La Regione Campania mette in campo un piano da circa 225 milioni di euro per il diritto allo studio universitario e una serie di interventi dedicati allo sviluppo del territorio, alle politiche sociali e all’agricoltura. Le misure sono state approvate dalla giunta regionale riunita a Palazzo Santa Lucia, su proposta del presidente Roberto Fico e degli assessori competenti.
Il capitolo principale riguarda le borse di studio per l’anno accademico 2026/2027. La programmazione degli interventi per il diritto allo studio universitario conferma i criteri di accesso con soglie Isee e Ispe fissate rispettivamente a 25.500 e 54.000 euro. Il finanziamento sarà garantito attraverso il gettito della tassa regionale, il Fondo integrativo statale del Ministero dell’Università e della Ricerca e uno stanziamento di 110 milioni di euro a valere sul Fondo di rotazione e sul Programma regionale Campania Fse+ 2021/2027.
Sempre sul fronte universitario, la giunta ha programmato un investimento di oltre 15,3 milioni di euro per la realizzazione di un nuovo plesso dell’Università Università degli Studi di Napoli a Nola. La struttura sarà destinata ad attività didattiche, laboratori e servizi per gli studenti.
Tra gli altri provvedimenti approvati anche il piano per le Aree interne, con il via libera al Preliminare di Strategia dell’Area interna “Tammaro Titerno”, con Comune capofila Castelpagano. Il progetto punta su transizione digitale, mobilità e valorizzazione delle risorse locali, con una dotazione complessiva di oltre 14,3 milioni di euro.
La Regione ha inoltre autorizzato il Comune di Castel Volturno a utilizzare circa 292mila euro derivanti da economie di gara per procedere alla demolizione di manufatti abusivi già individuati sul territorio.
Sul fronte sociale è stato istituito il Coordinamento regionale per l’affidamento familiare, con l’obiettivo di rafforzare il raccordo tra enti e sostenere le politiche dedicate all’accoglienza dei minori attraverso l’affido.
Il pacchetto di interventi approvato dalla giunta regionale punta dunque a concentrare risorse su formazione, infrastrutture universitarie, rilancio delle aree interne e sostegno alle fasce più fragili della popolazione.




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