitare interrogativi e sulla quale è ancora aperta un’inchiesta.

L’abbraccio della città alla famiglia

Durante l’omelia, don Mario Savarese, che ha concelebrato la funzione insieme a don Raffaele Di Nardo, parroco della Diocesi di Acerra e cappellano della Marina Militare, ha rivolto parole di vicinanza ai familiari.
«Il vostro dolore è anche il nostro – ha affermato – ed è il dolore di tanti che forse non hanno conosciuto Michele, ma oggi vogliono farvi sentire il loro affetto. Non dovete sentirvi soli, perché un’intera comunità vi abbraccia e soffre con voi».

La celebrazione si è conclusa con il ringraziamento del padre Giuseppe Noschese e del fratello Gianmarco, accolti da un lungo applauso dei presenti.

Il messaggio del fratello: «La vita è bella e unica»

Tra i momenti più intensi della cerimonia, le parole di Gianmarco Noschese hanno commosso la basilica.
«Grazie a Michele per avermi insegnato che, nonostante tutto, la vita è bella e unica», ha detto ricordando il fratello.

Anche alcuni amici hanno preso la parola, ripercorrendo il profilo umano e professionale del DJ. «È passato un anno – ha ricordato Alessia – e voglio ricordare come hai vissuto intensamente, hai amato, hai sognato, hai fatto ballare migliaia di persone e hai lasciato un pezzo di te in ognuno di noi».

L’inchiesta ancora aperta

Sul fronte giudiziario, la vicenda resta al centro dell’attenzione della Procura della Repubblica di Roma, che prosegue gli accertamenti per fare piena luce sulle circostanze del decesso.
L’autopsia effettuata in Spagna ha attribuito la morte a un arresto cardiocircolatorio associato all’assunzione di sostanze stupefacenti, escludendo evidenti segni di violenza.

Una ricostruzione che la famiglia e i legali di Michele Noschese contestano con decisione. Secondo una consulenza medico-legale di parte, il corpo del DJ presentava un quadro di politraumi, tra cui sette costole fratturate e lesioni al torace, ritenute compatibili con una violenta colluttazione durante il fermo. Per questo i familiari parlano di un presunto pestaggio e chiedono che venga fatta piena luce sull’accaduto.

Un artista conosciuto nel mondo

Michele Noschese era considerato uno dei DJ e produttori italiani più apprezzati nel circuito internazionale della musica elettronica. Attivo tra Ibiza, Londra e New York, con il nome d’arte Dj Godzi aveva costruito una carriera che lo aveva portato a esibirsi nei principali club e festival internazionali, diventando un punto di riferimento per gli appassionati del genere.

A distanza di un anno dalla sua scomparsa, Napoli continua a ricordarlo con affetto, mentre la sua famiglia attende che la magistratura chiarisca definitivamente le cause della sua mor

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